ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

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“Apprendo con soddisfazione che il direttore della Asl di Taranto, dott. Sergio Rossi, ha inoltrato al direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, la richiesta per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare da dare in dotazione al reparto di Radioterapia dell’ospedale civile San Giuseppe Moscati”.

Non può che ritenersi soddisfatto Gianni Liviano per la tempestività con la quale si sta ponendo rimedio ad una situazione incresciosa che ha visto a più riprese molti pazienti dover rimandare i trattamenti radioterapici a causa del momentaneo stop degli acceleratori lineari-

“Non avevo dubbi - aggiunge Liviano - sul fatto che il direttore della Asl si sarebbe attivato immediatamente, scrivendo al dott. Gorgoni, per venire incontro alle esigenze dei numerosissimi tarantini costretti a ricorrere a trattamenti oncologici”.

Come si ricorderà, è stato lo stesso consigliere regionale tarantino a investire della questione il direttore del dipartimento Sanità della Regione Puglia. “Insieme al dott. Gorgoni - spiega Liviano - abbiamo cercato le possibili fonti di finanziamento per l’acquisto di un nuovo acceleratore lineare individuandole nell’articolo 20 della legge di edilizia ospedaliera. L’acquisto di un nuovo acceleratore lineare si è reso necessario a causa della vetustà dei due già in servizio nel reparto di Radioterapia del Moscati. Nè era ipotizzabile attendere, visto l’enorme costo di queste macchine, il nuovo ospedale San Cataldo la cui realizzazione ha tempi lunghissimi, per non dire biblici. Dobbiamo tener conto del fatto - aggiunge il consigliere regionale tarantino - che la vita media di un acceleratore lineare è di dieci anni e che gli attuali sono in funzione da 9 anni, uno, e da 12 anni, l’altro. Ben si comprende il perchè siano frequenti le avarie con il conseguente blocco dei trattamenti. Lo stesso dott. Silvano, direttore della struttura complessa di Radioterapia oncologica, lo scorso 16 giugno aveva, in una lettera indirizzata alla dott.ssa Leone (direttore sanitario Asl), alla dott.ssa Pandiani (direttore medico presidio ospedaliero centrale Asl Taranto), alla dott.ssa Coccioli (direttore medico del Moscati) e al direttore Asl, Rossi, sollevato il problema evidenziando come molti pazienti fossero stati dirottati verso altri centri non potendo il reparto di Radioterapia del Moscati assolvere a tutte le prestazioni proprio per il continuo ricorso al fermo delle macchine per la loro manutenzione”.

 Adesso, con la richiesta avanzata dal direttore Asl alla Regione Puglia dell’acquisto di un nuovo acceleratore lineare, il cui costo è preventivato intorno ai tre milioni di euro, “possiamo dire di essere sulla buona strada. Certo - conclude Gianni Liviano - è necessario ora continuare a Princespingere per far sì che la buona volontà di tutti gli attori in campo, che ringrazio vivamente per la loro tempestività e interesse, non venga fagocitata dalle pastoie della burocrazia. Certo, la strada non è semplice per arrivare all’acquisto di un nuovo acceleratore ma vale la pena percorrerla. Taranto e i tarantini, torno a ripeterlo, non possono permettersi ulteriori perdite di tempo”.

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Tra le opportunità di cambiamento del modello di sviluppo del nostro territorio più volte abbiamo condiviso e proposto di sostenere il sistema dell’agro-industria.

Nel passato si sono sprecati fiumi di parole, visti molti progetti e spesi anche milioni di €uro. Purtroppo assistiamo, anche su questo tema, al passo del Gambero: uno avanti e due indietro.

