ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 20 Settembre 2016 02:27

Libia: sequestrati due italiani e un canadese, tecnici di un'azienda di Mondovì La Farnesina conferma

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Roma - Due italiani sono stati rapiti in Libia. Lo hanno riferito fonti del ministero degli Esteri. La Farnesina è informata della vicenda da questa mattina e sta seguendo gli sviluppi insieme alle altre articolazioni dello Stato, si apprende dalle fonti, le quali sottolineano che si lavora con il massimo riserbo tenuto conto della delicatezza della situazione. I due italiani sono stati sequestrati insieme con un cittadino canadese nella città libica di Ghat, nella regione meridionale del Fezzan, a pochi chilometri dal confine con l'Algeria.

Il Canada per ora non conferma il rapimento di un loro concittadino. Il portavoce del ministero degli Esteri di Ottawa, Michael O'Shaughnessy, afferma di essere a conoscenza della questione, "ma di non avere ancora conferme delle notizia. Stiamo utilizzando tutti i canali appropriati".

Sono Bruno Cacace di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), e Danilo Calonego, della provincia di Belluno, i due italiani sequestrati lunedì all’alba in Libia. Con loro è stato rapito un canadese. Tutti e tre sono tecnici dell’azienda Conicos di Mondovì, nel cuneese.

Secondo fonti locali i tre viaggiavano a bordo di una vettura per raggiungere l’aeroporto di Ghat, nel sud del Paese, dove stavano lavorando al rifacimento della pista dello scalo, quando sono stati bloccati da un 4X4. Dall’auto sono scesi uomini mascherati e armati che li hanno portati via.

Secondo quanto riferisce il sito libico "el Wehda", i tre sarebbero operai di una azienda italiana, la Conicos, che ha condotto i lavori di manutenzione della pista dell'aeroporto della città di Ghat. Gli operai sarebbero stati sequestrati dopo che l'auto sulla quale viaggiavano era stato bloccata da uomini armati non identificati. I due italiani e il canadese erano in viaggio verso la loro sede situata a Bir Tahala, a nord del centro abitato di Ghat, nella provincia meridionale del
Fezzan. Lo riferisce il sito "Libya Akhbar". Secondo le prime indiscrezioni insieme a due cittadini italiani e al canadese sarebbe stato sequestrato anche l'autista residente nella città Ghat.

I due cittadini italiani sarebbero Bruno Cacace di Borgo San Dalmazzo e Danilo Calonego. "Non abbiamo ancora ricevuto nessuna notizia ufficiale, in famiglia c'è stretto riserbo e per adesso è giusto attendere e rispettare il loro silenzio". Lo ha detto il sindaco di Borgo San Dalmazzo, Gian Paolo Beretta, in merito al rapimento in Libia del concittadino, dipendente della ditta di costruzioni Co.I.Cos, con sedi a Mondovi' e Tripoli. "Lui è una grande persona - ha aggiunto il primo cittadino - la sua famiglia è molto conosciuta a Borgo, speriamo tutti che non sia nulla di grave". 

L'azienda Conicos, dove gli operai italiani lavorano,ha sede a Mondovì in provincia di Cuneo ed è attiva da diversi anni in Libia. Nel Paese ha tre sedi: Tripoli, Bengasi e Ghat. 

Il rapimento è stato confermato anche dal ministero degli Esteri libico. Il funzionario locale Qumani Mohammad Saleh ha riferito che al momento non è ancora chiara l'identita' del gruppo che ha compiuto il sequestro. Saleh ha chiarito che sono in corso le operazioni per conoscere il gruppo autore del rapimento. Al momento il sequestro non è stato rivendicato da alcun movimento o gruppo terroristico attivo nella zona. La regione del Fezzan è amministrata dal governo di accordo nazionale di Tripoli riconosciuto dalla comunità internazionale.

Sarà la procura di Roma ad indagare sul sequestro dei due italiani in Libia, portati via da uomini armati mentre erano con un operaio di nazionalità canadese, anche questo rapito. A piazzale Clodio si attende una prima informativa dei carabinieri del Ros per ricostruire la vicenda. 

La multinazionale monregalese Conicos, guidata da Giorgio Vinai, lavora da anni in Libia, dove ha sede un ramo dell’azienda. Due suoi dipendenti erano già stati rapiti nel marzo 2011 e successivamente rilasciati.

La zona in cui è avvenuto il sequestro, non ritenuta particolarmente a rischio, è sotto il controllo del governo di unità nazionale di Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale. Finora nessuno ha rivendicato il rapimento e il timore è che i prigionieri possano essere ‘ceduti’ agli estremisti di matrice islamica di Boko Haram.

La Farnesina, il premier Matteo Renzi e i servizi segreti italiani stanno seguendo da vicino l’evolversi della situazione.

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