ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Simona Cipollaro e Marina Giannotti ospiti del talk socio-culturale di Pignatelli al Caffè Letterario

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Ottavo  appuntamento, martedì 30 agosto alle ore 20,00,   con la rassegna letteraria estiva di Manufacta_LabNero su Pietra” curata da Giorgia Lepore in collaborazione con l Presidi Del Libro di Martina Franca

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Anche in agosto i servizi bibliotecari non si fermano. La biblioteca Civica torna all'abituale orario di apertura al pubblico.

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Giovedì, 28 Luglio 2016 18:18

Napoli - Parti con un libro

Manifestazione per la promozione della lettura e dell'editoria campana dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli in collaborazione con Homo Scrivens Editore e libreria locisto

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Terni - Venerdì 29 luglio in bct il romanzo di Francesca De Angelis a cura di Esedomani Terni per parlare di transessualità e disturbi depressivi

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Palazzo Corvaja, Taormina19 Luglio - 16 Ottobre 2016

Dal 19 luglio al 16 ottobre 2016, Palazzo Corvaja di Taormina ospita la mostra Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento, nata dalla collaborazione tra Taobuk Taormina International Book Festival e Artelibro Festival del Libro d’Arte.

L’esposizione, che anticipa la VI edizione di Taobuk (10-16 settembre 2016), il festival delle Belle Lettere fondato e diretto da Antonella Ferrara e Franco Di Mare, è un viaggio tra i protagonisti del XX secolo attraverso l’ampia e variegata raccolta iniziata nei primi anni Sessanta dall’artista ed editore d’arte Ezio Gribaudo.

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“La fantasia è un posto dove ci piove dentro”

Italo Calvino

Presentato ufficialmente l’11 luglio scorso al Circolo Aniene di Roma (ma era uscito in aprile, presentato a Radio Radicale in maggio ed in giro per l’Italia nei mesi successivi), con ospiti di grande rilievo come Gianni Letta e la giornalista conduttrice della trasmissione di La7 L’Aria che tira Myrta Merlino, Colosseo Vendesi. Una storia incredibile ma non troppo, edito da Bompiani: ultima fatica in forma di romanzo di Marcello Sorgi, ex direttore del Tg1 e de La Stampa, un romanzo che ricorda Sciascia (non a caso conterraneo di Sorgi), da cui l’autore prende il tono immediato e insieme surreale, in una vicenda piena di nomi, personaggi, dettagli, con un’ambientazione precisa — Roma, primavera 2017 —, e nello stesso tempo con quella distanza rarefatta dal presente che sembra tenerla sospesa, incombente, improbabile ma possibile.

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Riceviamo e pubblichiamo - Taranto -  Giovedì 7 luglio, alle 19 sulla splendida terrazza Next del Nautilus "la narrazione incontra la bellezza e l'identità". È questo il titolo dell'evento narrativo con Emilio Casalini, giornalista della trasmissione Report e autore del libro "Rifondata sulla Bellezza". L'appuntamento è organizzato dalla neonata associazione Sogni.Amo a colori e conta sulla partnership della delegazione tarantina del FAI, il Fondo Ambiente italiano, che fa della riscoperta della bellezza la sua mission.

Il testo osserva l'Italia e gli italiani partendo dall'incapacità di adeguare il nostro Paese ad una moderna narrazione identitaria, ossia ciò che più chiedono i nuovi viaggiatori/turisti di questo tempo. Viaggiatori che rappresentano la prima fonte di economia per molti Paesi ma malamente accolti in quello che resta il territorio di qualità più desiderato al mondo.

Tra paradossi, occasioni sprecate, pessime abitudini ma anche ottime esperienze di successo, il testo fissa un perno essenziale intorno a cui far ruotare una rinascita culturale ed economica dell'Italia: la bellezza. Un perno intorno a cui costruire un cambiamento radicale nei comportamenti delle istituzioni ma anche di ogni singolo cittadino.