Ultimo in ordine di tempo quello visto ieri in commissione consiliare: dove abbiamo ascoltato la accorata “segnalazione” del dirigente comunale alle attività produttive, che ha chiesto decisioni sul “ME.TA”: il Mercato Ortofrutticolo generale del comunale di Taranto. Tale importante struttura è in stato di degrado diffuso, con la zona refrigerata piombata per evitare furti, abbandonata a se stessa, con problemi strutturali e di gestione; attenzionata di recente anche dalla Guardia di Finanza. Mercato con un excursus amministrativo contraddittorio ed inefficace che ha coinvolto l’Amiu, la Infrataras e le direzioni comunali. Per ritornare sempre al punto di partenza o peggio per fare passi indietro. Il tutto condito da morosità di alcuni concessionari e gestione non lineare di un bene pubblico.

Eppure il ME.TA. era nato sotto la spinta dei Patti Territoriali, con un investimento pubblico di circa 10 milioni di €uro, sull’onda della possibile diversificazione industriale e della retroportualità (per questo si scelse di collocarlo sulla strada 106 alle spalle del porto mercantile). Con l’obiettivo di muoversi sul mercato pugliese e lucano, sfruttando la viabilità ottimale ed il collegamento con il porto.

Sogni svaniti nell’inerzia del governante di turno.

Per allargare l’orizzonte dello sviluppo dell’agro-industria ha avuto ancora peggior sorte il progetto Agromed, pomposamente nato anche esso come elemento di sviluppo retroportuale (insieme al Distripark) e ricevendo un cospicuo finanziamento pubblico di circa 10 milioni di €uro (ottenuti con una delibera CIPE del 2000). Soldi “congelati” da oltre 10 anni presso qualche banca.

Agromed doveva rappresentare la retroportualità logistica dell’agro-industria. Ma di agricoltura sono rimasti solo i 162 mila metriquadrati di terreni tranquillamente coltivati dai precedenti proprietari.

Il comune di Taranto ha dovuto in tutta fretta ed maniera maldestra abbandonare anche la compagine societaria, di cui deteneva un terzo insieme alla Provincia ed alla Camera di Commercio. Rimettendoci, a mio avviso, anche qualche decina, se non centinaia, di migliaia di €uro. Oltre ad abdicare ad una visione di prospettiva ed ad un potere d’indirizzo.

Sono questi i fallimenti in tema di sviluppo alternativo più volte contestati al Sindaco. Considerato che non è riuscito nemmeno a mantenere l’esistente ed a realizzare risultati possibili ed a portata di mano, come nel settore strategico dell’agro-industria.

Gli restano 10 mesi per invertire la rotta almeno in questo pezzo di sviluppo alternativo.

Noi continueremo ad avanzare le nostre proposte, solleciteremo il dialogo con i soggetti interessati (mondo dell’agricoltura, operatori professionali, etc.). Verificheremo se ci sarà disponibilità al dialogo ed all’ascolto; ma soprattutto al fare.IMG per agorà

Taranto ha maledettamente bisogno di uno sviluppo alternativo alla grande industria inquinante. Quella agricola può essere un pezzo di questo nuovo sviluppo. Ma al posto dei gamberi ci vogliono i delfini.

* Capo Gruppo Consiliare

NOI DEMOCRATICI-PER LE CITTA’ CHE VOGLIAMO

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IL PUGLIESE DELL’OPI 2000 CONQUISTA LA TERZA VITTORIA DA PROFESSIONISTA Taranto 

