ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Il Sovrintendente Capo Diego Turra, del VI Reparto Mobile di Genova, è morto per un infarto durante i disordini tra polizia e No border di ieri sera avevano occupato una ex caserma dei Vigili del fuoco a Ventimiglia.

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Martedì, 26 Luglio 2016 05:39

Caso Regeni, fiaccolata a Roma

Amnesty International: "L'Italia è un paese solo sullo scenario internazionale"

Questa dichiarazione di Amnesty Internazional, che deduco da la Repubblica on line di martedì 26 luglio 2016 riassume l’efficacia della nostra politica estera:

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Governo valuti percorso che tutela concorrenza e identità dell'impresa"

FIRENZE - Il Consiglio dei ministri di ieri ha deliberato l'impugnativa nei confronti della legge regionale n. 31 del 9 giugno 2016 con la quale, come noto, sono state definite specifiche procedure per le richieste di concessione dei gestori degli stabilimenti intenzionati a fare investimenti per la qualificazione dell'offerta di servizi per la balneazione prevedendo, nel rispetto del quadro normativo nazionale, la possibilità di poter operare fino al 2036.

"Al momento – spiega l'assessore alle attività produttive e turismo Stefano Ciuoffo – non conosciamo dettagliatamente le motivazioni, quindi è difficile poter entrare nei particolari dell'impugnativa e valutare quali provvedimenti assumere. Certamente, anche in questo momento non possiamo che ribadire la convinzione che la legge regionale rappresenta uno strumento adeguato per offrire ai Comuni un quadro omogeneo di riferimento, e invitiamo il Governo a tenere in considerazione il percorso fatto dalla Toscana e le motivazioni che hanno portato alla stesura della legge".

"Siamo convinti – porta ad esempio l'assessore – che non si possano rilevare profili di illegittimità rispetto alla previsione di un indennizzo da riconoscere al concessionario uscente in caso di mancato rilascio della concessione in seguito all'espletamento della procedura comparativa di valutazione di domande concorrenti. La legge regionale, infatti, prevede che il nuovo concessionario debba riconoscere a quello uscente il novanta per cento del valore aziendale. Inoltre è previsto che l'indennizzo venga liquidato al concessionario uscente prima del rilascio della concessione al nuovo soggetto, così come è prevista, come condizione per il rilascio delle nuove concessioni, la gestione diretta del concessionario".

La previsione dell'indennizzo si colloca entro i margini di competenza legislativa della Regione in materia di turismo e di gestione del demanio marittimo perseguendo l'obiettivo di valorizzare e salvaguardare la specificità del sistema turistico–balneare della costa toscana, e di assicurare adeguate condizioni di sviluppo alle medie-piccole-micro imprese che ne costituiscono il tessuto produttivo.

Infatti, proprio in questa fase di transizione e di prima applicazione della direttiva Bolkestein, il riconoscimento di una forma di ristoro per il mancato ammortamento degli investimenti aziendali effettuati dai concessionari - basato sul valore economico dell'impresa - costituisce attuazione del principio di proporzionalità, così come delineato nella Comunicazione interpretativa della Commissione sulle concessioni nel diritto comunitario.

Questo principio richiede infatti di operare un bilanciamento tra la concorrenza e libertà di stabilimento da un lato e l'equilibrio finanziario e la tutela degli investimenti dall'altro riconoscendo agli operatori economici del settore la possibilità di remunerare i capitali investiti in misura ragionevole. La convinzione è che il valore aziendale sia rappresentato dal complesso di beni immobili e mobili, immateriali e dalle situazioni giuridiche attive e passive che fanno capo all'impresa, rispetto alla quale il bene demaniale costituisce solo uno dei fattori produttivi, come del resto ha anche ammesso in Consiglio di stato in una specifica sentenza (n.257 del 2009).

Quindi questa previsione, generata proprio dalla legislazione nazionale vigente fino al 2011 - giustifica la previsione di un equo indennizzo al concessionario uscente da parte del nuovo assegnatario subentrante.

