ANNO XVI Dicembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Presentato oggi il Rapporto sulle Mafie nel Lazio, uno strumento importante che si propone l’obiettivo di offrire un quadro d’insieme delle mafie nel Lazio per denunciare e affrontare con determinazione il fenomeno e la sfida della legalità.  La Regione chiama a raccolta tutte le forze sane del Lazio: anche quelle economiche, imprenditoriali, dell’associazionismo, della cultura

07/07/2016 - Presentato oggi il Rapporto sulle Mafie nel Lazio, uno strumento importante che si propone l’obiettivo di offrire un quadro d’insieme delle mafie nel Lazio per denunciare e affrontare con determinazione il fenomeno e la sfida della legalità. Alla presentazione del rapporto hanno partecipato, tra gli altri, oltre al presidente, Nicola Zingaretti, anche il coordinatore della Dda Procuratore Aggiunto, Michele Prestipino, il comandante dei Carabinieri Lazio, generale Angelo Agovino, il capo del secondo reparto della Dia, Maurizio Calvino e Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio.

Uno strumento utile alla conoscenza di un fenomeno che non va sottovalutato. Nel Lazio ci sono 92 organizzazioni criminali, un numero in aumento rispetto al 2015, in cui erano stati censiti 88 gruppi. Nella provincia e nella città di Roma, operano circa 70 clan, 23 invece sono le organizzazioni dedite al narcotraffico. Il “Basso Lazio” continua a rappresentare un’area particolarmente condizionata dalla presenza di clan tradizionali, ‘ndrangheta e camorra in particolare e da una escalation di violenza delle mafie.

Al lavoro per potenziare gli anticorpi: l’impegno della Regione. La Regione sta andando avanti con una serie di iniziative di conoscenza e analisi del fenomeno, come ad esempio “Lazio senza mafie”, una bellissima manifestazione con una grande partecipazione di uomini della legge, istituzioni e ragazzi. Tra le altre cose la Regione ha anche istituito per il 21 marzo la giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Il 19 luglio, anniversario della strage di via d’Amelio, sarà inaugurato il primo corso antimafia rivolto ai dirigenti e funzionari di tutti gli enti locali del Lazio.

"Il rapporto è un contributo importante per far crescere la consapevolezza di quello che ci accade intorno. Ed è importante perché è un testo che finalmente unisce tutto ciò che è avvenuto senza paura di denunciare – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: ringrazio della collaborazione il procuratore Prestipino, le forze dell'ordine, l'associazionismo perché in questo caso la regione ha svolto un ruolo che gli è proprio: quello di chiamare a raccolta lo Stato che combatte e produrre un testo molto molto importante"- ha detto ancora Zingaretti.  Qui il volume

 

 

 

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Published in Roma

Milan (Italy) - Milan’s Universal Expo 2015 was themed around food, and now it seems plenty filled their plates with lavish kickbacks, tax fraud, money laundering and criminal association.

Published in World UK
Mercoledì, 06 Luglio 2016 22:04

Corrupción y mafia en la Expo de Milán 2015

Milán (Italia) - Once personas han sido detenidas en la ciudad italiana por delitos relacionados con la Expo 2015: concretamente, fraude fiscal, lavado de dinero y asociación para delinquir con el agravante de beneficiar a grupos mafiosos.

Published in Política esp

Milano - Associazione a delinquere, riciclaggio e frode fiscale. Gli uomini della Guardia di finanza di Milano hanno eseguito undici misure cautelari nei confronti di altrettante persone nell'ambito di un'indagine su presunte infiltrazioni della mafia negli appalti dell'Ente Fiera di Milano e di Expo 2015.

Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ilda Boccassini, e dai pm, Paolo Storari e Sara Umbra, le mani di Cosa Nostra sarebbero arrivate anche a quattro padiglioni nell'esposizione universale: quelli di Francia, Kuwait, Guinea Equatoriale e dello sponsor Birra PrincePoretti.

I finanzieri stanno eseguendo anche un sequestro preventivo di diversi milioni di euro. (AGI)

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Published in Attualità

Marina di Ragusa (RG.) Ecco cosa scrive e pensa Giuseppe Turani, è un giornalista italiano nato a Voghera nel 1941. Si è laureato in Economia «Bocconi» a Milano. Giuseppe Turani .... Si svegliava ogni mattina per scrivere queste scemenze, ma ...

Parla della qualità della vita al Sud, sicuramente ci sono delle verità, ma non sempre e non tutte, decidi tu come italiano libero.

Sicuramente esistono molte cause per cui in passato si è verificato un flusso migratorio non indifferente e, ancora oggi, ci sono difficoltà economiche e sociali. In questa sede non si vuole dare una risposta completa al problema, ma esaminare il ruolo che in esso ha la “mentalità meridionale “. Alcune doverose premesse 

 

La definizione – Il termine mentalità rivela già qualcosa di negativo o per lo meno di limitativo.