Sul ring della sua Mottola, davanti ad una Piazza XX Settembre stracolma di tifosi e seguaci della sua scuola pugilistica, il “Super Welter” Francesco Castellano ha firmato il terzo successo da professionista. Sabato 1 giugno, alle ore 20, il primo gong delle sei riprese, “cinque delle quali conquistate dal mio atleta con puro spirito agonistico” commenta il Maestro benemerito del Coni Vincenzo Quero. E’ il sessantanovenne tecnico, ex atleta da titolo tricolore, l’anima della Palestra Quero-Chiloiro che, dopo due anni di dilettantismo, ha lanciato Castellano nel “gotha” professionistico nazionale della boxe, ponendolo sotto la prestigiosa procura della Opi 2000. “Alla famiglia Quero devo tanto della mia passione pugilistica – commenta il trentenne Castellano – ringrazio lo staff tecnico per gli insegnamenti continui che mi infondono, per i loro consigli, so che posso dare ancora e molto di più. Lo ha detto anche quest’ultimo match in cui ho boxato soprattutto per chi mi ha seguito, eccedendo a volte nell’atteggiamento combattivo. Sono felice di questo nuovo successo che cementa le mie certezze e lo condivido, oltre che con i Quero, con la mia famiglia, la mia fidanzata futura moglie e la mia splendida Mottola”. A Castellano si è inchinato un atleta ispido e talentuoso, il ventisettenne varesino Mattia Scaccia, che combatte per la federazione del Kosovo. Il suo rintuzzare i colpi dell’avversario tarantino non è bastato per scongiurare la seconda sconfitta da “pro” in carriera al fronte di una vittoria. Di tre successi, due sconfitte ed un pari il trend invece di Castellano, che ha conquistato il match clou del “IX Trofeo Città di Mottola”. Alla kermesse pugilistica hanno offerto il loro contributo anche gli atleti della Pugilistica Castellano da lui fondata e gestita, trapiantando nella città della Murgia jonica la passione colta nella palestra di via Emilia a Taranto. Il “IX Trofeo Città di Mottola” è stato organizzato dalla Quero-Chiloiro Taranto in collaborazione con la Pugilistica Castellano, col patrocinio dell’amministrazione comunale, rappresentata per l’occasione dal sindaco Luigi Pinto e dall’assessore allo Sport Gianni Bello. Commissario di riunione Nicola Causi, che ha coordinato la quaterna internazionale di arbitri: Maria Rizzardo, Michele Contino, Aniello Palmieri e Fabio Macchiarola. Medico di riunione dott. Giuseppe Macchiarola, responsabile del settore sanitario della Federboxe nazionale. Alfredo Pulieri cronometrista e Raffaele Ciquera speaker. IL IX CITTA’ DI MOTTOLA A MARIA BARTOLO L’Elite II Serie Maria Bartolo ha conquistato il “IX Trofeo Città di Mottola”. E’ stata decretata la 33enne dilettante della Quero-Chiloiro la miglior pugile dell’evento regionale. Il quinto successo della “60 chilogrammi” arriva nei confronti della temibile Maria Totoy Suppa della Palestra Popolare Lecce. Sfida spettacolare, che la Bartolo ha conquistata con tenacia e tecnica.

GWEN GLI AMICI DI SPINO per Agorà

Questi i risultati degli atleti della Quero-Chiloiro Taranto alla kermesse mottolese: Senior 75 kg, Giuliano Galeone batte Gianluca Castellaneta (Pugilistica Castellano); Senior 69, Vito Montanaro supera Giuseppe Spano (Boxe Modugno) e Vincenzo Maggio pareggia con Donato Scarano (Pugilistica Castellano); Youth 75, Andrea Ottomano batte Angelo Albanese (Boxe Massafra Team Tocci); Youth 64, Antonio Losurdo piega Nicolò Antonazzo (New Olympic Sport Grottaglie); Youth 70, Armando Tassiello supera Vincenzo Pastano (New Olympic Sport Grottaglie); Junior 66, Antonio Pastore pareggia con Andrea Anilli (Boxe Modugno); Junior 50, Elio D’Alconzo batte Giuseppe Vinci (New Olympic Sport Grottaglie); Youth 64, Roberta Di Molfetta batte Angela Parlangeli (Salento Boxe Lecce); Youth 81, Christian Ressa (Kendro Triggiano) batte Francesco Marzulli (Boxe Massafra Team Tocci) E’ di otto vittorie (compresa quella di Castellano) e 2 pareggi il bilancio della Quero-Chiloiro al “IX Trofeo Città di Mottola”.

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Riceviamo e pubblichiamo - Taranto -  Giovedì 7 luglio, alle 19 sulla splendida terrazza Next del Nautilus "la narrazione incontra la bellezza e l'identità". È questo il titolo dell'evento narrativo con Emilio Casalini, giornalista della trasmissione Report e autore del libro "Rifondata sulla Bellezza". L'appuntamento è organizzato dalla neonata associazione Sogni.Amo a colori e conta sulla partnership della delegazione tarantina del FAI, il Fondo Ambiente italiano, che fa della riscoperta della bellezza la sua mission.

