ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Taranto - Quattordici anni, alla prima stagione da dilettante agonista, la sua quinta vittoria su 9 match in carriera gli vale il “Quarto Trofeo della Magna Grecia”. E’ il pugile Emilio Malecore.

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Dopo la conversazione di ieri sera con il consigliere Capriulo circa i milioni che il Comune di Taranto sta spendendo per la "pista ciclabile di Viale Magna Grecia" alla sua affermazione che per quanto riguarda il verde tra vecchi e nuovi alberi non ci sono riduzioni, mi sono permesso di vedere su google hert e fare i giusti raffronti.

E qui non c'è nessun paesaggista che potrà smentirmi se dico che togliere un albero adulto di 50 anni non è la stessa cosa rispetto alla piantumazione di una pianta giovane.

 


Quelle giovani sono piante, che lo scrivente ricorda ai primi anni 60, quando con la sorella più grande passeggiava per Viale Magna Grecia, mi fa dire a quale generazione stiamo consegnando questo paesaggio? Vale la sottrazione massiccia di verde urbano per una pista ciclabile che al massimo sarà utile per passeggini? Inciderà questo, secondo quanto previsto dalla legge per una diversa mobilità?
Domande aperte che trovano già qualche risposta.
Qualunque ciclista, da me interpellato, ha detto che una pista spezzettata ogni duecento metri con la gimcana tra il traffico con tre attraversamenti per rientrarvi che porta alla fine ad oltre venti attraversamenti difficoltosi in una strada al alto scorrimento non serve a nulla, è stressante e persino pericolosa. Meglio, a questo punto un più tranquillo  percorso lineare al lato della strada, come sempre. 
Poi le aiuole poste al lato, pur belle come arredo urbano, creano un serpentone lungo che dovrà avere una costante e continua manutenzione. Abbiamo già esperienza di tante installazione di verde poi abbandonate all'incuria e al degrado, non era meglio un marciapiede sconnesso e tanto verde? Chi frequenta Roma vede anche in periferia alberi centenari e marciapiedi sconnessi ma il paesaggio, il microclima, l'assorbimento di Co2 ripaga anche scarpe rotte.


Le foto sono emblematiche dello svuotamento operato. Mi chiedo le organizzazioni del paesaggio che vogliono fare? Le associazioni ambientali che vogliono dire? La foto con la quale chiudo questo sfogo iniziale è inequivocabile: ecco cosa si sta perdendo (questa parte ancora visibile su google) (rdg)

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Da Gioiosa Jonica a Stigliano, la cultura della Magna Grecia s’incontra sotto il campanile di S.Antonio con le note della banda  “Il campanile è il punto di riferimento nel mondo, la sua certezza”, affermava Ernesto De Martino, lucido studioso di etnologia e folclore, morto nel maggio di 50 anni fa, che “ a dorso di mulo, solitario e coraggioso, andò a studiare i riti e le magie della Basilicata”, ricordava Giulio Carlo Argan, parlando di “antropologia da pionieri, la scienza più antica del mondo".

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