ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

L’8 luglio inaugurazione della Mostra Personale dell’Artista Grazia Lodeserto nel Palazzo della Gran Guardia, dedicata a “Shakespeare” (Tragedie, Commedie e Drammi storici)

La mostra vanta la Monografia e cartella grafico-pittorica a cura di Giovanni Amodio, il Testo critico di Laura Sanna (Università di Cagliari) che sarà letto nel giorno dell’inaugurazione da Giovanna Beatrice Dei Giudici. Inoltre ci sarà l’intervento drammaturgico di Barbara Amodio: “Sulle ali del Bardo”. Musiche originali eseguite al pianoforte da Gianluca Pezzino. Presente anche la madrina della mostra Carolyn Smith.

L’Artista tarantina, Grazia Lodeserto, che nel suo percorso artistico cinquantennale ha dedicato trascrizioni pittoriche ai grandi della Letteratura mondiale, dopo Baudelaire, Yeats, Musil, Orwell, Beckett, Joyce, torna ad esporre con “Tuttoshakespeare ochiperlui” a Verona nel Palazzo della Gran Guardia dall’8 al 24 luglio 2016.

L’inaugurazione si terrà venerdì 8 luglio alle ore 18. L’ingresso è gratuito e sarà possibile visionare le opere ad orario continuato dalle ore 10 alle ore 19.30.

Con la sua ultima ultradecennale fatica, ha interpretato “TUTTOSHAKESPEARE” (Tragedie, Commedie e Drammi storici), attraverso 38 opere, tante quante sono i lavori del Bardo.

Un percorso unitario sull’intera produzione drammaturgica, attraverso il quale l’Artista ha inteso approdare con questo progetto ad un’ulteriore tappa del suo “Viaggio nell’uomo”.

Per le celebrazioni del 400° anniversario della morte di William Shakespeare, il Comune di Verona, “casa” di Romeo e Giulietta, ha prontamente accolto la mostra pittorica di Grazia Lodeserto.

La mostra, organizzata dall’associazione culturale “Le Nuvole Teatro”, vanta la Monografia e cartella grafico-pittorica a cura di Giovanni Amodio, il Testo critico di Laura Sanna (Università di Cagliari) che sarà letto nel giorno dell’inaugurazione da Giovanna Beatrice Dei Giudici. Inoltre ci sarà l’intervento drammaturgico di Barbara Amodio: “Sulle ali del Bardo”. Musiche originali eseguite al pianoforte da Gianluca Pezzino. Presente anche la madrina della mostra Carolyn Smith. Organizzazione a cura di Marcello Lodeserto.

L’Artista per sintetizzare l’intento centrale della sua operazione estetica, riporta in locandina la seguente citazione: “WilliamSHAKESPEARE: Scuotiscena del paese, il suo FUOCO dilaga ancora, non a distruggere e consumare, ma a riscaldare e fecondare animi, menti ed espressioni artistiche.”GWEN GLI AMICI DI SPINO per Agorà

L’artista tarantina Grazia Lodeserto, che ha allestito oltre 150 mostre personali in Italia ed all’estero (Francia, Germania, Irlanda, Austria, Inghilterra ed U.S.A), terrà la conferenza stampa di presentazione delle Mostra pittorica “TuttoShackespeare ochiperlui” il 7 Luglio 2016 alle ore 12.40, nella sala Arazzi di Palazzo Barbieri di Verona.

 

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Si inaugurerà alle 18.00 del 6 luglio 2016, il “Cortile della Memoria” presso il Museo dell’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia dall’internamento dalla Guerra di Liberazione e loro familiari). Questo tributo di artisti contemporanei a cura di Francesca Pietracci, va ad arricchire la mostra permanente “Vite di Internati Militari Italiani”.

Il Cortile della Memoria

Sculture site specific di

Alberto Baumann

Giulio Gorga

Gianluca Murasecchi

Pàl Németh

Justine Peyser

Kilarski Robert Waldemar

A cura di

Francesca Pietracci

Inaugurazione

Mercoledì 6 luglio 2016

ore 18.00 – 21.00

ANRP

Via Labicana, 15/15° - Roma

Info 067004253 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Cortile della Memoria

Francesca Pietracci, curatrice

 

Il progetto di sculture per il Cortile della Memoria è iniziato da circa un anno con le opere site specific di Gianluca Murasecchi, i corpi “Resilienti” dei prigionieri. Un lavoro quasi astratto, ma allo stesso tempo molto comunicativo attraverso le sue linee di forza e di tensione estreme.

E’ poi arrivata l’opera di Pàl Németh, “Gestazione di un ponte”, realizzata dall’artista nella suo studio-fonderia di Pécs, in Ungheria. Anche questo è un tema toccante, connesso anche alla situazione socio-politica del suo paese. Il suo lavoro rappresenta un muro in terracotta che si squarcia e che aprendosi mostra l’embrione di un ponte realizzato in bronzo.

Sempre legata alla tematica del muro, come simbolo di prigionia e chiusura, è l’opera di Kilarski Robert Waldemar, artista polacco. Ma questa volta l’elemento che permette il superamento delle barriere è un  leggero aquilone in lamiera, che cerca di liberarsi dal filo spinato. L’opera, intitolata “Oltre il muro, la libertà”, cattura l’attenzione di grandi e piccoli, con il suo forte significato non disgiunto da un concetto appartenente all’immaginario collettivo e riguardante il desiderio di volare.

