ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 17 Febbraio 2017 00:00

A 25 anni da Mani pulite

Il 17 febbraio 1992 veniva arrestato Mario Chiesa, direttore del Pio albergo trivulzio, con una tangente corruttoria. Iniziò la stagione di Tangentopoli. La Repubblica edita, il 16 febbraio 2017 a pagg. 13-15: La lezione di Mani pulite. E narra infra sottotitolo: Ma il Paese non ha saputo far tesoro di quella lezione e oggi il problema della corruzione è addirittura più forte. Gli snodi sono gli stessi: il finanziamento della politica non è trasparente, i partiti continuano a lottizzare società ed enti pubblici. […]

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In qualche parte del mondo”: a marzo l'Italia ricorda Luigi Tenco per il suo compleanno.Appuntamenti in tutta la penisola dal 18 al 25 marzo. Già venti le adesioni

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In occasione dell’anniversario della morte del dr. Alois Alzheimer (19 dicembre 1915) viene lanciata a Roma una campagna di controlli preventivi a cura della Fondazione IGEA ONLUS, che collabora con l’Università di Roma e l’Associazione Alzheimer Roma ONLUS che si occupa dei familiari dei malati fornendo informazioni e sostegno.

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Londra - Le fiamme bruciano una Londra in scala ridotta.

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I Carabinieri hanno celebrato, l'11 agosto scorso, il 36esimo anniversario dell’eccidio del brigadiere Pietro Cuzzoli e dell’appuntato Ippolito Cortellessa, insigniti della Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria".

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Il 28 luglio ricorre il 73° anniversario dell’eccidio delle Officine ‘Reggiane’, quando a seguito di una direttiva del governo Badoglio, l’esercito sparò su una folla di manifestanti che chiedevano la fine della guerra, uccidendo 9 operai delle Officine Reggiane e ferendo oltre 50 persone.

Published in Reggio Emilia

Ci sono anniversari che fanno arrossire chi come lo scrivente non è consono a parlare di sé. Ma la straordinaria circostanza del 18 luglio (domani) del 1996, giorno in cui fu presentato il libro Cira e le altre, braccianti e caporali, mi fa ricordare quell'evento. Ma un altro evento, e stavolta del 2016 mi ha fatto riportare al presente il libro: la mostra dell'artista fotografa di Rimini Maria Grazia Marrulli svoltasi a Pulsano agli inizi di Aprile che ha creato le sue opere utilizzando tre libri, un suo ricordo autobiografico, il libro di Sibilla Aleramo Una Donna e la mia Cira.

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FIRENZE – Dal prossimo sabato 23 luglio a domenica 14 agosto 2016 si ripeterà per la cinquantesima volta sulla Piazza della Commenda il "miracolo" dello spettacolo del Teatro Povero di Monticchiello, quest'anno dal titolo Notte di attesa. Mezzo secolo trascorso da quell'estate del 1967, per un anniversario importante per la comunità toscana che ne è protagonista, per la comunità teatrale internazionale, considerando che il Teatro Povero di Monticchiello è fra le più longeve esperienze di teatro di ricerca italiane, e per tutto il vario e affezionato pubblico che ogni anno torna per partecipare a questo vero e proprio rito sociale.

Published in Spettacolo

Riportare al centro il principio di uguaglianza, proprio di una vera democrazia; contrastare le derive autoritarie e populiste che sempre più incrinano le relazioni sociali; mantenere vivo il ricordo del passato per costruire un futuro più solido. 
Sono questi i temi principali dell'intervento del sindaco Luca Vecchi, durante la commemorazione dei Martiri del 7 Luglio 1960, svoltasi il 7 luglio 2016 nel 56° anniversario del loro sacrificio.

“Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli: cinque nomi che sono scritti nella storia di Reggio Emilia e che ad ogni 7 luglio, da 56 anni a questa parte, sentiamo il bisogno di ricordare. La loro memoria  – ha detto il sindaco – non può essere limitato ad un evento privato, familiare, doloroso: i fatti del 7 luglio 1960 hanno innanzitutto una grande rilevanza locale, nazionale e storica, perché rappresentano ancora oggi un crocevia della storia e della cultura democratica del nostro Paese e delle nostre istituzioni.


Oggi più che mai è attuale non soltanto ricordare quel che accadde in quel tragico giorno, ma chiedersi quale sia l'eredità e il lascito del sacrificio di quei cinque ragazzi. Il 7 luglio consegna ancora una volta al nostro Paese e all'Europa intera uno spunto di riflessione sul rapporto tra democrazia e deriva autoritaria. Un messaggio tutt'altro che anacronistico. Dietro la manifestazione di quel luglio 1976 non possiamo non vedere  la voglia spontanea, disinteressata, non violenta, di quei giovani di dare un loro contributo a partire dalle proprie idee e dalla dignità delle persone, la voglia di spingere avanti i confini della democrazia e il pieno riconoscimento dei diritti. Se la qualità della vita nei cinquant'anni anni successivi è riuscita a fare passi avanti è anche perché siamo passati da quei tragici eventi, pagando purtroppo anche un prezzo di sangue.


