ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Primo report sugli effetti delle centrali a carbone per la salute dei cittadini europei.

Il WWF chiede un’indagine sulla salute degli italiani 

Per scaricare il report, infografiche e gif animata vai a http://bit.ly/rapportocarbone 

L’inquinamento da carbone e i suoi effetti sulla salute delle persone arrivano ben oltre i confini nazionali, e il completo abbandono del carbone in Europa porterebbe enormi benefici per tutti i cittadini del continente. Questo è quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato da Health and Environment Alliance (HEAL), Climate Action Network Europe (CAN), WWF e Sandbag.

Il rapporto “La nuvola scura sull’Europa: come i paesi a carbone fanno ammalare i loro vicini” analizza l'impatto -sulla salute delle persone- dell'inquinamento atmosferico prodotto da tutte le centrali elettriche a carbone UE per i quali i dati sono disponibili (257 centrali su 280). Lo studio rivela che nel 2013 le emissioni di tali centrali sono state responsabili di più di22.900 morti premature, di decine di migliaia di casi di malattie - che vanno da patologie cardiache a bronchiti - e di costi sanitari fino a 62,3 miliardi di euro.

Per la prima volta, il rapporto analizza come le pericolose polveri prodotte dalle centrali a carbone viaggino attraverso i confini nazionali, con tutto ciò che ne consegue.

cinque paesi dell’UE le cui centrali a carbone arrecano il maggior danno all’estero sono la Polonia (responsabile di 4.690 morti premature all'estero), la Germania (2.490), la Romania (1.660), la Bulgaria (1.390) e il Regno Unito (1.350).

I cinque paesi dell'UE che più di tutti soffrono gli effetti dell’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone nei paesi limitrofi, in aggiunta a quelli dei propri impianti, sono la Germania (3.630 morti premature in tutto), l’ Italia (1.610), la Francia (1.380), la Grecia (1.050) e l’Ungheria (700). 

Il rapporto mostra che ogni centrale a carbone che viene chiusa rappresenta un beneficio importante per la salute non solo di coloro che vivono nelle vicinanze, ma anche per quelli all'estero: il piano di graduale abbandono del carbone entro il 2025 messo in atto nel Regno Unito potrebbe salvare fino a 2.870 vite ogni anno -di cui più di 1.300 nell’ Europa continentale. Se la Germania decidesse di abbandonare gradualmente il carbone, si potrebbero evitare, ogni anno, più di 1.860 morti premature nel paese e quasi 2.500 all'estero.

Anche salute del pianeta a rischio: due centrali italiane nella ‘sporca trentina” di quelle europee più inquinanti

La combustione del carbone non solo produce gravissimi effetti nocivi sulla salute delle persone, ma costituisce anche la maggiore minaccia per il clima del pianeta a causa delle ingenti emissioni di gas serra. Il report quindi mostra quanto pesino proprio le emissioni di CO2 degli impianti a carbone in Europa e stila la lista dei peggiori 30 nella quale figurano due impianti italiani che si collocano rispettivamente all’ottavo e al dodicesimo posto. Si tratta rispettivamente della centrale Federico II di Brindisi (in Puglia) e della centrale di Torrevaldaliga Nord (nel Lazio).

Il WWF ricorda che in Italia esiste ancora una decina di impianti a carbone attivi che forniscono circa il 13% del fabbisogno elettrico nazionale ma che pesano per quasi il 40% sulle emissioni di CO2 .

Il rapporto dimostra che un completo abbandono del carbone è una questione europea che riguarda tutti, e come tale dovrebbe essere uno degli obiettivi d’azione dell'UE", ha commentato la responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, Mariagrazia Midulla, che spiega: “Gli effetti devastanti del carbone sul clima e sulla salute di tutti gli europei dimostrano che tutti i paesi della UE hanno l’interesse comune a lavorare insieme per venirne fuori il più presto possibile. Vista la gravità dell’impatto sulla salute con un inquinamento che viaggia al di là dei confini nazionali, chiediamo che in Italia venga attivata un’indagini epidemiologica sulla popolazione per verificare i danni sanitari di questo combustibile fossile”.    