Il testo osserva l'Italia e gli italiani partendo dall'incapacità di adeguare il nostro Paese ad una moderna narrazione identitaria, ossia ciò che più chiedono i nuovi viaggiatori/turisti di questo tempo. Viaggiatori che rappresentano la prima fonte di economia per molti Paesi ma malamente accolti in quello che resta il territorio di qualità più desiderato al mondo.

Tra paradossi, occasioni sprecate, pessime abitudini ma anche ottime esperienze di successo, il testo fissa un perno essenziale intorno a cui far ruotare una rinascita culturale ed economica dell'Italia: la bellezza. Un perno intorno a cui costruire un cambiamento radicale nei comportamenti delle istituzioni ma anche di ogni singolo cittadino.

Utilizzando come strumento principale la narrazione della propria identità, peculiare ad ogni angolo della nostra penisola.  Un viaggio attraverso l'Italia che potrebbe cambiare anche solo mettendo in pratica semplici pratiche come il racconto del territorio lungo le nostre strade attraverso cartelli, street art, colori. Affiancando a questo un'attenta accoglienza di chi arriva in visita da noi, simile a quella che ognuno desidera ricevere quando viaggia ed oggi pesantemente dimenticata.

Il libro "Rifondata sulla bellezza" è un libro incentrato sulla narrazione dell'Italia come se fosse una persona che si sistema i vestiti e accoglie il visitatore in una casa ordinata, pulita, accogliente, viva e funzionale. Esattamente come dovrebbe essere la nostra società. Il turismo, nella visione di Casalini, diventa così lo strumento e lo specchio della quotidianità degli italiani da migliorare attraverso il rispetto e la valorizzazione della bellezza. Materiale e immateriale.

Anche, ed è la provocazione con cui Casalini chiude il suo libro, inserendo la parola "bellezza" anche nella nostra Costituzione, magari all'interno di un preambolo di cui la nostra Carta è priva.

La serata prevede un reading teatrale di Emilio Casalini accompagnato nel suo racconto dalle sonorità brasiliane di Virginia Pavone, seguito da un approfondimento con la giornalista Rosalba De Giorgi di come questa narrazione si possa declinare sul territorio tarantino. Attesa anche la partecipazione di Marco di Bartolomeo, presidente dell'associazione Taranto, la città spartana. 

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Taranto 2 luglio 2016 - Due  Pride, quello di Catania e di Taranto, sono in programma oggi, 2 luglio, per il quinto weekend dell’Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale per i diritti delle persone lgbti convocata da Arcigay assieme alle altre associazioni del movimento omosessuale, lesbico, bisessuale e trans.

“Domani il nostro orgoglio sfilerà a Catania e a Taranto – dice Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay –, due splendide città del sud che ben rappresentano la vera e propria rivoluzione culturale che la comunità lgbt nell’ultimo decennio ha determinato nel meridione. Allo stereotipo di un sud arretrato la comunità lgbt contrappone la fotografia di un fitto tessuto di associazioni, visibili e forti, capaci di portare migliaia di persone nelle strade a rivendicare, con trasparenza, la propria identità e i propri diritti.

Questi due Pride sono quindi anche un modo per ringraziare le persone che negli anni, con perseveranza, hanno determinato questo cambiamento, che è innanzitutto un’iniezione di fiducia e un grande stimolo per continuare a lottare.”Taranto Puglia Pride 2016

Il Catania Pride partirà  alle 17,30 da piazza Cavour per raggiungere poi in corteo il Teatro Massimo, dove si terranno gli interventi (info: www.cataniapride.com); il Puglia Pride invece è in programma domani  a Taranto dalle 16.30: il concentramento è al Parco Archeologico delle Mura Greche (info: www.pugliapride.com).