Oggi, nel 2016, la contemporaneità ci consegna un panorama preoccupante, in cui l'Europa è in difficoltà, al Brennero si evoca la ricostruzione dei muri, e l'Unione costruita a Ventotene rischia di schiantarsi sulla spiaggia di una piccola isola dell'Egeo. Mai avremmo pensato di assistere all'emergere di nuove derive nazionaliste, populiste e autoritarie, capaci a distanza di tanti anni dalla Liberazione, dalla Resistenza e dalla nascita di costituzioni democratiche, di rimettere in discussione i principi fondamentali della convivenza delle nostre comunità. 


La riflessione da fare oggi è che la democrazia non basta a sé stessa, ma ha bisogno di essere costruita ogni giorno, di non perdere di vista i principi fondamentali che sono alla base del suo futuro. Primo tra tutti quel principio di uguaglianza, rimosso per troppo tempo quasi fosse un orpello inutile della cultura democratica. Tutto questo mentre la disuguaglianza cresceva, l'ascensore sociale si fermava e le opportunità per chi non era nato nelle giuste condizioni andavano riducendosi. Ma una cultura democratica non può non farsi carico di quel principio di uguaglianza: e proprio questa è la grande lezione che le vicende del 7 luglio riconsegnano anche ai giorni nostri.

Voglio poi fare una riflessione – ha proseguito il sindaco Vecchi - sul senso che le istituzioni hanno in questo giorno di ricordo. Le istituzioni costituiscono l'architrave fondamentale intorno al quale garantire quelle regole e principi di pace e convivenza civile fondamentali all'interno di una società democratica. Le nostre istituzioni hanno saputo fare grandi passi avanti nella misura in cui sono riuscite a farsi carico delle ragioni dei più deboli laddove, in ogni parte d'Italia e del mondo, hanno saputo accompagnare ogni giorno il senso profondo del loro essere con la capacità di fare sentire tutti parte di qualcosa, tenendo insieme autorevolezza e umiltà, riuscendo a essere un esempio per l'intera comunità. La nostra cultura democratica ha bisogno di fermarsi a riflettere, di non dare per scontato che tutto venga da solo, di guardare in faccia la propria storia, che nella nostra città trova nel 7 Luglio le ragioni per andare avanti.
Viviamo un tempo in cui la convivenza civile è talvolta più complicata che in passato, in cui l'imbarbarimento delle relazioni sociali, frutto anche di una profonda crisi economica e sociale, rischia di dare un ulteriore contributo all'instabilità delle istituzioni democratiche.  Alcuni giorni fa ho creduto giusto portare una testimonianza di vicinanza e solidarietà  agli operai di una piccola fabbrica della città, dove diverse persone rischiano di perdere il loro lavoro perché la proprietà, lontana centinaia di chilometri da Reggio Emilia, ha deciso di delocalizzare. Lì ho trovato quella cordialità e cortesia proprie della cultura del lavoro operaio, di cui talvolta non si parla abbastanza ma che ritengo abbia portato un contributo importante alla costruzione delle democrazia del paese. Quella cordialità e quella cortesia spengono l'odio e portano con sé la capacità di migliorare le relazioni civili di una comunità. 

Questa città  – ha concluso il sindaco – ha saputo costruire il proprio futuro senza perdere di vista le vicende significative del proprio passato, e quei cinque ragazzi del 7 luglio, in cui lo Stato ha sparato a sé stesso, si inseriscono in un percorso che dall'Antifascismo, dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione, arriva alla nostra Costituzione e ai grandi movimenti democratici successivi, che oggi ci hanno portato fin qui. La consapevolezza di quella storia deve essere il tratto distintivo dell’identità collettiva di una comunità, nella convinzione ferma che per andare avanti non possiamo perdere il filo di quella storia”.

 

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Published in Reggio Emilia

FIRENZE – Oggi sul mare da 85 anni, sempre ammirata, e rinominata ambasciatrice di Unicef Italia; a questi due appuntamenti di nave Amerigo Vespucci sulla banchina di Livorno non è voluta mancare, per portare il saluto della Toscana, l'assessora regionale all'istruzioneCristina Grieco accolta dal comandante dello storico veliero, il capitano di vascello Curzio Pacifici.

Dopo aver subito importanti interventi di adeguamento e ammodernamento tecnologico e logistico, molti dei quali indirizzati ad una efficiente tutela ambientale, e terminata la sosta nel corso della quale sarà visitabile dai cittadini, nave Vespucci riprenderà dal 7 luglio sui mari di QUEEN per Agoràtutto il mondo la sua attività formativa e di istruzione, centrata sul messaggio, così importante in questo momento, di pace, convivenza e rispetto reciproco, senza distinzione di razza, lingua e religione.

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Published in Firenze

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