"Ma c’è di più: le analisi dimostrano che l’inquinamento derivante dalle centrali a carbone non riguarda solo gli abitanti delle zone limitrofe, quindi deve diventare anche priorità nazionale, non solo locale - conclude la Midulla -. Dopo l'accordo di Parigi sul clima, i leader dell'UE hanno un’ancor maggiore responsabilità di aumentare drasticamente gli sforzi per chiudere tutte le centrali a carbone e di passare rapidamente al 100% di energia rinnovabile”.

Esperti medici a supporto del rapporto

L'inquinamento atmosferico è responsabile di milioni di morti in tutto il mondo. Le temperature più elevate derivanti dal cambiamento climatico contribuiscono a esacerbare il problema. La buona notizia è che ridurre il nostro utilizzo di combustibili fossili - comprese le emissioni nocive da carbone - ci offre un'opportunità unica per migliorare la qualità dell'aria e mitigare il cambiamento climatico, in quella che rappresenta il più grande pericolo per la salute pubblica di questo secolo", afferma il dottor Roberto Bertollini, rappresentante presso l'Unione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

Le esternalità riguardanti la salute provenienti dalle centrali a carbone sono maggiori rispetto a quelle derivanti da qualsiasi altra fonte di energia. I costi di riduzione dei gas serra sono parzialmente ricompensati dai minori costi sanitari”, sostiene ilProfessor Paul Wilkinson della London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM) .

Questo rapporto approfondisce ulteriormente le dannose conseguenze della produzione di energia da carbone sulla nostra salute, e ci mostra chiaramente il motivo per cui tutti dovrebbero preoccuparsene. Le emissioni nocive di ogni singolo impianto possono causare conseguenze significative sulla salute e sui costi della sanità. È necessario un completo abbandono del carbone”, ha detto il dottor Michal Krzyzanowski, ex esperto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla qualità dell'aria e attualmente Visiting Professor al King’s College di Londra.

I media hanno recentemente attirato l'attenzione dell'opinione pubblica sugli scarichi delle auto, ma altre fonti d’inquinamento, come ad esempio le emissioni delle centrali elettriche a carbone, hanno un grande peso. Lo studio pubblicato chiarisce che le centrali elettriche a carbone sono una notevole fonte di inquinamento atmosferico. Inoltre, il rapporto quantifica - per la prima volta - gli effetti delle emissioni transfrontaliere delle centrali elettriche a carbone in termini di danni sulla salute delle persone e di costi della sanità. Ciò fornisce un ulteriore argomento per eliminare gradualmente il carbone dal mix energetico”, afferma il dottor Joachim Heinrich dell’Ospedale Universitario di Monaco di Baviera.

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Mercoledì, 06 Luglio 2016 00:00

WWF Italia compie 50 anni - Buon Compleanno

50 anni in difesa dell’ambiente

Donatella Bianchi: Vogliamo lasciare un’eredità migliore alle generazioni future

FOTO E VIDEO STORICI :http://bit.ly/gallery50anni

Un compleanno con tanto di torta quello festeggiato oggi nella sede nazionale del WWF: il 5 luglio del 1966, infatti, nasceva nel nostro paese l’associazione del panda, già presente nel mondo 4 anni prima. La Presidente Donatella Bianchi e il Presidente onorario Fulco Pratesi, padre storico del WWF, hanno brindato con lo staff e i volontari ricordando l’impegno in questi 50 anni per salvare il nostro grande bene, la natura, la cui salute è garanzia della nostra stessa sopravvivenza.