Quanto alla condizione, per il rilascio della concessione, dell'impegno da parte dell'assegnatario a non affidare a terzi le attività oggetto di concessione, va ricordato che questa disposizione persegue l'interesse pubblico alla salvaguardia degli elementi peculiari e qualificanti del contesto socio-economico della costa toscana, caratterizzato dall'integrazione e dalla diversificazione dell'offerta turistico-balneare ricettiva e dalla promozione delle tipicità locali.

Quindi, proprio in relazione ai principi di concorrenza, si è inteso preventivamente frenare possibili effetti speculativi e fenomeni distorsivi dovuti alla concentrazione monopolistiche in capo a soggetti finanziariamente capaci di acquisire una molteplicità di concessioni di beni demaniali .

La ipotesi di acquisizioni mirate a creare monopoli/oligopoli di fatto e, dunque, posizioni dominanti, è presa in considerazione non come mera ipotesi astratta, ma in relazione al fatto che la costa della Toscana, in particolare in talune zone di indubbio pregio paesaggistico, già risulta molto appetibile quale acquisizione strategica volta a consolidare asset commerciali. La concentrazione in capo ad un uno o a pochi soggetti economici porterebbe, non solo ad una sensibile riduzione della concorrenza, ma anche ad una omologazione dell'offerta turistica della costa toscana

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Roma - (di Simona Olleni) "E' probabile che verranno sollevate questioni di legittimità, per arrivare alla Corte Costituzionale è sufficiente la non manifesta infondatezza, ma ritengo che la questione sia tutta aperta, dipende da quali norme finirebbero all'esame della Corte. Ciò che è certo è che la Costituzione ha a cuore il risparmio". Così il presidente emerito della Consulta, Cesare Mirabelli, affronta il tema del bail-in, definito "incostituzionale" dal presidente dell'Abi Antonio Patuelli in un'intervista a 'Repubblica'. Su questo tema, "il punto principale contenuto nella nostra Costituzione - ricorda Mirabelli - è l'articolo 47, che stabilisce che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme e disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Si tratta di una norma di principio che impone al legislatore di tutelare il risparmio".

Le azioni, sottolinea ancora il presidente emerito della Corte parlando con l'Agi, "sono capitali di rischio e perciò suscettibili di variazioni e anche gli obbligazionisti partecipano in parte al rischio. La tutela forte va assicurata ai depositanti che non sono assimilabili a qualsiasi creditore: c'è un dovere dello Stato di disciplinare e stimolare i controlli e le autorità di vigilanza perché il risparmiatore sia effettivamente tutelato. Colpire il rispamio va contro il principio costituzionale".

Gli strumenti di tutela, continua Mirabelli, "sono molti e variano a seconda del momento; la tutela è diversa dalla garanzia: non è che se c'è un rischio di insolvenza delle banche lo Stato è tenuto in funzione di garanzia a sostituire le banche rispetto al creditore, ma c'è un obbligo dello Stato di creare le condizioni perché il rispamio sia tutelato e non si creino situazioni in cui i depositanti vedano a rischio il loro denaro".

Anche le norme europee, conclude il presidente emerito della Consulta, devono "essere orientate alla tutela del risparmio" e nel controllo del credito deve esserci un "sistema di vigilanza che renda remoti i rischi nell'attività degli istituti bancari, rischi quali instabilità, perdite o assenza di capitale per far fronte alle crisi". (AGI) 

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Roma - "E' vero, in tanti stanno cercando di non parlare del merito del referendum. Fateci caso: vanno in tv e non parlano del merito, perché sul merito sanno che la riforma non è perfetta ma è un passo in avanti nella direzione attesa da decenni. No, loro non parlano di merito. Parlano di me". Lo scrive nella e-news il premier Matteo Renzi in merito al referendum costituzionale. "Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? Accusano me di voler personalizzare perché loro sono preoccupati che in Italia si affermi il principio sacrosanto che chi perde va a casa", aggiunge Renzi.