L’Onda Pride è abbinata alla campagna #EverybodyPride che lancia lo slogan  “la diversità ci rende uguali”. La campagna è stata studiata dall’artista  e stilista  Angelo Cruciani, già ideatore dei flashmob dei Pride di Milano e Svegliatitalia. Le immagini sono invece del giovane regista e fotografo spagnolo Sergi Planas  da un anno operativo in Italia. Le immagini della campagna e  le informazioni sulle  manifestazioni sono raccolte nel sito www.ondapride.it

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Riceviamo e Pubblichiamo

I Verdi della provincia di Taranto aderiscono alla terza edizione del Gay pride Puglia, che si svolgerà a Taranto domani, sabato pomeriggio 2 luglio, con un corteo dal parco delle mura greche fino al centro cittadino.
Invitiamo i tarantini a partecipare a questa iniziativa che, nell'intenzione degli organizzatori, "sarà un modo per rivendicare tutti quei diritti che ci appartengono, come esseri umani: il diritto al lavoro, alla salute, ad autodeterminarci, alla libertà, all’amore. Insieme siamo più forti, insieme dobbiamo continuare a lottare per cambiare le cose, affinché nessuno si senta escluso e tutte e tutti possiamo avere gli stessi diritti."
 
Ricordiamo che tra i principi del nostro statuto vi è scritto:
 
"Verde è chi riconosce il valore e la ricchezza di genere e promuove l’effettiva rappresentanza di donne e uomini ad ogni livello organizzativo ed elettivo, riconoscendo il valore e la ricchezza della differenza di orientamento sessuale e di identità di genere all’interno della Federazione come nella società, e ritenendo cardine dello sviluppo di una piena coscienza ecologista la valorizzazione della differenza in ogni sede di elaborazione e decisione."

Troviamo francamente discutibili tutte le polemiche che sono state fatte contro la presenza dei referenti delle istituzioni locali e regionali alla manifestazione. Sarebbe stato ancora più grave se l'amministrazione comunale e quella regionale non avessero dato il patrocinio morale al Gay pride o se addirittura lo avessero ostacolato dal punto di vista organizzativo, come è successo altrove da parte di amministrazioni di destra. Dopo di che, il nostro giudizio politico sulle persone che presiedono tali amministrazioni è basato sulle loro scelte e lo abbiamo già espresso.
 
Noi saremo al corteo dei diritti senza inutili distinguo. 
La federazione provinciale di Taranto
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Il Pride 2016 che avrà a Taranto il suo evento finale vedrà la partecipazione di Enti e Istituzioni e organizzazione sindacal. Il M5S attraverso il Meetup Amici di Beppe Grillo ci invia un comunicato in cui prende le distanze da quanti, per mera propaganda partecipano alla manifestazione sui diritti. Ecco il loro comunicato.

 

Il prossimo 2 luglio avrà luogo a Taranto la giornata finale del Puglia Pride 2016, evento preceduto dalla Pride Week nelle varie città pugliesi.

Noi attivisti del Meet Up Amici Beppe Grillo di Taranto siamo e saremo sempre accanto a chi lotta contro tutti gli stereotipi e i pregiudizi su identità di genere e orientamento sessuale. 

Sarà profondamente sentito, quindi, il nostro contributo partecipativo ad un’iniziativa che vuole difendere fondamentali diritti civili e lottare contro la discriminazione sessuale e la libertà individuale; manifesteremo così come strenuamente facciamo quotidianamente per difendere il diritto alla salute, al lavoro e ad un ambiente sano.

Dobbiamo prendere atto, però, che a patrocinare tale evento sono istituzioni e sindacati che a parer nostro vogliono sfruttare la manifestazione a fini propagandistici, avendole affiancato la difesa di quei diritti che, proprio loro, negano ad una popolazione che cerca ancora affannosamente un riscatto umano e sociale.

Pertanto, chi di noi parteciperà` lo farà convintamente ma a titolo personale,senza esporre simboli o bandiere, perché la nostra identità di Movimento, che si contraddistingue per le continue lotte sui tre capisaldi dell’umana esistenza, “ambiente, salute e lavoro”, non può essere confusa con quella di chi quei valori non rispetta.