Il WWF in questi 50 anni ha avuto in Italia un ruolo importantissimo, dall’approvazione della prima legge per la protezione della fauna selvatica all’impegno nei progetti di conservazione per diversi habitat italiani vitali come le zone umide, la creazione di un sistema di aree protette (le Oasi) e il grande lavoro svolto sulle specie in via di estinzione come lupo, orso bruno, lontra,  cervo sardo – ha ricordato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia – Fu proprio lo stesso Pratesi che ispirò all’epoca anche la legge di tutela del mare grazie alla quale sarebbero nate più tardi tutte le Aree Marine Protette. Quest’anno abbiamo ottenuto l’approvazione della legge che istituisce il Comitato sul Capitale naturale che speriamo serva da guida alla politica affinchè tenga in debito conto l’ambiente come risorsa chiave e fondamentale della nostra economia all’interno del PIL. Tutti questi risultati  sarebbero stati comunque impossibile senza l’aiuto di volontari, testimonial, enti privati, istituzioni sensibili. Con loro vogliamo proseguire il nostro cammino perché la realtà ci ricorda che c’è ancora bisogno del panda”.

“Gli anni ’60 non erano per la natura un periodo felice – ricorda Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia – Appena quattro Parchi nazionali malmessi, licenza di uccidere lupi e altri animali simbolo, scompariva il gipeto, la lince, si poteva sparare alle cernie con bombole subacquee, il petrolio incatramava le spiagge e gli animali e le coste subivano l’orrendo sfregio  del cemento. Solo l’entusiasmo di poche persone riuscì a superare l’assalto alla natura e fummo convincenti perché ci impegnammo subito in cose concrete come le oasi, i progetti per salvare il lupo, il cervo sardo. Tutti coloro che in questi anni hanno contribuito ai successi del WWF oggi devono sentirsi orgogliosi: grazie a loro abbiamo reso l’Italia un paese migliore, più sensibile e impegnato nella conservazione di quanto i 10mila anni della nostra storia ci avevano lasciato in eredità”.   

Un pezzo di storia del WWF oggi è stato anche ripescato grazie agli archivi dell’Istituto Luce: un video della conferenza stampa di presentazione della campagna del 1977 “Il mare deve vivere” con il fondatore Pratesi. Lo straordinario testimonial dell’epoca fu la nave scuola della Marina Militare, Amerigo Vespucci, lo storico veliero che proprio oggi a Livorno conclude la campagna educativa del WWF sul mare partita nell’aprile scorso e che ha toccato i principali porti italiani. 

I NUMERI DEL PANDA ITALIANO

Rispetto all’impegno del WWF Italia in mezzo secolo di attività in Italia a parlare sono anche i numeri : oggi sono oltre 300.000 gli iscritti tra soci e donatori; oltre 100 le oasi protette e gestite in Italia con circa 35.000 ettari di boschi, foreste, fiumi, coste e paludi altrimenti destinati a scomparire, e visitate ogni anno da 500.000 persone.  Le oasi hanno aiutato a salvare specie rare di  animali e piante, dal cervo sardo alla lontra. L’impegno contro inquinamento, bracconaggio e altri crimini contro la natura è assicurato sia dalle 300 Guardie volontarie sparse sul territorio che da un’intensa attività legale:  55.000 le ore di servizio complessivo svolto dalle Guardie ogni anno con migliaia di accertamenti di violazioni in oltre 20 anni di attivita’ e centinaia di mezzi illeciti di caccia recuperati. Sono inoltre più di 300 gli avvocati volontari che affiancano il WWF nei tribunali e nelle inchieste. Uno dei ‘pallini’ del WWF è poi da sempre stata l’educazione ambientale: centinaia di migliaia i bambini e i ragazzi coinvolti nelle attività in Oasi e Parchi grazie a 50 anni di “campi estivi”. La formazione degli insegnanti e degli studenti è anche  assicurata da 27 centri educazione ambientale che coinvolgono 3.500  classi all’anno. 5.000 invece le classi coinvolte direttamente ogni anno con oltre 100 progetti di educazione ambientale

I ‘festeggiamenti per il 50mo compleanno sono iniziati nel febbraio scorso con l’incontro tra Papa Francesco e la presidente internazionale, Yolanda Kakabadse, insieme a Donatella Bianchi, seguito dall’evento al Senato della Repubblica con Pietro Grasso. Si è proseguito poi con l’Earth Hour per ricordare gli impegni sul clima previsti nell’Accordo di Parigi e festeggiato con un testimonial storico, Piero Angela. La Giornata Oasi è stata dedicata ad uno dei progetti internazionali più importanti, quello in difesa del Bacino del Congo, per ricordare la natura globale dell’associazione.nonna iolanda

Poste Italiane hanno anche emesso uno speciale del francobollo col panda disegnato da Fulco Pratesi. In questi mesi è poi stata lanciato “E-state in Oasi” con aperture e visite gratuite ogni prima domenica del mese fino a ottobre. Le celebrazioni proseguiranno con altri eventi in programma da settembre e che coinvolgeranno volontari, istituzioni.

