ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 04 Settembre 2018 06:10

Da oggi il capitano Ultimo è senza scorta

Intervista all'ufficiale dei carabinieri che arrestò Totò Riina: "Da soldato accetto la decisione, ma Bagarella è ancora un killer pericoloso". L'anniversario inquietante con l'assassinio di Dalla Chiesa

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Con Alfredo Traversa, Federico Passariello jr, Amando Cavallo aiuto regia Antonella Fanigliulo;il dibattito con gli studenti alla presenza dell'Arma dei carabinieri lunedì 13 novembre 2017, Teatro Orfeo Taranto.

La città di Parma ha reso omaggio al generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato in un attentato mafioso a Palermo 34 anni fa, il 3 settembre 1982, insieme alla moglie Manuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo.

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ROMA – 33 anni anni fa moriva il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia. Nato a Saluzzo nel 1920, trovò la morte a Palermo sotto i colpi di kalashnikov AK47. Con lui vennero uccisi la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta Domenico Russo. I mandanti vennero identificati nei vertici della cupola mafiosa: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippò Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

Dalla Chiesa, al momento della morte, era prefetto di Palermo, nomina che era giunta dopo una vita passata nell’Arma dei Carabinieri, sempre in prima fila contro la mafia e il terrorismo.

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa

MATTARELLA: PER LE NUOVE GENERAZIONI E’ UN GRANDE ESEMPIO – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare Dalla Chiesa con queste parole: “Nella ricorrenza del 33mo anniversario del vile attentato in cui persero la vita il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, desidero rendere il partecipe e commosso omaggio del popolo italiano e mio personale alla loro memoria. Il Prefetto Dalla Chiesa, con la sua inflessibile battaglia contro l’insidiosa opera di organizzazioni terroristiche e criminali e la sua azione intelligente e tenace, rappresenta particolarmente per le nuove generazioni un grande esempio. Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni e i cittadini, a una comune offensiva contro ogni forma di criminalità organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale. Con la ferma convinzione che la salvaguardia dei valori della democrazia e della libertà vada garantita con la mobilitazione e il contributo di tutti i soggetti istituzionali e delle forze politiche e sociali, rinnovo le espressioni di vicinanza alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo”. agenzia dire www.dire.it 

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Giovedì, 03 Settembre 2015 16:58

Parma ricorda il sacrificio di Dalla Chiesa

Nel 33° anniversario della strage di Palermo autorità e cittadini alla Villetta hanno reso omaggio alla tomba dove riposano il generale e la moglie Emanuela

Sono trascorsi 33 anni da quella maledetta sera del 3 settembre 1982, quando, a Palermo, la mafia colpì a morte in un agguato il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Quella strage fu un colpo durissimo alle speranze di tanti siciliani onesti che avevano contato sull’arrivo del generale dei carabinieri (che aveva contrastato con efficacia il terrorismo), per stroncare i traffici della piovra.

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha lasciato un segno indelebile anche nella storia di Parma, perché qui aveva le sue origini, e qui ha voluto costruire la tomba di famiglia, al cimitero della Villetta, dove riposa accanto alla moglie. E la città non ha mai dimenticato il sacrificio di un uomo che ha dato un contributo determinante nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.

Questa mattina al cimitero monumentale della Villetta si è tenuta, come ogni anno, la cerimonia commemorativa in ricordo della strage, alla presenza della cugina Luisella Dalla Chiesa, in rappresentanza della famiglia, in quanto i figli erano impegnati nelle commemorazioni a Palermo e Milano, ma – come ha annunciato la nipote – saranno nei prossimi giorni a Parma per un momento di raccoglimento dinanzi alla tomba del generale. Luisella ha portato con sé al cimitero un album con le foto di famiglia e alcune copie di un servizio pubblicato da un settimanale poco dopo la strage in cui si ricorda il passato da partigiano del generale Dalla Chiesa, e un episodio in cui, da giovane tenente dei carabinieri, salvò dalla requisizione dei nazisti i pescherecci di San Benedetto del Tronto. E il 26 aprile del 1945 fu a Parma per festeggiare la Liberazione.

Numerose le autorità presenti: il prefetto Luigi Viana, il sindaco Federico Pizzarotti con il presidente del Consiglio Marco Vagnozzi, il delegato della Provincia Gianni Guido Bellini, i parlamentari di Parma Giuseppe Romanini, Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari, il generale Paparella, comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna, i rappresentanti di Esercito, Questura, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Polizia Forestale e Università, insieme a tanti cittadini e rappresentanti delle forze armate, Carabinieri in congedo e altre e associazioni combattentistiche.

La cerimonia è stata commovente, con un silenzio che pesa più di mille parole, interrotto solo dall’onore ai caduti, dalle note de “Il Silenzio”, intonate dal trombettiere dei Carabinieri, e dalla benedizione del cappellano don Giuseppe, che ha chiuso la commemorazione, dinanzi alla tomba dove riposano di Carlo Alberto ed Emanuela.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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