Definizione di mentalità men·ta·li·tà/ sostantivo femminile.

L'insieme delle reazioni abituali, caratteristiche di un individuo o di una collettività di fronte ai problemi della vita e dei rapporti con gli uomini: m. aperta, gretta, infantile; la tipica m. dei popoli latini.

Scrive Giuseppe Turani. …Per mentalità si intendono quei tratti prevalenti e caratterizzanti un certo modo di pensare. Nel caso della mentalità meridionale ne elenco i principali:

L’attaccamento morboso alla famiglia (che in molti casi deve essere numerosa), parenti ecc.

… La cui degenerazione estrema ha portato alla mafia* e alle faide familiari.      

 Un paio di esempi: l’importanza che i genitori continuano ad avere nella gestione dei figli avvelena fidanzamenti e matrimoni; il fatto che periodicamente si deva tornare nel paese natio per vedere parenti che non hanno comunque peso nella propria vita quotidiana.

La condizione femminile e il dominio del maschio nella famiglia e nella società. In molte famiglie meridionali non c’è molta differenza con certe società mussulmane, il Sud è solo avanti di cent’anni. Anche la gelosia (sciocco è chi pensa che sia un gesto d’amore) è spesso sinonimo di un diritto al possesso dell’altrui persona.

La superstizione è una visione preistorica della religione (“preghiamo la Madonna perché piova”), veri insulti alla ragione.

La giustificazione della violenza (ricordiamo che fino al 1981 c’era il delitto d’onore) per presunte difese della propria onorabilità. Dove c’è violenza non c’è civiltà.

L’atteggiamento di “arrangiarsi” infrangendo le piccole, ma importanti leggi dello Stato che sono alla base di una società veramente civile.

Alcune precisazioni.

STATISTICA – Le affermazioni che vengono fatte sono sempre statistiche.  Non sono cioè individuali, cioè esistono napoletani non superstiziosi e settentrionali superstiziosi, ma il concetto è sulla media della popolazione (ricordiamo l’analogia con l’affermazione “gli uomini sono più alti delle donne”). Alcuni negano queste statistiche, ritenendoli luoghi comuni che offendono i meridionali. È un po’ come dire che la mafia non esiste. Non è questa la sede per snocciolare statistiche o dati. Faccio solo rilevare che chi ritiene che un’affermazione sia un luogo comune non può pretendere che l’altro porti dati a sostegno, ma, banalmente, deve essere lui a smontare il luogo comune con statistiche a suo favore.

 

PREGIUDIZI – Chi non vuole affrontare la questione spesso si difende parlando di pregiudizio nei confronti dei meridionali. Sono le stesse persone che poi affermano di “essere fieri di essere meridionali”. Questa è una delle dimostrazioni più evidenti che la mentalità meridionale esiste. Personalmente non sono fiero di essere settentrionale, né lombardo, né pavese, né italiano. Ecc. ecc

Personalmente sono fiero di essere meridionale, siciliano, ragusano, italiano. …

Ogni tanto Dottor Giuseppe Turani, ci spiega la sua fierezza, sicuramente è un extraterrestre. ….

“Essere fieri di” vuol dire automaticamente ritenere che il proprio luogo di nascita abbia (non si sa per quale motivo) qualcosa di speciale, di superiori agli altri, di fatto sia “migliore”. Ciò che conta è l’Uomo e basta, e l’Uomo non ha nazione. Solo così si progredisce (ricordo che l’esasperazione e la distorsione del concetto di patria hanno spesso portato alla guerra).

Ecco perché al Sud non cambierà mai niente

D’Accordo con lei. … Ciò che conta è l’Uomo e basta, e l’Uomo non ha nazione.

Grazie agli intellettuali come lei è di tutti i tempi se ci troviamo in questi casini, caro Dott. Giuseppe Turani

Lui, continua scrivendo che. …Sta tornando di moda il Sud con tutti i suoi problemi, dopo la denuncia della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) sul suo declino quasi inarrestabile: Renzi convoca una riunione speciale del PD e vengono promessi investimenti per 80 miliardi, di cui fino a ieri non si era saputo nulla. Posso esprimere la meditata opinione che non accadrà assolutamente niente e che il declino del Sud proseguirà?

A-In questo momento non si riesce a far decollare l’Italia per ragioni molto diverse (non ci sono i soldi, le corporazioni bloccano tutto, politica molto instabile e caotica). L’idea, allora, che si riesca, con lo stesso personale politico e con le stesse risorse (inesistenti) a far decollare una parte dell’Italia dove manca quasi tutto è assolutamente non credibile. In questi mesi si sono mosse un po’ (poco) solo alcune regioni del Nord perché avevano le aziende, discrete infrastrutture e buoni rapporti internazionali con altri mercati. Canta il Califfo - Franco Califano - Tutto il resto è noia rimasto fermo. Ecc. ecc

Io Sono Sicuro anzi certo che in questo momento non ci sono ITALIANI BOCCONIANI, ma ci sono solo ESTEROFILI BOCCONIANI, pericolosi per gl’Italiani.