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Cavicchioli (Pd): "Qualità dell'aria, il divieto per l'olio combustibile è un passo importante.Occorre affrontare in maniera concreta ed organica le varie criticità"  La presenza di inquinanti nell'aria della città di Terni, ribadita anche dalle recenti valutazioni dell'ARPA, impone un sistema coordinato di interventi per affrontare in maniera concreta ed organica le varie criticità, fra cui quella relativa all'utilizzazione all'olio combustibile negli impianti termici civili ed industriali che provoca emissioni di polveri fini 100 volte superiori al metano e 10 volte superiori al gasolio". Lo dichiara in una propria nota il presidente del gruppo consiliare del Pd a Palazzo Spada Andrea Cavicchioli.
"In tal senso - continua Cavicchili - il consiglio comunale nella seduta odierna ha approvato l'atto di indirizzo che ho proposto volto a vietare con specifico provvedimento dell'amministrazione comunale di Terni l'utilizzo di olio combustibile sia negli impianti termici civili che in  quelli industriali in tutto il territorio di competenza entro il corrente anno, con la predisposizione di un censimento  dei suddetti impianti e di incentivazioni economiche, essendo evidenti i vantaggi in termini ambientali e per la tutela della salute".
"Iniziative analoghe  sono state adottate da altre amministrazioni e hanno trovato il conforto della giurisprudenza amministrativa che ha confermato i provvedimenti adottati  - ha concluso Cavicchioli - legittimando l'azione che privilegia la tutela della salute rispetto a valutazioni contingenti di ordine economico, peraltro superate anche dai vantaggi prodotti dalla sostituzione con impianti moderni ad alta efficienza energetica".

"Allargare il monitoraggio sul cromo in altre aree della città" Approvato stasera un atto d'indirizzo del M5S con cinque emendamenti di Cavicchioli (Pd)

 Un atto d’indirizzo proposto dal Movimento Cinque Stelle attraverso il quale, “al seguito delle risultanze analitiche delle ultime campagne svolte da Arpa Umbria”, s’impegnano il sindaco e la giunta ad attivarsi per allargare le aree  di  monitoraggio della filiera agroalimentare anche con l’immediato inserimento delle verifiche su Cromo VI, sul cromo totale e sul nichel, è stato approvato stasera dal consiglio comunale con cinque emendamenti proposti da

nonna iolanda

 Andrea Cavicchioli e anch’essi approvati dall’assemblea. Con l’atto emendato si chiede anche "l’intervento del Ministero della Sanità e della Regione per tutti gli atti necessari e i supporti di qualunque natura per affrontare le criticità ambientali della conca ternana e pe

r la tutela della salute dei cittadini”
.

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Riceviamo e pubblichiamo 

Sono i dati de La Guida blu 2016 di Legambiente e Touring Club Italiano. Il mare più bello

Oltre a un eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, a un'offerta enogastronomica di alto livello e a una buona gestione del territorio, hanno promosso un turismo sostenibile, dove benessere e sviluppo economico, offerta di servizi turistici e strutture ricettive di qualità si sono coniugate perfettamente con la tutela e la salvaguardia dell'ambiente. Sono questi i tratti distintivi delle località al vertice de "Il mare più bello", la nuova Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, territori che hanno scommesso su nuove forme di turismo e che oggi ne stanno raccogliendo i frutti.