Utilizzando come strumento principale la narrazione della propria identità, peculiare ad ogni angolo della nostra penisola.  Un viaggio attraverso l'Italia che potrebbe cambiare anche solo mettendo in pratica semplici pratiche come il racconto del territorio lungo le nostre strade attraverso cartelli, street art, colori. Affiancando a questo un'attenta accoglienza di chi arriva in visita da noi, simile a quella che ognuno desidera ricevere quando viaggia ed oggi pesantemente dimenticata.

Il libro "Rifondata sulla bellezza" è un libro incentrato sulla narrazione dell'Italia come se fosse una persona che si sistema i vestiti e accoglie il visitatore in una casa ordinata, pulita, accogliente, viva e funzionale. Esattamente come dovrebbe essere la nostra società. Il turismo, nella visione di Casalini, diventa così lo strumento e lo specchio della quotidianità degli italiani da migliorare attraverso il rispetto e la valorizzazione della bellezza. Materiale e immateriale.

Anche, ed è la provocazione con cui Casalini chiude il suo libro, inserendo la parola "bellezza" anche nella nostra Costituzione, magari all'interno di un preambolo di cui la nostra Carta è priva.

La serata prevede un reading teatrale di Emilio Casalini accompagnato nel suo racconto dalle sonorità brasiliane di Virginia Pavone, seguito da un approfondimento con la giornalista Rosalba De Giorgi di come questa narrazione si possa declinare sul territorio tarantino. Attesa anche la partecipazione di Marco di Bartolomeo, presidente dell'associazione Taranto, la città spartana. 

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Per chi, come lo scrivente, annega nei fatti di cronaca, e molto spesso elabora agenzie su politica e affari, leggere la parola “fantasia”, appare come un salvagente insperato, richiama altri tempi di vita, forse altri stadi mentali. L’autrice Marina Lisi con il suo libro «Scrivere un romanzo fantasy», mette in guardia da false considerazioni del settore come se fosse ambito esclusivo della letteratura per ragazzi, perché è da almeno due secoli, dalla nascita del romanzo gotico, per non parlare di quello epico e omerico - che è millenario - che questa letteratura è universale. 

E se tende a svegliare il bambino che continua a vivere dentro di noi che male c’è? Anche per non finire col domandarsi, come fa Tiziano Ferro: “che fine ho fatto io” nella sua canzone “il bimbo dentro”, il mondo della favola, o del “fantasy” è da riconsiderare. Ma l’autrice si presta anche a dare consigli. Qui siamo nell’area dei cosiddetti testimonial che lo scrivente portava in aula quando si occupava di formazione professionale. L’addetto, o esperto vale più di un docente teorico. Perché prende spunto, proprio come fa l’autrice, dal proprio vissuto, sul come approcciarsi alla storia fantastica, sul come costruire la prima pagina, che è una sorta di botteghino con tanto di manifesto, prima di entrare per assistere allo spettacolo.

 Poi ci sono i personaggi, come quelli pirandelliani in cerca di autore. Difatti tra autore e personaggio c’è un feeling come tra Mastro Geppetto e Pinocchio, e l’autrice avverte che questo rapporto va curato, il personaggio vi chiamerà per altre storie, come è stato per la Tigre della Malesia salgariana. Poi c’è il livello fantastico, come ricorda la nostra Marina, ovvero quello inventato agli inizi del novecento, dalla terra di mezzo di Tolkien, autore del «Signore degli anelli» a quelli che hanno occupato tutto il novecento, come Micheal Ende autore della Storia Infinita e Momo.

Come tutti i manuali il libro invita a scegliere ambientazione, trama, modalità di scrittura e come utilizzare il tempo senza regole ferree ma consigli per l’uso sempre apprezzati in chi si cimenta nella scrittura.

