ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Gli Stati Uniti hanno tradito i curdi, che ora devono allontanarsi dal confine turco-siriano come prevede l'accordo raggiunto ieri da Mosca e Ankara, altrimenti "saranno schiacciati dalla macchina militare turca": lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. Peskov ha inoltre accusato gli Usa di aver "optato per abbandonare i curdi alla frontiera, quasi forzandoli a combattere contro i turchi". Peskov ha affermato che se i curdi non si ritireranno dal nord-est della Siria "le guardie di frontiera siriane e gli agenti della polizia militare russa dovranno tirarli indietro. Infatti - ha sottolineato - le unità curde che rimarranno saranno schiacciate dalla macchina militare turca". Il portavoce di Putin ha quindi dichiarato che gli Stati Uniti "erano il più stretto alleato dei curdi negli ultimi anni.

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Gli Stati Uniti hanno tradito i curdi, che ora devono allontanarsi dal confine turco-siriano come prevede l'accordo raggiunto ieri da Mosca e Ankara, altrimenti "saranno schiacciati dalla macchina militare turca": lo ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. Peskov ha inoltre accusato gli Usa di aver "optato per abbandonare i curdi alla frontiera, quasi forzandoli a combattere contro i turchi". Peskov ha affermato che se i curdi non si ritireranno dal nord-est della Siria "le guardie di frontiera siriane e gli agenti della polizia militare russa dovranno tirarli indietro. Infatti - ha sottolineato - le unità curde che rimarranno saranno schiacciate dalla macchina militare turca". Il portavoce di Putin ha quindi dichiarato che gli Stati Uniti "erano il più stretto alleato dei curdi negli ultimi anni.

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Cadono nel vuoto le richieste di Washington e Ankara di rinunciare all'attacco, che ha l'obiettivo di riportare sotto il controllo di Damasco l'ultima roccaforte dei ribelli. Trump minaccia immediate rappresaglie in caso di nuovi attacchi chimici attribuiti al regime. Erdogan teme un nuovo esodo di profughi entro i suoi confini

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L’intervento degli Stati Uniti contro la Siria di Assad, ritenuto responsabile dell’uso di armi chimiche nella città siriana di Duma è avvenuta senza, che l’organismo competente a verificare l’uso di armi chimiche e i responsabili siano stati identificati.

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Le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia potrebbero aver raggiunto "il livello più basso di tutti i tempi". Lo ha detto il presidente Donald Trump, nella conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, alla Casa Bianca.

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Poco prima dell'incontro tra il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, e il ministro degli Affari Esteri russo, Serghei Lavrov, Donald Trump in due diverse interviste al New York Post e alla Fox cerca di chiarire la posizione degli Stati Uniti dicendo: "Non stiamo andando in Siria".

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La Siria diventa sempre più affollata di unità speciali estere presenti. In Siria albergano uomini della Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giordania e Israele. I russi e gli americani sono in più presenti con i loro eserciti. Tutti avevano il potere di  distruggere l'enorme arsenale chimico presente in Siria, ma nessuno lo ha fatto. Le accuse lanciate dagli stessi paesi presenti in Siria, sono fuori luogo, sapevano e potevano ma non hanno agito. Gli stessi che accusano sono le stesse persone responsabili di negligenza tattica. Intanto continuiamo a contare i morti e ci indignamo, il numero dei morti a Kkhan Sheikhoun è salito a 162 e tra questi tanti piccoli bambini morti in un'agonia straziante, mentre tantissimi sono i feriti curati negli ospedali e in luoghi di fortuna.

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Un selfie e grandi sorrisi per il senatore Antonio Razzi, che su Twitter pubblica le foto dell'incontro con Bashar al-Assad.

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Martedì, 14 Marzo 2017 11:19

Assad, «La jihad? Colpa dell'Europa»

"I leader europei fin dall'inizio della crisi in Siria hanno fatto scelte sbagliate, che hanno causato la distruzione della Siria e l'affermarsi del terrorismo nella regione, e gli attacchi terroristici in molte città europee, oltre alla crisi della regione".

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Beirut - Bashar al-Assad ha di nuovo la sua Aleppo, perla del nord della Siria, ma a un mese dalla caduta della città emerge sempre più un dato poco rassicurante per il suo regime.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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