ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sulla Tav "noi voteremo la nostra mozione convintamente, è un regalo da 2,2 miliardi a Macron, sappiamo che il Pd voterà 'sì' con la sua mozione e vediamo cosa succederà in Senato domani". Così il vicepremier Luigi Di Maio aggiungendo che "se leggete la mozione, è un atto di impegno al Parlamento che è l'unico che può fermarlo, Conte ha detto che il governo non può farlo, il Parlamento sì. Una mozione che impegna il Parlamento non vedo cosa c'entri con il governo".

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Divieto per le navi che soccorrono i migranti di ingresso nelle acque territoriali italiane, con possibilità di multe e confische per chi viola la disposizione. Pene più severe per incidenti durante manifestazioni pubbliche e maggiori tutele per le Forze dell'Ordine. Giro di vite per le violenze nelle manifestazioni sportive. Sono i pilastri sui quali si regge il cosiddetto decreto legge Sicurezza bis, convertito definitivamente ieri sera dal Senato. L'ok al dl - approvato con 160 sì su una maggioranza richiesta di 109 voti - dopo le incertezze delle ultime ore sembrerebbe certificare da un lato l'ennesima vittoria sul M5S del vicepremier Matteo Salvini, e dall'altro la temporanea stabilità degli alleati di governo in attesa del prossimo test sulla tenuta, quello sulla Tav.

 
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Il leader della Lega ritiene sia molto difficile ottenere l'ambito portafoglio della Concorrenza a causa del 'cordone antisovranista'. Il suo piano B è quindi lanciare Gian Marco Centinaio come commissario al'Agricoltura

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Il leghista: "Manovra coraggiosa o al voto". La replica dell'alleato: "Coperture flat tax? Un mistero" Il leader della Lega ieri ha ventilato la possibilità di tornare alle urne. Di Maio: "Non si può stare nella maggioranza come opposizione"

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"Oltre 2 milioni di emigrati dal meridione, almeno 3 milioni di occupati in meno rispetto al Nord Italia, piena recessione per il 2019 solo per il Sud Italia: questi sono i dati riportati nel rapporto annuale di Svimez che fanno tremare i polsi". Così il senatore Dario Stefàno, vice presidente dei senatori del Pd, commenta i dati dello Svimez.

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Non bastano otto ore di confronto e un Consiglio dei ministri fiume: M5s e Lega non trovano l'intesa sulla riforma della Giustizia. Il nodo è il processo penale. Il Cdm trova un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm. Ma alla fine il via libera al provvedimento è "salvo intese", non definitivo. E fuori da Palazzo Chigi va in scena lo scontro. Per la Lega restano distanze su una riforma che è "di facciata": le proposte leghiste - viene spiegato - non sono mai state accolte e ora è difficile correggere il testo, perché è sbagliato l'impianto.

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Riforma della Giustizia e Autonomia: Giuseppe Conte prova a disincagliare il governo da due degli scogli che più dividono M5s e Lega. Ma parlarsi è difficile, far passi avanti tutt'altro che scontato. E mentre si cammina sul filo di una crisi perenne, ci si sfida su ogni tema. Così nel Consiglio dei ministri convocato alle 15 potrebbe essere battaglia sulla riforma del ministro Alfonso Bonafede. Alla Lega il testo piace assai poco, nonostante alcune correzioni. E Matteo Salvini, viene spiegato, deciderà solo all'ultimo, dopo aver visto i suoi, se andare allo scontro in Cdm o denunciare le criticità del provvedimento e rinviare la trincea al Parlamento.

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"A volte dobbiamo subire l'atteggiamento della Lega che è insopportabile. Ma dopo le elezioni non avevamo alternativa: o andavamo all'opposizione o cercavamo di portare a casa il più possibile nelle peggiori condizioni. Ogni volta che si deve approvare un provvedimento, in Parlamento o in Cdm, ci dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell'altro là e dobbiamo fare un accordo". A dirlo è stato Luigi Di Maio nell'assemblea, a porte chiuse, con gli attivisti di domenica a Cosenza il cui audio è pubblicato sul sito LaCnews24. Parole che arrivano alla fine di una nuova giornata di tensione nella maggioranza. In particolare sull'Autonomia. 'Si fa se non danneggia il Sud'. 'I tuoi no sono un danno', replica Zaia.  

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Quattro dei sette bambini coinvolti nell'inchiesta 'Angeli e Demoni', sugli affidi, della Procura di Reggio Emilia sono tornati a vivere con i genitori naturali. La decisione del tribunale per i Minorenni di Bologna a quanto si apprende, non è recentissima ed è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d'Enza.

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Resta alta la tensione nella maggioranza con i dossier caldi dell'autonomia e della Tav sul banco e Lega ed M5s che continuano a discutere. ""Non ho incontri in agenda. Per il futuro siamo nelle mani del buon Dio", dice il vicepremier Matteo salvini replicando a una domanda domanda durante la conferenza stampa a Firenze. Il vicepremier, inoltre, torna ad attaccare il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli al centro di una polemica, tra l'altro, per il licenziamento di uno degli esperti dell'analisi costi-benefici sulla Tav

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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