Ovviamente coerenza di tempi e luoghi e altri accorgimenti per rendere la storia interessante da leggere. Ho letto il manuale della Lisi con particolare attenzione e credo che serva davvero a stimolare l’arte dello scrivere. Chi vive come lo scrivente fra le parole, di ogni giorno, sa cosa significa creare, quale personale gratificazione si crea dentro l’autore.

Immaginatevi, come ricorda Marina Lisi, l’autrice di Harry Potter Joanne Rowling seduta in un caffè londinese a disegnare, tra la folla dei clienti, questa saga incredibile che vivrà sempre nei suoi libri. Il cinema è già alle prese con un Harry Potter (attore) di 35 anni con i capelli bianchi che non è e non sarà mai quello letterario. Per questo l'autrice inglese ora lo reinventerà, statene certi. Viva la fantasia. 

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Un reportage di un sogno.  La sensazione che ci prende, dopo aver letto il racconto lungo: “la felicità sul tetto del mondo. Diario di un trekking in Nepal” di Michela Alessandroni (foto in basso) è quella che si può chiamare: “sindrome da rientro” . Nel senso che le sessantatre pagine non ci appagano, vorremmo tornare li, tanto siamo coinvolti in questo viaggio, dove il diario, la cronaca così puntuale, ci ha posto accanto alla viaggiatrice, abbiamo avvertito la sua fatica, abbiamo soprattutto goduto del panorama mozzafiato, dell’umanità povera e colorata incontrata, dei bambini con le scarpe presunte e guance rosse e tanto, davvero tanto.  

Siamo sull’Himalaya , una catena montuosa dell’Asia, il cui nome significa: dimora delle nevi eterne. Un luogo magico, surreale, che è riferimento degli appassionati di trekking e scalatori di tutto il mondo, dove alla bellezza assoluta della natura, occorre aggiungere:la mancanza di ossigeno, i ghiacciai, la pesantezza delle gambe, vestiti sempre bagnati addosso senza la possibilità di asciugarsi, e pure il mal di montagna, uno stato di generale ipossia che generalmente si verifica al di sopra dei 2.500 metri, una condizione minacciosa che, nei casi più gravi, se non tempestivamente e opportunamente trattata può anche essere letale. L’autrice durante il viaggio appunta sul suo diario questi salvataggi miracolosi con elicotteri.

 Questo modo di raccontare, come appunto di viaggio, ricorda molti scrittori viaggiatori – anche del passato - che hanno descritto minuziosamente i luoghi che incontravano, aprendo le finestre sul mondo.  Infatti in questo modo il lettore è informato, meglio di una qualsiasi agenzia di viaggio, non solo della sistemazione in albergo e dei servizi in camera, ma anche l’emozione della visita ai negozietti caratteristici, la religiosità del tempio buddista – Budda è nativo del Nepal - le cerimonie, i tanti operatori del turismo locale dalle guide fino agli umili portatori, veri  conoscitori della montagna, vestiti in modo non appropriato e caricati come muli o meglio come gli yac, animale simbolo dell'altopiano del Tibet.michela

La cronaca del viaggio è progressiva e il lettore segue il cambiamento di livello, attraverso le modificazioni della natura e le difficoltà logistiche che sopraggiungo da un posto al'altro.

Una prova di resistenza? Un esperienza che vuol dire: estremo pericolo = estremo piacere e grande fibrillazione? No! C’è una affermazione dell’autrice, nelle prime pagine, che lo scrivente fa propria: “il viaggio è soprattutto conoscenza di sé e degli altri”. 

Noi abbiamo contezza degli altri solo quando arrivano da noi stipati su dei barconi, come massa informale e carica di sofferenza. Invece nel viaggio di Michela gli altri sono un mondo dai mille colori, con tanta umanità e povertà condivisa nella vita quotidiana, nella meditazione e nella preghiera. In questo senso il viaggio diventa catarsi, spiritualità, natura, ecosistema tutto convergente in un unico sentimento di amore universale.  Questo motiva il titolo: "felicità sul tetto del mondo". 

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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