ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mentre Salvini, proprio in questo momento dice di abolire l'Anci a suo dire "inutile ente romano" e ci basta solo il titolo e non approfondiamo, parliamo di questo piccolo comune (7068 ab) della provincia di Taranto, dove Arcangelo Sapio l'oncologo sindaco ( nella foto di copertina) ci riceve col suo solit aplomb quasi inglese, che è più di medico che sussurra e non urla, aggiungendo, rispetto al centro di accoglienza: " siamo un piccolo Comune e faremo senz'altro di più".

Abbiamo parlato di Sprar e accoglienza, questo acronimo che vuol dire "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati "(SPRAR) che è costituito dalla rete degli enti locali, ecco perchè l'esordio del leghista ed ecco perchè l'incontro al Comune di Carosino .  

Nel dettaglio sono entrati, dopo l'avvio del Sindaco che tocca il cuore parlando delle sofferenze dell'umanità insistendo "sulle responsabilità dell'occidente", dopo l'assessore Giovanni Longo (qui nella foto con la giacca azzurra affianco a Pilò) che parla di questo nuovo impegno dell'amministrazione come risposta all'invito del Governo di muoversi nella direzione del fornire asilo ai rifugiati, Enzo Pilò e Angela Todaro dell'Associazione Babele che, nello spirito della sussidiarietà, hanno fornito idee e organizzazione per la creazione della prima casa famiglia autogestita in un appartamento di Carosino per sei rifugiati, uomini, che vivranno in autonomia cucinandosi da soli.

" E' la miglior risposta per dare concreto sostegno all'inserimento di queste persone, stabilendo un legame, come quello fornito a Grottaglie in un centro dove ci sono dieci minori assistiti e dieci adulti in autogestione"  dice la Todaro.

Nel corso dell'incontro si è approfiondito, grazie ai due amici dell'associazione che dal 2003 si occupa di estracomunitari, quel''enorme massa di risorse che si muove attorno al sistema degli aiuti. 

Uno studio della fondazione Leone Moressa ha realizzato il bilancio economico della presenza degli stranieri in Italia, come sottolinea un sito nazionale monitorando dati analitici: nel 2012 lo stato italiano ha speso12,6 miliardi di euro per l'arrivo di nuove famiglie di immigrati sul suolo italiano, ovvero l’1,57% della spesa pubblica corrispondente, mentre per lo stesso periodo lo Stato italiano ha ricevuto dagli stranieri nel 2012, 16,5 miliardi di euro dagli stranieri così suddivisi:  Una parte delle entrate - vale a dire 7 miliardi di euro circa - deriva dal pagamento dell’Irpef (4,9 miliardi di euro), dall’imposta sui consumi (1,4 miliardi), sugli oli minerali (0,84), su lotto e lotterie (0,21) e per tasse e permessi (0,25).   - A ciò vanno aggiunti 8,9 miliardi di contributi previdenziali per gli stranieri.  - Il totale delle entrate di16,5 miliardi di euro nel 2012 ha quindi coperto con scarto i 12,6 miliardi di spesa pubblica. I cittadini stranieri hanno fruttato 3,9 miliardi di euro all’economia italiana.  

 

Riporto parte di questo studio, per smentire quanti affermano che il tema immigrati comporti un danno per il Paese, ma anche il fatto che questa risorsa,  come sottolinea più volte Pilò di Babele: "nell'emergenza immigrati alimenta il sottobosco malavitoso che è scoppiato a Roma con Mafia Capitale, ma è diffuso sul tutto il territorio nazionale".

 

Ma come nasce questo aspetto negativo sull'uso delle risorse? Risponde Enzo Pilò

 

" Dalla gestione straordinaria dei CAS che sono i Centri di accoglienza per gli immigrati che per essere legati all'emergenza permette di spendere senza controlli 900 euro al mese per ciascuno immigrato, mentre per noi e per i Comuni che gestiamo i centri previsti dallo Sprar esiste l'obbligo di fatturazione e quindi non c'è manipolazione di danaro".

 

Sulla gestione delle loro case parla più diffusamente Angela Todaro (qui sotto nella foto) che si sofferma sul " legame che si costruisce nel tempo con questi ragazzi dandogli tutti gli strumenti per inserirsi nella vita futura".

 

La mia domanda è riferita a quanto in questi giorni sta avvenendo in Toscana - con il numero di telefono attivo per le famiglie che vogliano ospitare - esperienza che si sta diffondendo nelle regioni, con un segno + a mio avviso per la formidabile esperienza che possono fare le famiglie accogliendo un profugo dalla guerra o dalla miseria. Pilò parla di una idea già contenuta in un loro report, ma è la Todaro che risponde più diffusamente inserendo una riflessione interessante: " oltre al fatto di fare un'esperienza positiva, non nascondiamo questa integrazione di reddito che possono avere le famiglie al Sud, anzi potrebbe essere un'occasione di rilancio del mezzogiorno".

 

L'utilità dell'incontro sta nello sbrogliare la matassa che spesso è confusa dai titoli dei giornali o da articoli che girano intorno o raccontando la miseria nera della cronaca, o delle uscite dei leader politici.

 

Pilò parla di una polemica con il Quotidiano che titolava: "Migranti, solo in sette a posto per i documenti" specificando, in una lettera di risposta, che il richiedente protezione internazionale se fa ricorso la  Questura rilascia un nuovo permesso di soggiorno che continua a consentire la regolare permanenza del ricorrente sul territorio e questo dovrebbe essere, la condizione attuale della totalità dei richiedenti protezione internazionale laddove l'ente di tutela gestore della struttura di accoglienza agisca, come previsto dalle convenzioni sottoscritte con la Prefettura, a sostegno dell'effettivo esercizio del diritto da parte del richiedente protezione. 

 

Se appunto c ‘è questa professionalità, non nei Cas spesso gestito da improvvisate associazioni di volontari in una palestra, come la Ricciardi  di Taranto dove non c’è possibilità di alcun rapporto personale con i migranti.

Insomma l'Italia si attrezza per dare risposta a questo esodo che cambia il mondo, l'incontro di oggi è sicuramente sulle nuove regole, il Comune di Carosino parte col piede giusto.

Published in Taranto

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