ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

In questo drammatico momento di emergenza l'Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale ha sentito il dovere e la necessità di schierarsi al fianco delle strutture sanitarie, messe a dura prova dal diffusione del Coronavirus.

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Realizzare una stanza di estetica oncologica all'Ospedale Moscati. Questo l'obiettivo del convegno/evento che si terrà venerdì 6 settembre a Taranto, sul palcoscenico della Villa Peripato.

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“Le confermo che la Pneumologia a Taranto verrà attivata come da programma”. È questa la risposta che il direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia, dott. Ruscitti, ha fornito al consigliere regionale Gianni Liviano.

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I fondi per l'acquisto di un nuovo acceleratore lineare da destinare al reparto di Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati di Taranto ci sono e sono nella disponibilità dell'Asl di Taranto.

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Riceviamo e pubblichiamo 

Assistiamo, in questi primi giorni di luglio, ad indecorose cadute di stile da parte di un PD che dichiara una finta guerra a se stesso. Oggi si accorge dell’assoluta necessità di scongiurare la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati (in agro di Statte) e, puerilmente, inizia a tirare la giacchetta ai padroni sovraordinati suggerendo suggestive quanto inutili fiaccolate; proponendo avanguardiste petizioni on-line che non hanno un concreto valore legale se non accompagnate dalla firma digitale di ciascuno; organizzando tardivi quanto estemporanei tentativi di distrazione. O distruzione.

Ogni tentativo di “distruzione” – perché di distruzione dei diritti si tratta, è stato già esperito. Tutto è già stato stabilito dai “babbi” (=padri) PD che stanno più in alto. 

Così, un PD agonizzante tenta di trovare un sicuro ricovero in un Pronto Soccorso e tenta di strumentalizzare le decisioni dei “babbi” chiamando a raccolta cittadini ed utenti. Questo agonizzante PD non si è reso conto del fatto che, sciaguratamente, quel Pronto Soccorso nel quale cercava riparo è stato già chiuso proprio dai suoi “babbi” un mese fa.

Adesso, nel nome del RISPETTO, lasciateci almeno la DIGNITA’ di stare dall’altra parte della barricata. Perché i cittadini non dichiarano false-guerre: i cittadini pretendono RISPETTO, un RISPETTO che SOLO il MoVimento 5 Stelle ha mostrato dal momento stesso in cui è stata resa pubblica la notizia della chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati. Subito. Non a scoppio ritardato!

Il M5S, ad opera dei locali MeetUp, si è attivato immediatamente: in particolare il MeetUp di Statte ed il MeetUp di Taranto hanno operato in tandem sin dal primo momento. Gli attivisti di Taranto e di Statte si sono coordinati velocemente ed hanno lanciato la raccolta firme. Il MeetUp “Amici di Beppe Grillo” di Statte è stato il primo ad iniziare la petizione il 17 giugno unitamente al MeetUp di Taranto! Semplicemente perché l’ospedale Moscati è situato nel territorio di Statte pur accogliendo le emergenze di Paolo VI, Montemesola, Monteiasi, Crispiano e Statte.

Il 17 giugno il banchetto del MeetUp “Amici di Beppe Grillo” di Statte iniziava la raccolta firme per le strade e nelle piazze, incontrando i cittadini DAL VIVO… In 15 giorni sono state raccolte 3000 firme VERE…QUEEN per Agorà
Per questo chiediamo la VERITA’: perché il 13 giugno era stata presentata un’interrogazione da parte del Consigliere Regionale Marco Galante, ma nessuno ha avuto il buon senso di rispondere.

Eppure i cittadini chiedono solo la VERITA’.

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Acceleratore lineare al Moscati, Liviano: “Ci sono i fondi a cui attingere per acquistarne uno nuovo”

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Un nuovo acceleratore lineare da affiancare a quelli, già in dotazione ma ormai vecchiotti, di cui è dotato il reparto di Radioterapia dell’ospedale civile “San Giuseppe Moscati”? Si può fare  perchè è “possibile attingere ai fondi rinvenienti dall'art. 20 della legge sull'edilizia ospedaliera”.

