ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Si presentano a bordo con magliette bianche o blu, i colori del Sud, del mare e di sabbia. Il logo indica la loro associazione: Jonian Dolphin Conservation, associazione di ricerca scientifica finalizzata allo studio dei cetacei del Golfo di Taranto nel Mar Ionio Settentrionale.

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La dimostrazione che la Natura è ancora piena di sorprese  È stato uno spettacolo da togliere il fiato quello che si è presentato davanti agli occhi di un gruppo di leccesi nelle acque del Canale d'Otranto quando migliaia di delfini curiosi hanno circondato la loro barca.

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in occasione del Due Mari WineFest - che si terrà dal 21 al 23 giugno presso il Castello Aragonese a Taranto - organizzeremo un'escursione sui catamarani della Jonian Dolphin Conservation il giorno venerdì 21 giugno alle ore 19.30.

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“Due misure concrete per salvare subito cetacei e delfini del Golfo di Taranto” L’appello dell’associazione ambientalista alla politica regionale e nazionale#iostoconidelfiniditaranto, la campagna social del WWF Puglia.

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Venerdì, 02 Dicembre 2016 09:15

Taranto - #stopoilairgun, Salviamo i delfini

Domenica 4 dicembre manifestazione a Lungomare. Legambiente aderisce: diciamo Basta all’utilizzo dell’airgun

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Tra le opportunità di cambiamento del modello di sviluppo del nostro territorio più volte abbiamo condiviso e proposto di sostenere il sistema dell’agro-industria.

Nel passato si sono sprecati fiumi di parole, visti molti progetti e spesi anche milioni di €uro. Purtroppo assistiamo, anche su questo tema, al passo del Gambero: uno avanti e due indietro.

Ultimo in ordine di tempo quello visto ieri in commissione consiliare: dove abbiamo ascoltato la accorata “segnalazione” del dirigente comunale alle attività produttive, che ha chiesto decisioni sul “ME.TA”: il Mercato Ortofrutticolo generale del comunale di Taranto. Tale importante struttura è in stato di degrado diffuso, con la zona refrigerata piombata per evitare furti, abbandonata a se stessa, con problemi strutturali e di gestione; attenzionata di recente anche dalla Guardia di Finanza. Mercato con un excursus amministrativo contraddittorio ed inefficace che ha coinvolto l’Amiu, la Infrataras e le direzioni comunali. Per ritornare sempre al punto di partenza o peggio per fare passi indietro. Il tutto condito da morosità di alcuni concessionari e gestione non lineare di un bene pubblico.

Eppure il ME.TA. era nato sotto la spinta dei Patti Territoriali, con un investimento pubblico di circa 10 milioni di €uro, sull’onda della possibile diversificazione industriale e della retroportualità (per questo si scelse di collocarlo sulla strada 106 alle spalle del porto mercantile). Con l’obiettivo di muoversi sul mercato pugliese e lucano, sfruttando la viabilità ottimale ed il collegamento con il porto.

Sogni svaniti nell’inerzia del governante di turno.

Per allargare l’orizzonte dello sviluppo dell’agro-industria ha avuto ancora peggior sorte il progetto Agromed, pomposamente nato anche esso come elemento di sviluppo retroportuale (insieme al Distripark) e ricevendo un cospicuo finanziamento pubblico di circa 10 milioni di €uro (ottenuti con una delibera CIPE del 2000). Soldi “congelati” da oltre 10 anni presso qualche banca.

Agromed doveva rappresentare la retroportualità logistica dell’agro-industria. Ma di agricoltura sono rimasti solo i 162 mila metriquadrati di terreni tranquillamente coltivati dai precedenti proprietari.

Il comune di Taranto ha dovuto in tutta fretta ed maniera maldestra abbandonare anche la compagine societaria, di cui deteneva un terzo insieme alla Provincia ed alla Camera di Commercio. Rimettendoci, a mio avviso, anche qualche decina, se non centinaia, di migliaia di €uro. Oltre ad abdicare ad una visione di prospettiva ed ad un potere d’indirizzo.

Sono questi i fallimenti in tema di sviluppo alternativo più volte contestati al Sindaco. Considerato che non è riuscito nemmeno a mantenere l’esistente ed a realizzare risultati possibili ed a portata di mano, come nel settore strategico dell’agro-industria.

Gli restano 10 mesi per invertire la rotta almeno in questo pezzo di sviluppo alternativo.

Noi continueremo ad avanzare le nostre proposte, solleciteremo il dialogo con i soggetti interessati (mondo dell’agricoltura, operatori professionali, etc.). Verificheremo se ci sarà disponibilità al dialogo ed all’ascolto; ma soprattutto al fare.IMG per agorà

Taranto ha maledettamente bisogno di uno sviluppo alternativo alla grande industria inquinante. Quella agricola può essere un pezzo di questo nuovo sviluppo. Ma al posto dei gamberi ci vogliono i delfini.

* Capo Gruppo Consiliare

NOI DEMOCRATICI-PER LE CITTA’ CHE VOGLIAMO

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Al presidente USA Barack Obama, al Governatore delle Hawaii Ige, ai Senatori Hirono e Schatz:

"Dobbiamo proteggere l’incredibile biodiversità del pianeta se vogliamo avere un futuro. Per questo la proposta del parco marino nazionale di Papahānaumokuākea è un’opportunità incredibile, per il vostro governo e per il mondo intero, di fare un enorme passo in avanti. Siamo cittadini interessati alla salute dei mari in tutto il pianeta, e vi chiediamo di rendere Papahānaumokuākea l’area protetta più grande di sempre, con il numero di vincoli e tutele più alto possibile, un luogo che possa diventare fonte di speranza e ispirazione."

Maggiori informazioni


Tra poche settimane potrebbe venir creata la riserva marina più grande del pianeta grazie a una semplice firma di Obama.

Nelle Hawaii però i giganti della pesca industriale sono furiosi e potrebbero riuscire a far saltare l’accordo. Migliaia di animali tra cui delfini, tartarughe, squali dipendono letteralmente da noi.

Secondo gli esperti, Obama agirà solo se ci sarà una spinta della comunità internazionale perché sa che la protezione dei mari è una questione globale e un fallimento non metterebbe a rischio solo la vita degli oceani, ma l’equilibrio dell’intero pianeta. Firma ora. Non appena avremo raccolto abbastanza adesioni, le consegneremo direttamente agli uffici di Obama e ai gruppi di cittadini delle Hawaii che hanno bisogno del nostro sostegno.

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Londra - Il Tamigi, il grande fiume inglese che passa per la capitale e che solo pochi decenni fa era ritenuto 'biologicamente morto', e' ora decisamente piu' pulito, considerando che negli ultimi anni ha ospitato migliaia di mammiferi marini come foche, delfini e persino balene.

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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