ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 04 Settembre 2016 10:55

Un grido nel silenzio nel mondo dell'ingiustiuzia

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Raccogliamo questo grido che, nel panorama delle ingiustizie non sarebbe isolato, di Francesco Carbone, che da quasi dieci anni lotta contro il sistema corrotto dell'Italia.

L’oggetto della denuncia, che leggiamo in una velina da lui stesso fornita, sarebbe riferita a una presunta associazione a delinquere all'interno di Poste Italiane a Verona, che gestirebbe – sempre a suo dire - appalti del servizio postale. Tale servizio sempre secondo lo stesso Carbone, grazie ad un sistema politico Italiano sbagliato, sfruttava i lavoratori dell'appalto negando loro tutti i diritti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale del lavoro. Sarà stato forse per questo determinismo sindacale, e non abbiamo strumenti per confermarlo o negarlo, che il nostro Francesco dopo la sua denuncia viene allontanato dalle Poste Italiane? Perché era "scomodo" visto che ha denunciato una situazione per cui bastava lavorare a norma di contratto?

Come si vede in un video raccolto da un sito, Carbone denuncia tutte le autorità Italiane preposte al Controllo e alla Magistratura, un sacco di reati penali commessi contro lo Stato, in quanto sempre a suo dire, tutte le sue denunce, vengono insabbiate e spariscono nel nulla. Senza essere esposte nemmeno davanti ad un GIP.

Una storia che non ci sentiamo di commentare. Parrebbe persino ovvio e paradosssale che il cittadino inerme, che non fa parte di caste d' intoccabili, e non è coperto politicamente, venga trattato da criminale se denuncia.

Se tutto fosse vero sarebbe un ammirevole cittadino che denuncia la feccia che c'è in Italia e la corruzione, comportamento tra l’altro previsto dall’Anac di Cantone, ma lontana dalla sua applicazione. Anzi come più volte detto e scritto, il cittadino è solo davanti a questa montagna. Francesco avrebbe comunque diritto a sapere che fine hanno fatto le sue 13 denunce penali, per i seguenti reati: associazione a delinquere, evasione fiscale, frode fiscale, caporalato , tentata corruzione a un incaricato di pubblico, servizio, vessazioni, minacce, ect... e non solo, anche tre istanze ministeriali da cui non ha ricevuto alcuna risposta, sei lettere al Presidente della Repubblica – e si sa che il Presidente riceve centinaia di migliaia di messaggi degli italiani che sono filtrati - due istanze al CSM dove dicono di aver preso visione, e cosa intendano per "presa visione" è arcano burocratico. Una lettera di denuncia al Presidente Fini quindi un po’ datata e alla Commissione Parlamentare. Due interrogazioni parlamentari di cui una alla Camera e una al Senato Ovviamente – visto i risultati - non è mai stato valutato nulla, tutti cercano di stare nel più stretto riserbo, Perché? E lasciamo questo punto di domanda che dovrebbe a nostro avviso avere risposta, anzi la nostra testata lo chiede a tutti quelli che sono stati oggetto delle accuse del Carbone.  Se volete manifestare la vostra vicinanza cercate su FB Francesco Carbone il coraggio di denunciare e su twitter #francescocarbone.

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