ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

La trattativa tra M5s e Pd per tentare di formare un nuovo governo è nel vivo. L'assemblea dei gruppi M5S ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D'Uva ad incontrare la delegazione del Pd. Poco dopo la replica del PD: "Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare" ha affermato il segretario Dem Zingaretti.

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"L'Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise - dice la Lega in una nota - inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l'unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni"

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Giovedì, 08 Agosto 2019 14:39

La lunga notte del governo Lega-M5S

È stata una lunga giornata di divisioni quella che è cominciata con il voto sulla Tav, e il conseguente strappo della maggioranza giallo-verde, e si è conclusa con il laconico annuncio di Matteo Salvini dal palco del suo beach tour a Sabaudia: "Qualcosa si è rotto ". Prima di recarsi sul litorale romano, il ministro dell'Interno ha visto Giuseppe Conte, chiedendo "un cambiamento" o minacciando il peggio. È incerto più che mai il futuro del governo, ora che le carte sono state scoperte e la confessione del vicepremier leghista è arrivata sotto forma di metafora: "Se mi rendo conto che le cose non si possono fare, come in un matrimonio, se si passa più tempo a litigare che ad andare d'accordo e a fare l'amore, è meglio che ci si guardi negli occhi e ci si lasci".

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Al via nell'Aula del Senato alla discussione sulle sei mozioni sulla Tav. L'ordine dei lavori prevede che si proceda alle illustrazioni di ciascuna mozione, per poi proseguire con le dichiarazioni di voto e infine con le votazioni che dovrebbero arrivare intorno all'ora di pranzo.

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Sulla Tav "noi voteremo la nostra mozione convintamente, è un regalo da 2,2 miliardi a Macron, sappiamo che il Pd voterà 'sì' con la sua mozione e vediamo cosa succederà in Senato domani". Così il vicepremier Luigi Di Maio aggiungendo che "se leggete la mozione, è un atto di impegno al Parlamento che è l'unico che può fermarlo, Conte ha detto che il governo non può farlo, il Parlamento sì. Una mozione che impegna il Parlamento non vedo cosa c'entri con il governo".

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Il leghista: "Manovra coraggiosa o al voto". La replica dell'alleato: "Coperture flat tax? Un mistero" Il leader della Lega ieri ha ventilato la possibilità di tornare alle urne. Di Maio: "Non si può stare nella maggioranza come opposizione"

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Non bastano otto ore di confronto e un Consiglio dei ministri fiume: M5s e Lega non trovano l'intesa sulla riforma della Giustizia. Il nodo è il processo penale. Il Cdm trova un accordo di massima su giustizia civile e riforma del Csm. Ma alla fine il via libera al provvedimento è "salvo intese", non definitivo. E fuori da Palazzo Chigi va in scena lo scontro. Per la Lega restano distanze su una riforma che è "di facciata": le proposte leghiste - viene spiegato - non sono mai state accolte e ora è difficile correggere il testo, perché è sbagliato l'impianto.

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Riforma della Giustizia e Autonomia: Giuseppe Conte prova a disincagliare il governo da due degli scogli che più dividono M5s e Lega. Ma parlarsi è difficile, far passi avanti tutt'altro che scontato. E mentre si cammina sul filo di una crisi perenne, ci si sfida su ogni tema. Così nel Consiglio dei ministri convocato alle 15 potrebbe essere battaglia sulla riforma del ministro Alfonso Bonafede. Alla Lega il testo piace assai poco, nonostante alcune correzioni. E Matteo Salvini, viene spiegato, deciderà solo all'ultimo, dopo aver visto i suoi, se andare allo scontro in Cdm o denunciare le criticità del provvedimento e rinviare la trincea al Parlamento.

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"A volte dobbiamo subire l'atteggiamento della Lega che è insopportabile. Ma dopo le elezioni non avevamo alternativa: o andavamo all'opposizione o cercavamo di portare a casa il più possibile nelle peggiori condizioni. Ogni volta che si deve approvare un provvedimento, in Parlamento o in Cdm, ci dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell'altro là e dobbiamo fare un accordo". A dirlo è stato Luigi Di Maio nell'assemblea, a porte chiuse, con gli attivisti di domenica a Cosenza il cui audio è pubblicato sul sito LaCnews24. Parole che arrivano alla fine di una nuova giornata di tensione nella maggioranza. In particolare sull'Autonomia. 'Si fa se non danneggia il Sud'. 'I tuoi no sono un danno', replica Zaia.  

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Il vicepremier Cinquestelle a Salvini: "È auspicabile che oggi ci parliamo e ci vediamo: è giusto che ci incontriamo, ci chiariamo e andiamo avanti, oggi, perché c'è il Consiglio dei ministri ed il tavolo autonomia"

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