Noi continueremo sempre ad impegnarci per tutti quei diritti che riteniamo continuamente minati da false piattaforme politiche e sindacali, che rivendicano solo sulla carta o nei cortei quei diritti sempre sbandierati, ma poche volte concretizzati.

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Riceviamo e pubblichiamo 

Sono i dati de La Guida blu 2016 di Legambiente e Touring Club Italiano. Il mare più bello

Oltre a un eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, a un'offerta enogastronomica di alto livello e a una buona gestione del territorio, hanno promosso un turismo sostenibile, dove benessere e sviluppo economico, offerta di servizi turistici e strutture ricettive di qualità si sono coniugate perfettamente con la tutela e la salvaguardia dell'ambiente. Sono questi i tratti distintivi delle località al vertice de "Il mare più bello", la nuova Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, territori che hanno scommesso su nuove forme di turismo e che oggi ne stanno raccogliendo i frutti.

Quest'anno le 5 vele sventolano in 19 località marine e 7 lacustri: la Sardegna, prima classificata tra le regioni, con ben 5 località, e la Puglia, con 4 località a 5 vele, si confermano come le regioni che realizzano le migliori performance in sostenibilità e tutela ambientale. Nella classifica nazionale delle località a 5 vele, i Comuni diOtranto, Polignano a Mare, Melendugno e Castro si sono piazzati rispettivamente al 10°, 11°, 13° e 17° posto

Anche le località premiate con le 4 vele rappresentano luoghi di grande eccellenza che sanno coniugare un territorio di qualità con servizi di buon livello. È questa una caratteristica che accomuna varie regioni fra le quali spiccano Toscana, Puglia, Sicilia e soprattutto Sardegna. Si tratta in ogni caso di località che presentano una qualità di servizi eccellente, ma un territorio magari troppo antropizzato e qualche metro cubo di cemento di troppo. Oppure, di località di straordinario valore naturalistico e paesaggistico, sacrificate magari da un'obiettiva difficoltà di collegamento o da una gestione dei servizi non sempre ottimale.
Quest'anno sono 8 le località a 4 vele in Puglia: Andrano (Le), Chieuti (Fg), Fasano (Br), Lesina (Fg),  Monopoli (Ba), Nardò (Le) e Ostuni (Br) e, unica in provincia di Taranto, Campomarino di Maruggio 
In provincia di Taranto hanno poi ottenuto 3 vele le marine di Ginosa e Manduria, mentre quella di Castellaneta si è fermata A 1 vela..
Nell'allegato tutte le vele della Puglia

Questa la classifica delle località a 5 vele:
Domus de Maria (CA) svetta in cima alla classifica delle località marine, grazie soprattutto all'impegno per la tutela e la valorizzazione del paesaggio naturale e alla cura dedicata all'educazione ambientale e ai beni archeologici; subito dopo troviamo Pollica (SA), la perla del Cilento e capitale mondiale della dieta mediterranea, e Castiglione della Pescaia (GR), che continua a perseguire coerentemente la strada del turismo ambientale e della mobilità sostenibile. La classifica prosegue poi con le località di Posada (NU), Santa Marina Salina (ME), San Vito Lo Capo (TP), Vernazza (SP), Maratea (PZ), Capalbio (GR), Otranto (LE), Polignano a Mare (BA), Bosa (OR), Melendugno (LE), Camerota (SA), Baunei (OG), quindi le new entry della classifica del mare più bello 2016, Castro (LE) e Santa Teresa di Gallura (OT), e poi Roccella Jonica (RC). In cima alla classifica delle località delle isole minori troviamo inveceSanta Marina Salina (ME), la più virtuosa amministrazione della meravigliosa isola delle Eolie, seguita dall'Isola del Giglio (GR) - tornata in classifica quest'anno dopo aver superato la vicenda del naufragio della Concordia