Quest'anno le 5 vele sventolano in 19 località marine e 7 lacustri: la Sardegna, prima classificata tra le regioni, con ben 5 località, e la Puglia, con 4 località a 5 vele, si confermano come le regioni che realizzano le migliori performance in sostenibilità e tutela ambientale. Nella classifica nazionale delle località a 5 vele, i Comuni diOtranto, Polignano a Mare, Melendugno e Castro si sono piazzati rispettivamente al 10°, 11°, 13° e 17° posto

Anche le località premiate con le 4 vele rappresentano luoghi di grande eccellenza che sanno coniugare un territorio di qualità con servizi di buon livello. È questa una caratteristica che accomuna varie regioni fra le quali spiccano Toscana, Puglia, Sicilia e soprattutto Sardegna. Si tratta in ogni caso di località che presentano una qualità di servizi eccellente, ma un territorio magari troppo antropizzato e qualche metro cubo di cemento di troppo. Oppure, di località di straordinario valore naturalistico e paesaggistico, sacrificate magari da un'obiettiva difficoltà di collegamento o da una gestione dei servizi non sempre ottimale.
Quest'anno sono 8 le località a 4 vele in Puglia: Andrano (Le), Chieuti (Fg), Fasano (Br), Lesina (Fg),  Monopoli (Ba), Nardò (Le) e Ostuni (Br) e, unica in provincia di Taranto, Campomarino di Maruggio 
In provincia di Taranto hanno poi ottenuto 3 vele le marine di Ginosa e Manduria, mentre quella di Castellaneta si è fermata A 1 vela..
Nell'allegato tutte le vele della Puglia

Questa la classifica delle località a 5 vele:
Domus de Maria (CA) svetta in cima alla classifica delle località marine, grazie soprattutto all'impegno per la tutela e la valorizzazione del paesaggio naturale e alla cura dedicata all'educazione ambientale e ai beni archeologici; subito dopo troviamo Pollica (SA), la perla del Cilento e capitale mondiale della dieta mediterranea, e Castiglione della Pescaia (GR), che continua a perseguire coerentemente la strada del turismo ambientale e della mobilità sostenibile. La classifica prosegue poi con le località di Posada (NU), Santa Marina Salina (ME), San Vito Lo Capo (TP), Vernazza (SP), Maratea (PZ), Capalbio (GR), Otranto (LE), Polignano a Mare (BA), Bosa (OR), Melendugno (LE), Camerota (SA), Baunei (OG), quindi le new entry della classifica del mare più bello 2016, Castro (LE) e Santa Teresa di Gallura (OT), e poi Roccella Jonica (RC). In cima alla classifica delle località delle isole minori troviamo inveceSanta Marina Salina (ME), la più virtuosa amministrazione della meravigliosa isola delle Eolie, seguita dall'Isola del Giglio (GR) - tornata in classifica quest'anno dopo aver superato la vicenda del naufragio della Concordia

"Il mare più bello", Guida Blu 2016, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri principalmente ispirati alla qualità dell'ambiente in generale e alla buona gestione del territorio. La selezione delle località, curata come ogni anno dall'Istituto di ricerca Ambiente Italia, contempla le valutazioni espresse sulla base delle analisi delle acque effettuate da Goletta Verde, i dati raccolti dai circoli locali di Legambiente e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi territoriali e turistici. Pur non mancando nella panoramica qui proposta zone di lunga e consolidata tradizione balneare, mete di un turismo sempre consistente al punto da lamentare qualche sovraffollamento estivo, la guida nel suo complesso punta a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate: con i suoi circa 8000 km di coste il nostro Paese riesce ancora a offrire spiagge deserte o poco affollate, paesi e borghi senza ingorghi ferragostani, luoghi e angoli incontaminati, feste e tradizioni ancora vive, cucina e ospitalità genuine e a prezzi accettabili.

Ma la Guida "Il Mare più bello" è anche social. Tutte le novità, gli approfondimenti, gli appuntamenti saranno disponibili sulla pagina facebook: www.facebook.com/ilmarepiubello. Una sorta di community che raccoglie le località che in questi anni si sono trovate al vertice classifica della Guida Blu con l'obiettivo di condividere buone pratiche e migliorare le proprie performance di sostenibilità ambientale. Sempre in tema di social network, 

Legambiente lancia La più bella sei tu. Anche quest'anno l'invito è a scegliere e segnalare entro il 30 giugno attraverso il sito internet (www.legambiente.it/lapiubella)  e sui social network (con #laspiaggiapiùbella), la spiaggia più bella d'Italia per individuare i dieci lidi più affascinanti, caratteristici e speciali del Belpaese, quelli che hanno fatto della bellezza la propria principale risorsa. Insieme al nome della spiaggia l'associazione ambientalista invita anche a motivarne la scelta, perché la bellezza non è solo un dato estetico.