E’ tutti, quasi tutti concludono le loro masturbazioni mentali con: La verità è che, appunto, nemmeno al Sud sanno che cosa vogliono e potrebbero diventare. Tirano avanti alla giornata.          A volte si ha persino l’impressione che l’unica vera forza amministrativa del Sud siano le varie mafie

Sono solo masturbazioni mentali, non ho ancora letto nessuna proposta fatta da questi geni laureati alla BOCCONI DI MILANO, la cura per far cambiare il sud? … 

Io credo che prima si debbano fare gli Italiani, laureati alla Bocconi e non, è non si può costruire l’Europa se prima non si fanno gli Europei,

Il diffondere un pensiero di popoli di pecoroni non è positivo. …Ci stiamo facendo fregare?    

Dai Bocconiani e non, dai banchieri e non, insomma ci stiamo facendo fregare?

Loro soddisfano la nostra voglia di essere con falsi problemi…Ci dicono, che per essere giusti bisogni mangiare in un certo modo, bisogna vestirsi in un certo modo, bisogna avere la tale auto, bisogna, bisogna, bisogna restituire il prestito che ci fanno tutti i mesi. …Il nostro stipendio.                    …Tutto il resto è noia   

Enzo Meli. 

Un italiano non suddito degli intellettuali…

Ps: Scrive la prof.ssa. Antonia Capria Zitara, presidente dell'Associazione Due Sicilie.                      Il Mezzogiorno è stato l’inizio di capitalismo, persino precoce rispetto a quello del Nord, e lo sviluppo di un tessuto creditizio vengono nel Sud bloccati con la forza delle armi. Il Mezzogiorno è stato così utilizzato come riserva di forza lavoro, come luogo per speculazioni finanziarie e industriali devastanti. …

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Published in Cultura

Catania (Italia) - Las autoridades policiales de Catania (sur) han retirado de las calles de esta ciudad siciliana varios carteles publicitarios de grandes dimensiones en los que se anunciaba el bautizo de un niño con alusiones a la mafia local, "Cosa Nostra".

Published in Sociedad esp

Roma - E' bufera sulla partecipazione dei familiari di Vittorio Casamonica a Porta a Porta. Severo il commissario Pd a Roma e presidente dell'Assemblea nazionale del partito, Matteo Orfini: "Porta a Porta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica e' stato un errore grave che nulla c'entra con il servizio pubblico".

Published in Nazionale

Roma (Italia) - La polémica en torno a un capo mafioso, cuyo pomposo funeral en Roma desató protestas en agosto, se tornó hoy contra la televisión pública, Rai, que invitó a un programa a dos de los familiares del difunto.

Published in Sociedad esp

C’è tempo fino al 30 settembre per iscriversi al concorso regionale “La musica libera. Libera la musica”, che alla sua sesta edizione si espande abbracciando un tema di grande attualità con la sezione speciale Musica libera, dedicata alla legalità e contraddistinta dal logo “Free Music! No mafia!”.

Published in Reggio Emilia

ROMA – 33 anni anni fa moriva il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia. Nato a Saluzzo nel 1920, trovò la morte a Palermo sotto i colpi di kalashnikov AK47. Con lui vennero uccisi la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta Domenico Russo. I mandanti vennero identificati nei vertici della cupola mafiosa: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippò Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

Dalla Chiesa, al momento della morte, era prefetto di Palermo, nomina che era giunta dopo una vita passata nell’Arma dei Carabinieri, sempre in prima fila contro la mafia e il terrorismo.

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa

MATTARELLA: PER LE NUOVE GENERAZIONI E’ UN GRANDE ESEMPIO – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare Dalla Chiesa con queste parole: “Nella ricorrenza del 33mo anniversario del vile attentato in cui persero la vita il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, desidero rendere il partecipe e commosso omaggio del popolo italiano e mio personale alla loro memoria. Il Prefetto Dalla Chiesa, con la sua inflessibile battaglia contro l’insidiosa opera di organizzazioni terroristiche e criminali e la sua azione intelligente e tenace, rappresenta particolarmente per le nuove generazioni un grande esempio. Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni e i cittadini, a una comune offensiva contro ogni forma di criminalità organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale. Con la ferma convinzione che la salvaguardia dei valori della democrazia e della libertà vada garantita con la mobilitazione e il contributo di tutti i soggetti istituzionali e delle forze politiche e sociali, rinnovo le espressioni di vicinanza alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo”. agenzia dire www.dire.it 

Published in Nazionale

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