"Il mare più bello", Guida Blu 2016, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri principalmente ispirati alla qualità dell'ambiente in generale e alla buona gestione del territorio. La selezione delle località, curata come ogni anno dall'Istituto di ricerca Ambiente Italia, contempla le valutazioni espresse sulla base delle analisi delle acque effettuate da Goletta Verde, i dati raccolti dai circoli locali di Legambiente e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi territoriali e turistici. Pur non mancando nella panoramica qui proposta zone di lunga e consolidata tradizione balneare, mete di un turismo sempre consistente al punto da lamentare qualche sovraffollamento estivo, la guida nel suo complesso punta a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate: con i suoi circa 8000 km di coste il nostro Paese riesce ancora a offrire spiagge deserte o poco affollate, paesi e borghi senza ingorghi ferragostani, luoghi e angoli incontaminati, feste e tradizioni ancora vive, cucina e ospitalità genuine e a prezzi accettabili.

Ma la Guida "Il Mare più bello" è anche social. Tutte le novità, gli approfondimenti, gli appuntamenti saranno disponibili sulla pagina facebook: www.facebook.com/ilmarepiubello. Una sorta di community che raccoglie le località che in questi anni si sono trovate al vertice classifica della Guida Blu con l'obiettivo di condividere buone pratiche e migliorare le proprie performance di sostenibilità ambientale. Sempre in tema di social network, 

Legambiente lancia La più bella sei tu. Anche quest'anno l'invito è a scegliere e segnalare entro il 30 giugno attraverso il sito internet (www.legambiente.it/lapiubella)  e sui social network (con #laspiaggiapiùbella), la spiaggia più bella d'Italia per individuare i dieci lidi più affascinanti, caratteristici e speciali del Belpaese, quelli che hanno fatto della bellezza la propria principale risorsa. Insieme al nome della spiaggia l'associazione ambientalista invita anche a motivarne la scelta, perché la bellezza non è solo un dato estetico.

La guida Il mare più bello, edita dal Touring Club Italiano in collaborazione con Iccrea Banca, attraverso il brand CartaBCC, è in libreria al prezzo di 19.90 Euro (256 pagine).

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Riceviamo e pubblichiamo 

Nei giorni scorsi è stata pubblicata la delibera di approvazione del progetto di larga massima per la costruzione a Lama (zona "Battaglia" /via Azalee) di un complesso turistico – alberghiero. Si tratta di un intervento rientrante nel piano di lottizzazione denominato "Redentore srl ed Ellesse srl" e consistente nell'edificazione di ben 80 unità immobiliari e di un centro servizi da realizzarsi in un'area edificabile di mq 22.000 sottoposta a vincolo idrogeologico.

Legambiente esprime la sua netta opposizione nei confronti di questo progetto.

Per Leo Corvace"Non è costruendo di più, aggiungendo cemento al cemento che si crea riqualificazione. Al contrario lo stop alla cementificazione è la base di partenza irrinunciabile per la riqualificazione urbana ed ambientale di questa come di altre zone costiere. Il turismo non può essere il cavallo di Troia per l'insinuarsi del cemento nelle aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico. Anche il turismo non può sottrarsi alla valutazione di sostenibilità ambientale, come ogni attività economica. Non è possibile aggiungere altro cemento nel mentre manca il Piano Coste Comunale e buona parte del litorale di Talsano - Lama – San Vito soffre la cronica carenza di infrastrutture, versa in condizioni di abbandono ed è deturpato da abusivismo e disordine urbanistico. ".

Per Legambiente occorre un progetto di riqualificazione dell'intera zona costiera comunale abbattendo quel che vi è da abbattere, effettuando opere di ricomposizione del paesaggio deturpato, rinaturalizzando le aree degradate, rimuovendo le molte discariche diffusamente disseminate, impiantando zone a verde, imponendo canoni architettonici armonici, collegando la fogna e risolvendo la questione depuratore. E' nelle maglie già urbanizzate e non a ridosso del litorale che vanno invece creati i centri di aggregazione sociale e promosse attività commerciali e di ricezione turistica. Attività non invadenti rispetto alle peculiarità ambientali e paesaggistiche della costa e rispondenti ad una logica di pianificazione dell'intera zona costiera e non di un solo comparto. L'alternativa all'industria non si crea continuando a massacrare in forme diverse il territorio.

