ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 26 Settembre 2016 00:00

Venezuela: il referendum per destituire Maduro non si terrà quest'anno Oggi le contromosse dell'opposizione

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Il Venezuela, uno dei paesi piu’ ricchi di risore di petrolio al mondo, da mesi sta sprofondando nella voragine di una grave crisi economica. Mercoledì centinaia di autisti di autobus hanno bloccato le strade della capitale in segno di protesta. Complici la forte recessione e un tasso di inflazione alle stelle, nelle città si soffre sopratutto la mancanza degli alimenti di base e dei medicinali. La popolazione è costretta ad attendere ore in fila fuori dai negozi.

Secondo l’opposizione, la colpa della crisi è da attribuire a 17 anni di politiche socialiste sbagliate. Il Tavolo per l’Unità Democratica che da tempo chiede un referendum per destituire l’attuale Presidente Nicolas Maduro, ha già presentato una petizione con una raccolta di due milioni di firme. L’iniziativa rappresenta il primo vero passo verso la richiesta di un referendum.

Lo scorso mercoledì il Consiglio nazionale elettorale ha imposto nuove tempistiche e un regolamento più severo per ottenere la consultazione popolare. A differenza dell’ultimo contro Chavez, gli oppositori di Maduro devono raccogliere, tra il 26 e 28 ottobre, le firme di almeno il 20% degli elettori registrati in ogni stato del paese.

Stando a queste nuove condizioni, per l’opposizione è difficile rispettare i tempi. Secondo la costituzione si possono svolgere nuove elezioni solo se il referendum per rimuovere il mandato presidenziale si tiene entro i primi quattro anni di governo. Il consiglio nazionale elettorale ha comunque escluso, per il momento, un referendum entro il 2016. Per l’opposizione, la possibilità che questo possa avvenire nel 2017, significherebbe che anche in caso di vittoria, l’incarico verrà terminato dal vicepresidente, riconfermando la presenza dei socialisti al potere.

Per oggi lunedì l’opposizione venezuelana comunicherà le contromosse che effettuera. La ex deputata Maria Corina Machado ha inviato al segretario dell’OEA Almagro un documento firmato da tutti i partiti dell’opposizione venezuelana e da 36 deputati con la richiesta urgente di applicare la Carta Democratica al Venezuela.

Intanto continua il Venezuela a vivere una crisi umanitaria, alimentare, sanitaria, economica, che non ha precedenti nella storia bicentenaria del paese caraibico e di queste ore la notizia di neonati messi nelle scatole per mancanza di culle negli ospedali. Ma nonostante questa profonda crisi la Comunità degli italiani del Venezuela aderiscono alla Campagna internazionale di raccolta fondi per Amatrice “Un nuovo rinascimento italiano”, consci di non potere come in passato inviare aiuto economico ai terremotati, ma come ha detto l’Ambasciatore d’Italia a Caracas Silvio Mignano “più che una vera raccolta di fondi e dare la testimonianza”, non è la quantità economica che in questo caso conta, ma il numero delle persone che se pur dando poco ed in moneta venezuelana, ma il numero degli italiani che aderiranno alla sottoscrizione.

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