A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano il quale nei giorni scorsi, sollecitato in tal senso da numerosi utenti del reparto di Radioterapia, aveva sollevato la problematica delle continue avarie delle macchine, sottoposte così a lunghi periodi di manutenzione, con la conseguente dilatazione dei tempi di attesa e con nocumento per i tantissimi pazienti costretti a sottoporsi ai trattamenti Radioterapici.

“Subito dopo le segnalazioni pervenutemi - spiega Liviano -  ho subito contattato il responsabile del dipartimento Sanità della Regione Puglia, dott.Gorgoni. Dal colloquio è emersa la possibilità di attingere ai fondi previsti, appunto, dall’art. 20 della legge sul riordino ospedaliero. Questo - aggiunge Liviano - permetterebbe di acquistare immediatamente un nuovo acceleratoreBEATRICE lineare da affiancare a quelli già in dotazione che scontano un’anzianità di servizio rispettivamente di 9 e 12 anni. Né è possibile immaginare, vista la tragica emergenza ambientale che avvinghia Taranto, la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo”.

Adesso la palla passa nel campo della Asl di Taranto. Tocca, infatti, al direttore generale Rossi prendere in mano la situazione è “avanzare al dott.  Gorgoni la richiesta per accedere ai fondi che la legge sull’edilizia ospedaliera mette a disposizione.

Conoscendo il dott. Rossi e la sua attenzione per le problematiche ambientali che investono il nostro territorio, - conclude Liviano - sono sicuro che non perderà tempo e si attiverà per quelle che sono le sue competenze. Taranto e i tarantini non possono permettersi il lusso di altre e ulteriori perdite di tempo”. 

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I Cinque Stelle del Meetup di Statte, in un nota alla stampa, mostrano la lettera inviata ai consiglieri comunali per chiedere un Consiglio comunale su come gestire le urgenze senza un pronto soccorso. Ecco il testo del documento

 

Gli Attivisti del MeetUp “Amici di Beppe Grillo” Statte, alla luce dell’imminente chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati; considerata la comunicazione del Direttore Generale della ASL di Taranto datata 31 maggio 2016; preso atto della diffusione della sopra citata nota alle OO.SS. in data 13.06.2016,

C O M U N I C A N O

di aver avviato, in data 17 giugno 2016 una raccolta firme, finalizzata a scongiurare la chiusura del Pronto Soccorso del nosocomio ricadente nel territorio di Statte e di aver raccolto oltre 1000 (mille) firme di concittadini in 10 giorni.

Pertanto, gli Attivisti del MeetUp “Amici di Beppe Grillo” Statte

C H I E D O N O

formalmente la convocazione del Consiglio comunale, in seduta pubblica, nel quale discutere, come unico argomento all’O.d.G. il Piano Emergenza-Urgenza già presentato in data 31.05.2016 dal Direttore della ASL di Taranto Avv. Stefano Rossi.

La richiesta è motivata dalla necessità che l’Amministrazione comunale tenga in debito conto la raccolta firme con la quale i cittadini-utenti hanno espresso vivo diniego verso gli interventi atti a depotenziare un Ospedale situato in una zona particolarmente compromessa.

Molti cittadini attendono il pieno riconoscimento della propria volontà, democraticamente espressa con le firme, dopo essere stati completamente estromessi da decisioni che avrebbero potuto essere rese pubbliche preventivamente.

Dunque, gli Attivisti del MeetUp “Amici di Beppe Grillo” Statte si rivolgono ai Sigg.ri Consiglieri comunali perché vogliano controfirmare il presente documento per richiedere, ai sensi dell’art. 29 c. 1 dello Statuto comunale di Statte, la convocazione in oggetto specificata.

Restando in attesa di un cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

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Revocare la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Taranto o, in subordine, posticipare la sperimentazione della chiusura al periodo autunnale dal momento che quello estivo è il meno adatto per sperimentare nuove soluzioni.

E’ quanto chiede, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al direttore del dipartimento Sanità della Regione, dott. Gorgoni, e al direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, il consigliere regionale Gianni Liviano.