Entrando nel merito del progetto, occorre rilevare come il piano di lottizzazione sia ampiamente scaduto senza che peraltro siano state eseguite le previste opere di urbanizzazione primaria. Per Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, "si tratta del classico esempio di incompiuta che ha caratterizzato la pianificazione esecutiva nel nostro territorio, per cui il cemento prevale come priorità e le opere di urbanizzazione rimangono relegate al ruolo di optional e sovente non vengono realizzate. Incompiute che troppo spesso generano degrado, disordine urbano ed inquinamento della falda e del mare. Anche se le permissive modifiche normative apportate in materia urbanistica degli ultimi anni consentono ai privati di riproporre questo piano di lottizzazione, noi riteniamo che occorra invece cambiar pagina."

La perdita di efficacia del piano di lottizzazione (reiterato nel 1993 e scaduto 10 anni dopo) e della sua convenzione (del 1988) per Legambiente consentono al Comune di recuperare il potere di pianificazione della zona interessata e la possibilità di destinarla diversamente anche rispetto alle previsioni di un PRG decaduto da tempo, connotato da alto consumo e spreco di territorio e spesso in contrasto con moderni criteri di sostenibilità ambientale.
Non pochi dubbi solleva la stessa denominazione del progetto che rimanda a scenari suscettibili di trasformarsi in mera operazione di natura immobiliare. Del resto, mentre nel progetto è ben esplicitato l'obiettivo di realizzare 80 appartamenti, del tutto indefinito e generico rimane il previsto centro servizi che dovrebbe qualificare come "turistico" l'intero complesso.

Legambiente, quindi, auspica la bocciatura del progetto quando verrà ripresentato in consiglio comunale nella sua versione definitiva - esecutiva.

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Dopo la conversazione di ieri sera con il consigliere Capriulo circa i milioni che il Comune di Taranto sta spendendo per la "pista ciclabile di Viale Magna Grecia" alla sua affermazione che per quanto riguarda il verde tra vecchi e nuovi alberi non ci sono riduzioni, mi sono permesso di vedere su google hert e fare i giusti raffronti.

E qui non c'è nessun paesaggista che potrà smentirmi se dico che togliere un albero adulto di 50 anni non è la stessa cosa rispetto alla piantumazione di una pianta giovane.

 


Quelle giovani sono piante, che lo scrivente ricorda ai primi anni 60, quando con la sorella più grande passeggiava per Viale Magna Grecia, mi fa dire a quale generazione stiamo consegnando questo paesaggio? Vale la sottrazione massiccia di verde urbano per una pista ciclabile che al massimo sarà utile per passeggini? Inciderà questo, secondo quanto previsto dalla legge per una diversa mobilità?
Domande aperte che trovano già qualche risposta.
Qualunque ciclista, da me interpellato, ha detto che una pista spezzettata ogni duecento metri con la gimcana tra il traffico con tre attraversamenti per rientrarvi che porta alla fine ad oltre venti attraversamenti difficoltosi in una strada al alto scorrimento non serve a nulla, è stressante e persino pericolosa. Meglio, a questo punto un più tranquillo  percorso lineare al lato della strada, come sempre. 
Poi le aiuole poste al lato, pur belle come arredo urbano, creano un serpentone lungo che dovrà avere una costante e continua manutenzione. Abbiamo già esperienza di tante installazione di verde poi abbandonate all'incuria e al degrado, non era meglio un marciapiede sconnesso e tanto verde? Chi frequenta Roma vede anche in periferia alberi centenari e marciapiedi sconnessi ma il paesaggio, il microclima, l'assorbimento di Co2 ripaga anche scarpe rotte.


Le foto sono emblematiche dello svuotamento operato. Mi chiedo le organizzazioni del paesaggio che vogliono fare? Le associazioni ambientali che vogliono dire? La foto con la quale chiudo questo sfogo iniziale è inequivocabile: ecco cosa si sta perdendo (questa parte ancora visibile su google) (rdg)

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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