ANNO XIII Settembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Nella sua mente contorta cosa avrà pensato questo individuo per lanciare il suo piccolo cane nei box del canile municipale? Lo butto qui oltre il recinto, cosi non mi segue? Oppure lo butto qui cosi lo curano? E’ morto, imbecille!

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"...Tante piccole gocce formano il mare..." Con questa splendida frase termina l’appello dell’associazione Gli Amici di Spino di San Giorgio Jonico (in provincia di Taranto) associazione che ha recentemente avuto grande risalto nei media per l’affido di una cucciola a Striscia La Notizia.

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Alle belle storie di cani salvati, cuccioli trovati al freddo abbandonati nei campi o nati nel canile dietro le sbarre e adottati in tutt’Italia, questa associazione Amici di Spino di San Giorgio Jonico, primo paese alle porte di Taranto, verso la parte orientale della provincia ionica, ci avevano abituati.

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Diamo spazio a questo accorato appello di una associzione di animalisti che si dedicano con affetto alla tutela degli amici a quattro zampe, poi ci riserviamo un commento finale.

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Il tenore del messaggio che circola in rete e in un’apposita pagina di facebook ha il tenore di un avvertimento: “Se qualcosa può andar male, lo farà! Il comune di San Giorgio j. Taranto ha inviato in data odierna alla nostra associazione una mail che invita a leggere in allegato a una ordinanza sindacale il cui contenuto è quello che portiamo alla attenzione di tutti i nostri amici e sostenitori”.

Il casus nasce da una ispezione da parte dell’Asl Dipartimento di Prevenzione Servizio Veterinario di Sanità Animale di Taranto che, secondo quanto riporta l’ordinanza del Comune, avendo ravvisato la fatiscenza strutturale in cui versa una parte (quella dedicata al ricovero degli animali) del canile sanitario comunale e l'utilizzo di una zona retrostante, non autorizzata, per il ricovero degli animali in sovrannumero, a fronte delle disposizioni dei vari responsabili, dispone il trasferimento dei cani in esubero.

Gli animalisti dell’associazione “Amici di Spino” non ci stanno. Il trasferimento di animali è sempre traumatico.  Ma lasciamo a loro la parola.

“Ci prepariamo ad affrontare quanto sta accadendo - scrivono nella loro pagina -  con tutti i mezzi e gli strumenti di cui disponiamo, con consulenze legali e relazioni sul nostro operato e su quello della associazione che ci ha preceduto, con cui abbiamo collaborato per anni, raggiungendo importanti traguardi per i nostri amici a quattro zampe. Lavoro che ancora oggi, con costanza e tenacia, portiamo avanti, nonostante una situazione di forte disagio dovuta ad una inadeguatezza strutturale del canile e un continuo abbandono di cani.

Di fronte a questa ordinanza vi chiediamo di unirci a noi in questa battaglia che ha come unico obiettivo quello di non permettere il trasferimento dei cani in altri rifugi, che non ci sarà dato di sapere, perché' non venga interrotto un lavoro straordinario di adozione dei cani ospitati attualmente. Vi basti sapere che in 6 anni il numero delle presenze in questo canile è sceso a 180 da circa 350 cani.

A questo dato si aggiunga un lavoro di cura e sistemazione in famiglia di un numero di cuccioli che si aggira a circa 120 unità all'anno. Una parentesi doverosa riguardo quest'ultimo dato ci obbliga a sottolineare che solo con l'impegno di volontari è stato possibile occuparsi con attenzione dei cuccioli, della loro salute, della loro alimentazione, del loro benessere generale ed economicamente questo nostro impegno non ha mai inciso sulle casse comunali poiché' non è stata mai fatta richiesta di contributo oltre a quello pattuito, cuccioli che non hanno mai sostato in canile ma nelle abitazioni private di noi volontari.
Stileremo a brevissimo una mail di protesta da inviare al Comune di San Giorgio Jonico, alla attenzione del sindaco, sperando di trovarvi numerosi accanto a noi in questa battaglia”.

Questo il messaggio dell’associazione che ci sentiamo di condividere. I Comuni hanno una scelta davanti a loro, operare insieme ai cittadini oppure essere superati come forma di rappresentanza. Lo dicono studiosi della città del futuro, non lo dice lo scrivente. Del resto è davanti agli occhi lo sfacelo sociale. Riflettiamo.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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