La guida Il mare più bello, edita dal Touring Club Italiano in collaborazione con Iccrea Banca, attraverso il brand CartaBCC, è in libreria al prezzo di 19.90 Euro (256 pagine).

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Riceviamo e pubblichiamo nota del movimento nato a sostegno del Corpo Forestale che il governo attraverso una apposita legge ha decretato di sopprimerlo e accorparlo ai Carabinieri. I firmatari della petizione online si danno a appuntamento a Roma. Ecco il messaggio.

La Campagna #SalviamolaForestale scende in piazza insieme agli appartenenti del CFS per dire ancora una volta “NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato!!!”

Invitiamo tutti i 116400 firmatari e tutte le oltre 100 associazioni che hanno aderito alla petizione su www.change.org/forestale, nonché tutti i cittadini, a partecipare alla manifestazione, indetta dai sindacati di categoria, per impedire che il Governo commetta un crimine ambientale e sociale con la chiusura dell’unico Corpo di polizia specializzato nella prevenzione e nella lotta ai reati ambientali.

Per gli scritti su Facebook consigliamo di invitare gli amici all’Evento dedicato

https://www.facebook.com/events/285362038483341/

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FIRENZE - Il 4° Rapporto sulle Agromafie sarà presentato oggi, giovedì 30 giugno. a Firenze. L'appuntamento è alle 16.00 nella Sala Pegaso della presidenza della Regione Toscana in Piazza Duomo a Firenze. Alle 17.15 l'intervento del presidente Enrico Rossi.

Il Rapporto - predisposto annualmente dall'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare, Coldiretti e da Eurispes, Centro studi e di ricerche sociali -, è divenuto oggi uno strumento insostituibile di conoscenza e di riflessione dei fenomeni di illegalità e di criminalità che si dipanano nel settore delle risorse agroalimentari. La Toscana può rappresentare un modello per gli indispensabili contenuti di legalità che contraddistinguono la comunità locale.

Il programma

  • 16:00: Introduzione di Gian Maria Fara, Presidente di Eurispes: L'agroalimentare e il territorio, risorse strategiche da tutelare e valorizzare: origine e attualità del Rapporto Agromafie
  • 16:15: Stefano Masini, Dirigente Area Ambiente Coldiretti: L'ovicoltura: una filiera sotto assedio
  • 16:30: Giuseppe Vadalà, Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato per la Toscana: Legalità e tutela della qualità del cibo e dell'ambiente
  • 16:45: Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti: Il Made in Italy delle produzioni agroalimentari, quale marchio di sviluppo nazionale e internazionale
  • 17.00: Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla  criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare: L'Osservatorio un modello per la lotta alla criminalità agroalimentare
  • 17:15: Conclusioni di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana: Sostenibilità e sicurezza, i valori da coniugare nelle politiche di sviluppo del territorio rurale e montano della Toscana
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“In merito al tema della estrazione degli idrocarburi dovremmo provare a passare da una strategia difensiva a una strategia d’attacco.

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Federsanità ANCI e l'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia organizzano per i prossimi 9 e 10 Ottobre a Roma le 9e GIORNATE ITALIANE MEDICHE DELL'AMBIENTE di cui a programma preliminare in allegato.

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Le sentinelle del mare " ai piedi della collinetta di lido Silvana presso la spiaggia dell’Aeronautica a Pulsano (TA) 

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Sarà attivato anche durante l'anno scolastico 2015-2016 il Progetto-Concorso "EASE Una scuola sostenibile", rivolto ai bambini delle Scuole Primarie del territorio del Comune di Verona.

Published in Verona

Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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