ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 27 Settembre 2016 07:45

Reggio Emilia - 'Coltiviamo la città' – Inaugurato il nuovo orto urbano dell'Orologio al parco Nilde Iotti

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Un'area di 2.800 metri quadrati di verde coltivabile, suddiviso in 48 lotti: è questo il nuovo, ampio orto urbano del quartiere Orologio, inaugurato stasera e pronto a 'raccontare' alla città come l'orticoltura costituisca una pratica attiva di rigenerazione urbana e di relazione sociale.

Programmato dal Comune su un terreno a prato compreso nel vecchio progetto del parco Ottavi, l'orto dà infatti nuova vita, attraverso il lavoro di 48 cittadini assegnatari dei lotti, a un luogo in parte dismesso, inserendolo a pieno titolo nella vita del parco Nilde Iotti di cui ora è parte integrante.

Hanno detto -A inaugurare il nuovo orto, il sindaco Luca Vecchi, l'assessora a Partecipazione e Cura dei quartieri Valeria Montanari, Gianni Borghi presidente della Fondazione Manodori, Laura Montanari dirigente del servizio Ambiente del Comune, Villiam Orlandini presidente del Centro sociale Orologio e Maurizio Corradini presidente dell'associazione teatrale MaMiMò che ha sede nel quartiere, al Teatro Piccolo Orologio e che ha realizzato alcune animazioni in occasione dell'inaugurazione. L'orto dell'Orologio è stato creato infatti grazie alla collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia e il Centro sociale Orologio, con un finanziamento della Fondazione Manodori.

“La città ha bisogno di infrastrutture fisiche per vivere, per funzionare, e di investimenti per realizzarle, ma prima ancora ha necessità, una necessità primaria, di infrastrutture immateriali, quali la cultura, le relazioni fra le persone, la cura di queste relazioni e dei luoghi in cui esse si realizzano. Per noi ciò ha un'attenzione prioritaria. Questi nuovi orti dell'Orologio, non una grande infrastruttura ma un'infrastruttura vitale, appartengono a entrambe le dimensioni - fisica e immateriale – della città, della nostra idea di città, che ha al suo centro le persone, la qualità della loro vita, la sostenibilità che si concretizza anche in progetti come questo”, ha detto il sindaco Luca Vecchi ai cittadini che hanno partecipato all'inaugurazione. “E proprio per il significato forte che hanno esperienze come quella che oggi inauguriamo – ha aggiunto il sindaco -siamo lieti della collaborazione e del sostegno che il progetto ha avuto dalla Fondazione della nostra città, la Fondazione Pietro Manodori”. “Comprendiamo facilmente il valore di questo orto se sappiano che, come le altre decine della rete diffusa e capillare degli orti urbani di Reggio Emilia, esso trova origine nella cittadinanza attiva, nel protagonismo civico, in uno spirito partecipativo ampio e presente in generazioni diverse – ha concluso il sindaco – Questi non sono più gli orti pubblici dei soli pensionati che qui passano il tempo: gli assegnatari sono anche famiglie, ragazzi, giovani adulti, che possono trarre da questi luoghi anche sostentamento, possono far scoprire ai loro bambini la bellezza dell'ambiente, la nascita e crescita dei prodotti della terra, tramandando una sensibilità ecologica, che nel quotidiano crea le basi del nostro futuro”.

L'assessore Valeria Montanari ha spiegato che “i 48 lotti degli orti dell'Orologio si aggiungono agli altri presenti in città, per un totale di 360 lotti assegnati dal Comune, che saliranno a 400 entro il 2016, grazie anche alla collaborazione e cogestione dei Centri sociali presenti nei quartieri”. In realtà, ha aggiunto l'assessore, la rete degli orti urbani è ancora più ampia, se ai lotti citati si aggiungono quelli nati e gestiti autonomamente in 11 insediamenti, con l'iniziativa di cittadini, associazioni e gruppi del territorio. Orti urbani non significa solo assegnazione e coltivazione di porzioni di terreno: “La nostra esperienza sugli orti urbani – ha concluso l'assessore Montanari – è anche informazione ed educazione all'alimentazione, alla salubrità degli alimenti, è partecipazione inclusiva, creatività e, perché no, impresa sociale là dove vi siano associazioni in grado di generare un piccolo profit che possa essere reinvestito in beni comuni della città”.

Il presidente della Fondazione Manodori, Gianni Borghi, ha sottolineato fra l'altro “l'importanza di ascoltare il territorio, quando si compiono scelte di finanziamento. E questo è avvenuto, con nostra piena soddisfazione, nel caso del progetto degli orti dell'Orologio, nostra prima esperienza in questo ambito. Un progetto a cui siamo lieti di partecipare”.

Villiam Orlandini ha ricordato l'impegno del Centro sociale Orlogio, fra l'altro, nella cura del territorio e in particolare del verde, con lo sfalcio di 170.000 metri quadrati di aiuole e parchi pubblici e ha ringraziato l'impresa edile Canovi che, “nell'ambito di un lavoro veramente collettivo, ha collaborato a installare recinzioni, manufatti e impiantistica di irrigazione nei nostri nuovi orti”.

Il nuovo insediamento orticolo dell'Orologio è dotato di percorsi, deposito attrezzi, approvvigionamento idrico da pozzo già esistente e allacciamento elettrico. Tra gli assegnatari, oltre a singoli cittadini, anche due gruppi di ragazzi che hanno richiesto un orto per coltivarlo insieme.

Una rete di orti -L'orto dell'Orologio è l'ultimo in ordine di assegnazione dei 17 orti presenti sul territorio comunale e la sua nascita conferma il grande interesse nato negli ultimi anni nei confronti dell'orticoltura in città. A un anno dall'approvazione del nuovo Regolamento degli Orti urbani, creato per rinnovare e sviluppare gli orti cittadini, sono stati infatti 360 i lotti assegnati a Reggio Emilia. Tra i richiedenti, diverse tipologie di persone: non solo più reggiani della terza età, ma anche associazioni, cittadini di ogni età, compresi i giovani, e famiglie. E l'interesse per questo settore è tale che, accanto agli orti urbani comunali, è nata una rete di orti realizzati da cittadini e associazioni che attualmente si compone di 11 realtà distribuite sul territorio con un forte radicamento nella popolazione. Complessivamente gli orti comunali e quelli promossi dalle associazioni sono 17 e costituiscono nel loro insieme una rete sociale, culturale e alimentare di tutto rilievo sul territorio. I cinque comunali sono: Orti di Baragalla, Orti del Canale di Secchia, Orti Montenero, Orti Spallanzani e Orti Orologio. Quelli promossi da associazioni ed enti sono: Fattoria di animazione ambientale del Mauriziano, Orto di Abreer, Giardino officinale di Gabrina e orto Brancaleone, Ortofrutteto della Reggia di Rivalta, progetto di agricoltura sociale “La buona terra”, Ortoparco Santa Maria, Sparc-giardino pensile ex

Gasometro, L'Ort-orto ricreativo Tunnel, Orto dei cassoni, Azienda agraria dell'istituto Zanelli, Ortomisù-Orto sinergico del borgo e giardinino d'inverno.

Il progetto degli orti urbani -L'assegnazione dei lotti è una delle azioni previste nell'ambito del Piano strategico del Comune di Reggio Emilia per promuovere il protagonismo attivo dei cittadini, nuove forme di coesione sociale e di sensibilità ecologica. Gli orti urbani costituiscono esperienze di agricoltura urbana che portano — oltre a un sostentamento per nuove fasce di popolazione che desiderano coltivare e alimentarsi in modo sostenibile — anche vantaggi ecologici e ambientali, contrastano lo spreco energetico del territorio e migliorano l'efficienza degli spazi urbani comuni. Per questo l'iniziativa è accompagnata da una serie di cicli formativi, in programma fino alla primavera del 2017 nei centri sociali Spallanzani, Montenero, Orologio, e Orti canale di Secchia sulle diverse tecniche colturali e la gestione sostenibile delle risorse naturali, quale l'acqua.

Nel corso dei prossimi mesi, a seguito di eventuali rinunce degli attuali assegnatari, sarà possibile partecipare a nuovi bandi per ottenere un lotto coltivabile. 

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