ANNO XII  Aprile 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Commenti al vetriolo e accuse di essere 'un Giuda'. Elettori letteralmente avvelenati contro Luigi Di Maio, almeno a guardare i commenti postati in poche ore sulla bacheca Facebook del leader pentastellato. Tacciato di 'alto tradimento' per il tentativo di testare la strada di un governo con il Pd, fallita l'ipotesi Lega, Di Maio è ormai il bersaglio nei messaggi, quasi tutti di segno negativo, che fioccano sul profilo.

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Mercoledì, 25 Aprile 2018 13:19

Si ho rabbia

Un mio lettore mi scrive, che nel mio editoriale di ieri, riscontra nelle mie parole rabbia ecco cosa gli rispondo  mi sento di condividerlo con voi perché credo che la mia rabbia sia la vostra

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Martedì, 24 Aprile 2018 19:30

Pd «Ok dialogo se M5S chiude alla Lega»

Se il M5S chiude con la Lega questo costituisce un fatto nuovo che il Pd è pronto a valutare. Il reggente Maurizio Martina lo riferisce al termine delle consultazioni con Roberto Fico. La delegazione Pd, a quanto si apprende, si è divisa sulla linea da tenere.

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Il partito guidato da Di Maio mantiene la politica dei due forni, conferma l'orientamento atlantista e fissa dieci priorità

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Il presidente della Camera Roberto Fico si è dichiarato “incompetente” sullo statuto dei gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle e sulle palesi violazioni costituzionali che contiene, prima tra tutte la “penale” da 100mila euro per chi cambia gruppo. Lo ha fatto sapere con una nota il deputato di +Europa Riccardo Magi, che ha ricevuto una comunicazione dalla stessa presidenza in risposta alla sua interrogazione.

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E' l'On Vianello M5s che sciorina i dati «In Puglia su un milione e mezzo di tonnellate smaltite, solo a Taranto un milione e trecento» e a questo triste e deludente primato s'aggiunge però la iattura per la discarica Vergine che vede, gli esponenti di attiva Lizzano, parte lesa nel processo intentato per disastro ambientale e ne ha parlato l'avv. Nevoli, consigliere comunale del M5s di Taranto, che li difende.

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Una trattativa in corso con il M5S, senza il Cavaliere. Mentre si consuma il divorzio in casa centrodestra, è questo - secondo Repubblica - quanto sta accadendo fra Salvini e Di Maio, in vista della formazione di un nuovo esecutivo che ormai sembra lasciarsi alle spalle Forza Italia. "Io sono pronto ad andare avanti, anche da solo", riporta il quotidiano con un virgolettato del leader leghista, ora impegnato in un accordo finale con il leader del Movimento che "sembra quasi cosa fatta".

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Dopo il fallimento delle consultazioni dell'esploratrice Casellati, nel centrodestra è il caos. Volano gli stracci tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che sono di nuovo ai ferri corti. Motivo dello scontro, ancora una volta, i veti di Luigi Di Maio su Forza Italia e - ecco la novità - Fratelli d'Italia, per la formazione di un governo giallo-verde. Sullo sfondo c'è l'eterna lotta sulla leadership e il futuro della coalizione. Oltre a vecchi rancori mai sopiti e reciproche diffidenze emerse con forza il 4 marzo.

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Mentre il Quirinale certificava come "impraticabile" l'ipotesi di una maggioranza di governo centrodestra-M5s, fuori dal palazzo Salvini riprendeva il filo con Luigi Di Maio, che chiude definitamente a Fi: "La sentenza Stato-mafia mette una pietra tombale sul Cavaliere, Salvini decida" afferma. A stretto giro, la nota del Cavaliere: "Noi responsabili, ma M5s ci ha mancato rispetto. Impraticabile un governo con i Cinquestelle"

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È arrivata la sentenza per il processo a Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia. L'ex presidente del Senato Nicola Mancino è stato assolto dall'accusa di falsa testimonianza "perché il fatto non sussiste". I generali Mario Mori e Antonio Subranni, ex vertici del Ris, sono stati condannati a 12 anni ciascuno per minaccia a corpo politico dello Stato. Sempre a 12 anni, per lo stesso reato, è stato condannato anche l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Il boss mafioso Leoluca Bagarella è stato condannato a 28 anni sempre per minaccia a corpo politico dello Stato. Per lo stesso reato è stato condannato a 12 anni il boss Antonino Cinà. Otto anni all’ufficiale del Ros Giuseppe De Donno. Massimo Ciancimino, accusato in concorso in associazione mafiosa e calunnia dell'ex capo della polizia De Gennaro, ha avuto 8 anni per calunnia.

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