Il segretario Pd si sofferma sulla necessità di arrivare a 10mila comitati per il sì. "Abbiamo chiesto un aiuto a livello economico. Dicono che noi siamo quelli delle lobby e che abbiamo in mano la comunicazione. La realtà dice un'altra cosa. E allora ogni aiuto è prezioso, anche a livello economico: sul www.bastaunsi.it è possibile contribuire con solo 5, 10, 15 euro per organizzare una campagna che sarà capillare. Abbiamo raggiunto nei primi giorni quota 35mila euro grazie a voi. Tutto trasparente, tutto alla luce del sole: in homepage potete controllare come procede la raccolta fondi", scrive il premier. "Non sarà la riforma più bella del mondo. Ma è giusta, utile e funziona. Assicura stabilità all'Italia. Riduce il numero dei politici ma aumenta il valore della politica. Questa riforma nasce dal basso e vincerà se riusciremo ad arrivare nelle case di tutti gli italiani: perché i professionisti della politica sicuramente non gradiranno questo cambiamento.Per questo - come sto facendo da tre mesi, ben prima della Brexit - vi chiedo una mano. L'email la conoscete: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e il sito è sempre www.bastaunsi.it Se buttiamo via questa occasione per anni ci terremo il sistema politico più costoso e meno efficiente dell'Occidente. Cambiare adesso è un dovere. Aspetto di leggere i vostri commenti", conclude Renzi.

Il presidente del Consiglio lo ribadisce anche a Bruxelles: "è banale, normale, fisiologico" che "nel caso in cui dovessimo perdere questo referendum ne trarrei le conseguenze anche a livello personale". Soltanto in Italia, ha detto, "c'è il principio che i politici che perdono rimangono lì e continuano per 50 anni a fare carriera politica: non è così nel resto del mondo".

Ecco perché, ha aggiunto, respingendo l'accusa di personalizzare il referendum costituzionale del prossimo ottobre, "questo elemento di novità profondo che noi abbiamo inserito è stato immediatamente preso e utilizzato per personalizzare lo scontro". Al contrario, Renzi vorrebbe "che si discutesse nel merito del referendum: se vince il sì l'Iitalia non ha più il bicameralismo paritario ma una sola camera dà la fiducia come succede nel resto d'Europa".

Sunna e-news Renzi scrive: "Loro sono preoccupati - anche personalmente - dalla impressionante diminuzione di poltrone. Loro sono preoccupati del fatto che non ci sarà più spazio per giochi di palazzo. Chi scommette sul fallimento ha tutto da guadagnare dall'ingovernabilità e dalla palude". Lo scrive Matteo Renzi sulla e-news, parlando di chi è per la vittoria dei No al referendum costituzionale.

"A quelli che in buona fede temono che io 'personalizzì il referendum e mi scrivono preoccupati, voglio chiedere una mano: volete che non sia un referendum su di me? Ok. Datemi una mano. Mettetevi in gioco voi. Per evitare che personalizzino contro di me, personalizzatela voi. Spiegate a tutti i vostri amici di cosa si parla quando si parla di referendum. Raccontate la verità sul referendum. Perché la verità è fondamentale. Basta dire la verità e vinceremo questo referendum: la verità è più forte delle bugie, sempre. Fateci caso". (AGI)

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Mercoledì, 29 Giugno 2016 12:55

Il dl banche è legge

Roma - L'Aula della Camera ha approvato con 287 si, 173 no e 3 astenuti, il decreto banche, così come approvato dal Senato il 9 giugno, su cui ieri il governo ha incassato la fiducia. Il provvedimento e' legge. Dai rimborsi automatici per gli obbligazionisti delle quattro banche salvate (Banca Etruria, Banche Marche, CariChieti, CariFerrara) all'accelerazione delle procedure per il recupero dei crediti. Sono alcune delle principali misure del decreto banche, approvato definitivamente dall'Aula della Camera, e su cui ieri il governo ha incassato la fiducia di Montecitorio.
Ecco gli interventi piu' importanti:

- PIU' TEMPO PER I RIMBORSI: Allungamento da quattro a sei mesi del tempo entro il quale gli obbligazionisti delle quattro banche in default potranno presentare l'istanza di erogazione del rimborso dell'80%. Tra i criteri di accesso al rimborso automatico per gli obbligazionisti delle quattro banche fallite un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro o un reddito ai fini Irpef inferiore a 35mila euro). La dizione 'reddito lordo' e' stata sostituita al Senato con quella di 'reddito complessivo' e si valuteranno i redditi dal 2014 invece che del 2015. Alla domanda di rimborso l'investitore deve allegare: il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati; i moduli di sottoscrizione o d'ordine di acquisto; l'attestazione degli ordini eseguiti e una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare.