 

Alan David Baumann ha invece donato l’opera “Se esco vivo da qui” di suo padre Alberto, toscano di padre ungherese, che ha subìto in quanto ebreo le discriminazioni razziali durante il periodo nazifascista. La scultura rappresenta un quadro in ferro, con un largo squarcio al centro che lascia scoprire la scritta e un gancio appuntito nella parte bassa. Anche qui speranza e dolore si fondono sintetizzando la vita di un uomo diventato artista e scrittore dopo le dure vicende che lo hanno coinvolto.

L’opera di Justin Peyser, artista di New York, riprende il tema della bisaccia, già da lui elaborato l’anno precedente per una complessa installazione. In questa occasione, tuttavia, si tratta di un ipotetico “Zaino del prigioniero” all’interno del quale si trova ingabbiata una grande chiave. Con essa si potrebbe aprire l’antica serratura che pende verso il basso come un pendolo, ma l’azione risulta essere molto difficile, quasi paradossale. Come a dire che per liberarsi dalle catene si devono usare cuore, forza e intelligenza.

A chiudere questa prima serie di opere per il Cortile della Memoria è l’opera intitolata “Tempo e Memoria” di Giulio Gorga, una stele realizzata in travertino romano, la stessa pietra con la quale è stato edificato il vicino Colosseo. Sulla sua facciata è inciso un cerchio interrotto da una freccia, la circolarità naturale del tempo viene bloccata, come la storia dell’umanità violata a causa di vecchie e nuove forme di prigionia.

Ma  di fronte a queste ignominie si può dire “No!”, come hanno fatto eroicamente numerosi Internati Militari Italiani costretti al lavoro coatto per il rifiuto di collaborare con la Germania nazista e con l’Italia fascista di Salò. Molte delle loro storie sono raccontate nella mostra permanente “Vite di IMI”. Anche nel percorso espositivo, nella Biblioteca e nell’Archivio sono presenti opere d’arte contemporanea: “Altrove” di Anna N. Mariani, “Prigioniero” di Rinaldo Capaldi, “Prigioniero di via Tasso” di Georges de Canino, “Shoah” di Eva Fischer e “Mio padre” di Enrico Pietracci.

 

invito

Alberto Baumann è nato a Milano nel 1933, ma è cresciuto in Toscana ed è stato adottato all’inizio degli anni cinquanta dalla città di Roma, dove si è spento il 1° novembre 2014.

Dopo la nascita di Alberto, la famiglia si stabilì a Montecatini Terme. La madre, Estelle, scomparve quando aveva sei anni. Il padre Alessandro - giornalista ungherese ed inviato di guerra nel primo conflitto mondiale del XX secolo -, fu spedito al confino dal regime fascista in quanto ebreo, apolide e perché ne aveva rifiutato il distintivo. Alberto dovette perciò crescere con i nonni e con la “banda” della sua strada, di cui era il più piccino.

Le peripezie di quegli anni hanno sempre accompagnano la sua estesa fantasia,  quasi nutrendola. Prima i svariati modi per procurarsi del cibo, poi, per fuggire alle persecuzioni dei nazisti che avevano occupato Montecatini, la fuga nelle campagne toscane ed il rifugio presso dei gitani fiorentini, dai quali ha appreso varie arti circensi.

Culturalmente, come i più indottrinati geni artistici, Alberto Baumann è stato cittadino di quel mondo perverso, senza scrupoli, duro, ma egualmente tenero e romantico; preciso ma dispersivo e soprattutto insaziabile ed infinito: quel mondo che ha per lui rappresentato il legame tra la fantasiosa epopea artistica e la nuda realtà.

E' stato giornalista per gran parte della sua vita, iniziando come corrispondente da Montecatini per La Nazione di Firenze, poi collaborando con Il Mondo di Pannunzio e con L’Umanità diretta da Aldo Garosci. E’ stato fra i fondatori del mensile Shalom. Scrittore e poeta, ha pubblicato la selezione di racconti  Se esco vivo da qui (1969) e le raccolte di poesie Il sapore delle cose (1968) e Ti presento il Signore Dio tuo (1970). E' stato inoltre tra i precursori delle televisioni commerciali, collaborando nell’organizzazione del palinsesto di una delle prime televisioni private di Roma, la GBR, per la quale ha creato e diretto delle trasmissioni divenute poi dei format di successo.

Dai primi anni Ottanta, ha espresso il suo estro attraverso la pittura e la scultura:    “... Se sei un poeta – diceva -, anche dipingendo un quadro puoi scrivere dei versi”.

La sua opera pittorica si ispira al primo astrattismo, benché nelle sue composizioni siano riconoscibili, in grado o misura diversi, elementi figurativi che danno al suo discorso una personalissima piega filosofica di origine letteraria, con diretti richiami a poeti come Paul Celan, Giuseppe Dessì, Giacomo Noventa, Salvatore Quasimodo e ad amici come Sandro Penna, Alfonso Gatto, Rafael Alberti. Fonte di ispirazione del suo agire di getto col pennello sono anche le musiche di compositori a lui particolarmente cari quali Chopin e Mahler, ma anche Max Bruch, Gershwin, Burt Bacharach e l’amico Ennio Morricone; nonché le voci di Sinatra, Nat King Cole, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Dean Martin.

 

Anche gran parte delle sue sculture rappresentano le intuizioni ricevute, ma a volte dettate, da musica, poesia e letteratura, dall’arte di cui Alberto si nutriva e respirava sin dal suo arrivo a Roma negli anni cinquanta.

 

BEATRICE

 

 Le ha tramutate in totem di ferro, aggrovigliamenti di emozioni da palpare 

 

La sua arte ha trovato immediatamente riscontro positivo negli Stati Uniti d'America. