ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 09 Luglio 2015 05:14

Taranto - Corsi di Primo Soccorso nella “Buona Scuola”, in attesa di più defibrillatori: altri 24 in arrivo domani

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La “Buona Scuola”, tanto biasimata, qualcosa di buono porterà? Lo si replica da un numero esiguo di parti, analizzandone gli innumerevoli commi. Mario Balzanelli, direttore del 118 dell’Asl Ta ne ha accolto entusiasticamente la parte in cui si prevede la formazione obbligatoria, sulle tecniche di primo soccorso, per gli studenti nelle scuole secondarie.

Le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate saranno quelle disponibili, con la collaborazione del Servizio di Emergenza Territoriale ''118'',  del Servizio Sanitario Nazionale e con il contributo delle realtà territoriali.

I docenti, coinvolti in corsi annuali obbligatori di formazione per l'insegnamento delle tecniche di Primo Soccorso, potrebbero essere gli insegnanti di Scienze motorie, e avrebbero l’obiettivo di  disseminare tali competenze alle generazioni future.

 

È ovviamente d’importanza vitale che tali tecniche diventino un bagaglio di conoscenze e abilità comuni e diffuse nella popolazione italiana. Ogni vita umana è un raro gioiello dal valore inestimabile, senza alcuna differenziazione per l’età o per altri fattori discriminanti (sesso, razza, religione, condizioni economiche, ecc.). Tuttavia, per salvare una vita umana nel caso di un arresto cardiocircolatorio, o per ridurne i danni conseguenti, occorre che sia tempestivamente disponibile un defibrillatore automatico o semiautomatico per uso esterno (DAE) e che sia presente personale, anche non sanitario, autorizzato all’utilizzo del DAE, potenziando così uno dei quattro anelli della catena della sopravvivenza.

Questi due punti, DAE e Personale autorizzato non sanitario, sono contemplati in un programma regionale pugliese, Deep Impact, che si pone in linea con le indicazioni nazionali in materia e con la Riorganizzazione della Rete dell’Emergenza-Urgenza, illustrata lo scorso 17 marzo dall'ex presidente Vendola.

 

La Riorganizzazione, presto, vedrà un passaggio dalla sanità pugliese "ospedalocentrica" a una sanità dei servizi territoriali, attraverso un’azione sulle reti, il tutto per la necessità, ritenuta da taluni “vitale”, di liberarsi “dell’assurda e inefficiente” concezione dell’ospedale sotto casa, intensificando così la mobilità degli assistiti, il loro smistamento tra strutture sanitarie, e la presenza di strutture private.

 

Cruciale pertanto anche il rafforzamento della rete territoriale di DAE, già avvenuto in altre regioni d’Italia. Lo stesso Mario Balzanelli aveva dichiarato pochi mesi fa che “Il defibrillatore è uno strumento formidabile per salvare un paziente, ma deve essere portato sulla scena nei primi otto minuti dall’insorgere di un arresto cardiaco”. Ipotesi Realistica?

La localizzazione ottimale dei defibrillatori prevede che siano equidistanti rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, occorre collocarli nei luoghi e nelle strutture di aggregazione e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, non prescindendo dai luoghi in cui sia più elevata l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto anche della distanza dalle sedi della Rete di emergenza-urgenza.

 

Diverse iniziative private per popolare la rete di defibrillatori sul territorio in ambito extraospedaliero si sono susseguite, rammentiamo i DAE donati dalle ACLI per “Ribatti”, un progetto che lo scorso anno ha utilizzato i fondi del 5xmille per acquistare, quindi distribuire e far custodire sedici DAE in altrettanti bar a Taranto, dotandoli di utilizzatori formati e autorizzati, individuati nei gestori e nel personale dei bar.