Richieste che prendono spunto dalla difficile situazione che verrebbe a crearsi, qualora il prossimo 1 luglio il provvedimento, previsto dal Piano regionale delle Emergenze in corso di approvazione, dovesse diventare operativo. Decisione, quella di trasformare il pronto soccorso dell’ospedale Moscati in punto di primo intervento, peraltro sottoscritta dalle orgnizzazioni sindacali che hanno partecipato all’incontro dello scorso 31 maggio, fa presente Liviano, che “finirebbe col penalizzare una grandissima fetta di utenza (quel presidio copre l’utenza non solo del quartiere Paolo VI ma anche dei Comuni di Statte, Montemesola e Crispiano) e che andrebbe ad appesantire, ingolfandolo, ancora di piu’ il pronto soccorso dell’ospedale SS. Annunziata. Inoltre - aggiunge Liviano - ritengo che il nosocomio di via Bruno  non sia attrezzato logisticamente per accogliere un flusso di persone che, in un periodo come quello estivo, è destinato ad aumentare a dismisura. A questo si aggiunge il fatto che le ferie estive comporteranno un depotenziamento dell’orgnico a disposizione nel plesso centrale a fronte del certo aumento dei ricoveri nei reparti diretta conseguenza dell’ingortgo che si creerà nei pronto soccorso”.

Di seguito il testo della lettera indirizzata al presidente Emiliano, al dott. Gorgoni e al direttore generale della Asl di Taranto, Rossi.

-SIG. PRESIDENTE DOTT. EMILIANO
         DOTT. GIOVANNI GORGONI
         DOTT. STEFANO ROSSI

OGGETTO: PIANO DI RIORGANIZZAZIONE PRESIDIO OSPEDALIERO CENTRALE PER EMERGENZA ESTIVA/ CHIUSURA PRONTO SOCCORSO "MOSCATI" - TARANTO

In esito all'incontro tenutosi c/o la sede regionale in data 31 maggio us alla presenza dei direttori generali nonche delle rappresentanza sindacali, nell'ambito della riorganizzazione ospedaliera, si è stabilito, tra l'altro, di sperimentare per il periodo estivo, a decorrere dal 1 LUGLIO, la TRASFORMAZIONE  del PRONTO SOCCORSO del "MOSCATI" di TARANTO in P.P.I. secondo quanto previsto dalla nuova versione del Piano Regionale delle Emergenze in corso di Approvazione.

In particolare si è stabilito che al moscati rimangano un medico e sei unità infermierisctiche e che il restante personale potenzierà il PRONTO SOCCORSO del SS.MA ANNUNZIATA. Per i pazienti che dovessero presentarsi spontaneamente al P.P.I del MOSCATI, saranno effettuate le consulenze per le specialità ivi insistenti, se ritenute necessarie, e in caso di ricovero, cio' sarà effettuato direttamente dal reparto di competenza.


Pur immaginando che, nell'ambito del processo di RIORGANIZZAZIONE, potenziare la struttura centrale (SS.MA ANNUNZIATA)  ha evidentemente una sua logica, si sottolinea alle SS.VV.:

1) LA CONTRARIETA' DELLO SCRIVENTE ALLA SCELTA DI chiusura DEL pronto soccorso dell'Ospedale "MOSCATI";

2) LA CONTRARIETA'  della CHIUSURA in particolare nel periodo ESTIVO a motivo del fatto che, durante l'estate:

a) gli ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO SONO DESTINATI AD AUMENTARE;

b) LE FERIE ESTIVE comporteranno di fatto un DEPOTENZIAMENTO dell'ORGANICO A DISPOSIZIONE ANCHE NEL PLESSO CENTRALE;

c) L'INADEGUATEZZA STRUTTURALE del SS.MA ANNUNZIATA ad accogliere i pazienti diversamente destinati a ricorrere al Moscati o all'Ospedale di Grottaglie;

d) IL CERTO AUMENTO di RICOVERI nei REPARTI che sarà conseguenza dell'INGORGO che si creera' nei pronti soccorso.


ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA AFFERMATO, Si CHIEDE ALLE SS.VV.

1) DI REVOCARE LA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DELL'OSPEDALE "MOSCATI";

O IN SUBORDINE DI 2) POSTICIPARE LA SPERIMENTAZIONE DELLA CHIUSURA DEL MOSCATI AL PERIODO AUTUNNALE (considerando per le motivazioni indicate il periodo estivo quello meno adeguato per la sperimentazione).


