ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 06 Settembre 2016 13:08

Bufera M5S è gelo tra Virginia Raggi e il direttorio

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Roma - È sempre piu' bufera dentro M5S. Il giorno dopo l'audizione in commissione Ecomafie del sindaco di Roma Virginia Raggi e dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro, c'è alta tensione nel Movimento e si ragiona sulle decisioni da prendere. 

Secondo quanto riferisce all'Agi una fonte autorevole dei 5 Stelle, oggi ci sarà una riunione del Direttorio per fare il punto su una situazione che è sempre più incandescente. E prende piede l'ipotesi, sempre secondo quanto viene riferito, della possibilità che si chieda all'assessore Muraro di fare un passo indietro. Anche se, spiega la stessa fonte, "Muraro è quella che si è comportata meglio perché ha informato chi doveva informare".

Mentre nel mirino c'è la Raggi che, viene accusata da esponenti autorevoli di M5S, "non ha informato i vertici", in primis Beppe Grillo che in questa fase ha scelto di rimanere defilato. C'è chi ha scritto un messaggio a Grillo per chiedergli un intervento a gamba tesa e far tornare "i 5 Stelle ad essere i 5 Stelle". Ma il leader M5S non ha risposto anche se trapela una sua grande irritazione e delusione.

"La verità - accusa ancora la fonte pentastellata - è che la Raggi sta cercando di liberarsi del mini Direttorio. O i 5 Stelle tornano a fare i 5 Stelle senza alcun timore reverenziale nei confronti di quella che è la sindaca di Roma, e quindi o le tolgono il simbolo o le dicono di cominciare a lavorare bene. Oppure - prosegue - diventiamo peggio di un partito". Mentre le chat e i telefoni pentastellati continuano ad essere roventi, il Direttorio continua ancora a tacere e a non esprimere una linea ufficiale.. Ieri sera, esempio emblematico, l'audizione di Raggi e Muraro in commissione Ecomafie è stata trasmessa praticamente dappertutto - sul canale web della Camera dei deputati e su molti siti - ma non sul blog di Grillo né di altri esponenti 5 Stelle. 

Virginia Raggi ha ammesso di non aver informato né Grillo né Luigi Di Maio dell'indagine a carico della Muraro, ma solo alcuni parlamentari, Stefano Vignaroli e Paola Taverna; un europarlamentare e un consigliere regionale. Raggi ha spiegato anche che è stato il deputato M5S Vignaroli a presentarle Paola Muraro: "e dopo aver incontrato tantissimi esperti l'ho nominata, perché oltre ad avere la nostra stessa visione del problema rifiuti aveva una conoscenza della vicenda romana e aveva combattuto battaglie nostre come quella della legalità". Poi ha concluso:" Vignaroli è il maggior conoscitore della situazione dei rifiuti e mi sono avvalsa del suo aiuto per iniziare a studiare e capire una materia così delicata".

Intanto Carla Raineri, magistrato di Corte d'Appello, ex capo di gabinetto della Raggi tirata in ballo dal sindaco di fronte alla commissione Ecomafia, punta il dito contro i grillini. "La verità è che ero 'scomoda', avvertita come un corpo estraneo, come un nemico da abbattere" ha detto in un'intervista a Repubblica, Raggi ha detto che fu un colloquio con Raineri a rassicurarla sul fatto che il reato contestato all'assessora Muraro era "generico". "Da magistrato - replica Raineri - non comprendo il senso dell'espressione 'reato generico'. Muraro venne da me a chiedere un parere sulla sua situazione. Mi disse che aveva saputo di essere indagata e che voleva valutare l'opportunità' di andare a parlare con il pm per caldeggiare l'archiviazione. Io la sconsigliai. Ricordo di averle detto subito: 'A Milano queste cose non si fanno'. Quindi aggiunsi che si trattava di una mossa controproducente. Se dopo averla ascoltata il pm non avesse archiviato, questo avrebbe aggravato la sua posizione. Al colloquio era presente la sindaca".

Da parte sua anche il magistrato Raffaele De Dominicis, voluto dalla Raggi al Bilancio, replica ai retroscena che circondano la sua nomina e definisce "strumentale" e "grottesca" la polemica sul ruolo avuto dall'avvocato Sammarco. E per questo "vado avanti avanti con il sindaco Raggi" dice e aggiuneg di non aver mai incontrato il legale "né di considerare disdicevole se abbia doverosamente prestato il proprio ministero difensivo in favore dell'onorevole Previti".

 Il Direttorio di M5S si deve dimettere. A chiederlo è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, sospeso dal Movimento 5 Stelle da mesi e ancora in attesa di 'verdetto' definitivo. Dura l'accusa di Pizzarotti, affidata ad una lunga dichiarazione, in relazione al caos Roma: "Il Direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici. L'Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse". (AGI)

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