 

Il Programma regionale in Puglia, definito sulla base delle Linee guida nazionali, prevede almeno una stazione fissa con DAE ogni 10.000 abitanti, e la formazione di un “operatore sanitario e non” ogni 1000 abitanti. Occorrerà dotare la Puglia di 400 postazioni DAE e formare 4000 operatori sanitari e non. La “Buona Scuola” contribuirà a formarne molti di più... salvo la non riconferma dell’incarico al docente formato?

 

Al momento la provincia BAT si è dotata di 150 DAE, con una spesa di 270mila euro. Il progetto “Il tempo è vita” è stato già attuato a livello di ASL, e ha comportato la distribuzione dei 150 DAE modello Frod Easy online: diciassette a Bisceglie, ventuno a Trani, trentuno a Barletta e trentasei ad Andria, e così via. I DAE sono stati distribuiti in farmacie, sedi istituzionali (comuni), strutture sanitarie, impianti sportivi (piscine), centri commerciali e lidi balneari, ma sono tutti in rete mediante l’apparato LifeDataBox.

 

 “Deep Impact” (Defibrillazione E Prevenzione della morte Improvvisa con Accesso Territoriale in Puglia), il progetto attuato a livello regionale, ha avuto dal Ministero della Salute la somma di 271.776 euro per l’anno 2010 , in seguito rimodulata. Riguarda 197 defibrillatori distribuiti nei comuni che ne abbiano fatto richiesta, in tutte le province, escludendo la BAT, ed è stato realizzato dall'Assessorato al Welfare della Regione Puglia, in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche giovanili e sport, con il coinvolgimento dell'Agenzia regionale sanitaria (A.Re.S.) in qualità di soggetto attuatore.

Giovedì 9 luglio vedremo ancora la consegna di 24 DAE nella provincia di Taranto, seguirà la formazione di 66 soggetti utilizzatori, altri DAE saranno consegnati nella provincia di Lecce. Per Taranto abbiamo la consegna di tre soli DAE in ambito scolastico mentre sono almeno dieci le scuole destinatarie nella provincia di Lecce, almeno otto per Bari, almeno due per Brindisi, almeno cinque per Foggia.

Il collocamento di ogni DAE è indicato nella documentazione di progetto, inoltre presso il Comitato Tecnico Regionale per l’emergenza-urgenza in Puglia sono presenti i registri di tutti i soggetti autorizzati alla defibrillazione con modalità semiautomatica, di tutti i defibrillatori utilizzabili in ambito extraospedaliero, e degli eventi di arresto cardiaco trattati con DAE. I proprietari dei DAE devono comunicare al Comitato Tecnico Regionale modello, marca, anno di acquisizione e numero di serie del defibrillatore; localizzazione abituale dell’apparecchio, nome cognome e recapito telefonico del responsabile delle apparecchiature, eventi di arresto cardiaco trattati con DAE, elenco dei soggetti autorizzati. L’insieme d’informazioni pone tutte le premesse per intraprendere un percorso che potrebbe portare a un’efficace gestione della catena della sopravvivenza, evitando che tanti “gioielli umani” debbano spegnersi dopo un arresto cardiocircolatorio, talvolta parzialmente e con un aggravio notevole non solo in termini di spesa sanitaria, tuttavia le cronache locali continuano a descrivere eventi in parte nefasti.

 

Nel frattempo, al fine di intensificare la dotazione di DAE nelle istituzioni scolastiche, era stato presentato il 20 maggio 2014 un disegno di legge d'iniziativa parlamentare che prevedeva l'obbligo dell’installazione di DAE presso gli istituti scolastici pubblici, di ogni ordine e grado.

Il disegno di legge obbligherebbe anche alla presenza, negli istituti, di almeno un soggetto in possesso dell'autorizzazione all’uso. La somma occorrente per l'attuazione della norma dovrebbe essere di 65 milioni di euro, si provvederebbe mediante corrispondente riduzione dello stanziamento, iscritto nel bilancio triennale 2014-2016, nel programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” utilizzando parzialmente l'accantonamento per il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Il disegno di legge è stato assegnato alla Camera un anno fa, ma non ne è ancora iniziato l’esame.

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