- NIENTE RIMBORSO ESENTASSE: Al Senato era stato respinto l'emendamento al decreto che prevedeva che i rimborsi erogati dal Fondo non siano soggetti "ad alcuna imposizione fiscale". Il governo ha pero' dato il via libera a un ordine del giorno in questa direzione.

- PATTO MARCIANO MENO STRINGENTE: Il Patto Marciano puo' applicarsi ai contratti già in essere. Dopo l'esame del Senato e' diventato stringente il numero delle rate mensili e il periodo di inadempimento: da sei a nove mesi dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive. Se il debitore ha pero' rimborsato almeno l'85% della quota capitale, l'inadempimento scatterà a partire da 12 mesi dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive.

- IL CUSTODE PER IL RECUPERO CREDITI: L'esecuzione del recupero crediti viene assegnata al custode al posto dell'ufficiale giudiziario pur rimanendo l'ultima istanza di un giudice. La riduzione del valore del 50% dell'ultima base di asta puo' avvenire solo dopo il quarto tentativo andato deserto e non dopo il terzo.

- RENT TO BUY SU CONVALIDA SFRATTI: In caso di inadempimento il creditore puo' avvalersi della procedura di convalida di sfratto per liberare il bene immobile.

- ELENCO PROFESSIONISTI PER BENI PIGNORATI: Verrà redatto un nuovo elenco professionisti per le operazioni di vendita dei beni pignorati. Il ministero della Giustizia disciplinerà le modalità relative ai corsi che devono essere frequentati.

- PEGNO MOBILIARE NON POSSESSORIO: Una nuova figura consentirà agli imprenditori di concedere il pegno su beni mobili destinati all'esercizio dell'impresa senza che questi debbano subirne lo spossessamento. Potranno quindi utilizzare il bene, oggetto del pegno, per la loro attività d'impresa. La norma disciplina anche le procedure di escussione del pegno in caso di inadempienza del debitore, che dovrà consegnare il bene oggetto del pegno non possessorio entro 15 giorni dall'intimazione.

- REGISTRO ESPROPRIAZIONI PER MERCATO CREDITI DETERIORATI: Viene istituito presso il ministero di Giustizia un registro elettronico delle procedure di espropriazione Con l'obiettivo di facilitare la creazione di un mercato dei crediti deteriorati e di consentire ai potenziali creditori di valutare meglio la situazione economica delle imprese. Il registro sarà accessibile dalla Banca d'Italia. (AGI) 

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Piena sintonia con il governo centrale rispetto all’abbattimento della pressione fiscale nei campi

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 "Stiamo assodando che la cosiddetta 'Buona Scuola' voluta con tanta pervicacia dal Governo e approvata con il ricorso al voto di fiducia rischia di tradursi in una pluriennale mobilità geografica di insegnanti, che penalizzerà soprattutto il sistema scolastico lombardo che è il più esposto alla migrazione di insegnanti da altre regioni".

Published in Milano

Roma - Ripresa lenta per l'Italia ma in linea con le attese. Nel secondo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo e' aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014.

Published in Economia & Finanza

Roma - "Piazzisti di fanfaronate da osteria, chiacchiere da bar che rilanciate dai media rischiano di provocare conflitti", in un'intervista a Famiglia Cristiana online, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della conferenza episcopale italiana, replica al segretario della Lega Matteo Salvini e al presidente del Veneto Luca Zaia, ma anche a Beppe Grillo sul tema immigrati e poi sottolinea: "Hanno criticato pesantemente il Papa, ma hanno visto che puo' essere controproducente per il loro consenso perche' Papa Francesco e' molto popolare".

Published in Nazionale

Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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