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“Si intervenga tempestivamente dotando il Moscati di nuovi acceleratori lineari”

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“L’acceleratore lineare del reparto Radioterapia oncologica dell’ospedale Moscati ieri sera non funzionava e ai pazienti in attesa è stato detto: tutti a casa. No, così non va, così non può più continuare ad andare”.

Non le manda certamente a dire, Gianni Liviano, consigliere regionale tarantino non nuovo a sortite del genere. “Sono stato contattato da una persona che, suo malgrado, è costretta a sottoporsi a sedute di radioterapia per curare la sua malattia. Ebbene, questa persona (non l’unica perchè già da giorni sono stato investito dello stesso problema da numerosi concittadini con familiari che sono costretti a sottoporsi a radioterapia), che ha competenze specifiche nel settore, mi ha riferito che la vetustà delle macchine è tale che spesso e volentieri devono essere fermate per la manutenzione per garantirne il perfetto funzionamento. Manutenzioni che diventano sempre piu’ frequenti. Nell’ultimo anno, sempre secondo quanto mi ha riferito questo nostro concittadino, al Moscati si è verificato un fermo macchine superiore del 20% rispetto all’anno precedente”.

Una situazione paradossale, sottolinea Liviano, tanto piu’ in una realtà, come quella tarantina, dove la richiesta di cure oncologiche “è sempre piu’ alta perche sempre piu’ drammaticamente l’inquinamento ambientale sta presentando il suo pesante conto”.

Diventa quindi sempre piu’ necessario aggiornare le macchine di radioterapia “fermo restando che, comunque, e questo intendo sottolinearlo con forza giusto per non creare inutili allarmismi, la qualità dei trattamenti erogati resta di alta qualità proprio perchè viene fatta la manutenzione. Anche perchè, laddove le macchine non sono piu’ adeguate ai trattamenti da fare, - sottolinea ancora Liviano - il personale del centro dispone immediatamente l’invio dei pazienti in altre strutture”.

Ma c’è un altro aspetto del problema, l’esatto rovescio della medaglia, e cioè che, con le frequenti fermate per manutenzione, si allungano inevitabilmente i tempi per le liste di attesa “dovuto anche al numero di macchine insufficienti rispetto a quella che è la domanda (Taranto è l’unica provincia della Puglia che ha una macchina ogni trecentomila abitanti mentre tutte le altre province ne hanno una ogni duecentomila). E’ dal 2011, per quelle che sono le notizie in mie possesso - aggiunge Liviano - che si chiede l’installazione di un nuovo acceleratore lineare ma con la scusa del San Raffaele, prima, e del San Cataldo, poi, di macchine non se ne sono viste. C’è un progetto della Regione Puglia per l’allocazione sul territorio di nuove macchine di radioterapia ma ciò comporta tempi lunghi mentre la situazione tarantina richiede tempi piu’ stretti perchè, per montare una macchina, occorrono dai sei ai nove mesi”.

Non solo, perchè alla problematica della manutenzione delle macchine si aggiunge quella della graduatoria del personale precario. “Diversi tecnici che erano preparati - prosegue Liviano - non sono stati rinnovati nel loro incarico e in loro sostituzione l’Asl, devo riconoscere che lo ha fatto tempestivamente, ha inviato nuovi tecnici che, però, prima di due-tre mesi non possono essere operativi sulle macchine. Anche questo non migliora la situazione. E’ vero che la Asl ha dovuto agire secondo legge non rinnovando i contratti al personale precario ma, dall’altra parte, ci sono i pazienti che hanno diritto a curarsi. Per questo torno a chiedere con forza che da parte del Governo intervenga una proroga per Taranto in maniera tale da poter assumere nuovo personale”.

Una situazione, quella della Radioterapia oncologica, che va ad aggiungersi alle numerose criticità del sistema sanitario pugliese. Criticità che per la maggior parte dei casi il suo conto salato lo presenta proprio alla città di Taranto e al suo territorio. Basti pensare al recente piano di riordino ospedaliero che poco ha tenuto in conto le emergenze della nostra area o alla decisione di chiudere il Pronto soccorso del Moscati. Al rispetto della legge - conclude Gianni Liviano - deve comunque rispondere il rispetto per le persone che hanno necessità di cure e di cure importanti. Su questi temi continueremeno a mantenere alta la guardia. La stessa cosa chiedo di fare ai consiglieri regionali espressione del territorio tarantino”.  

  

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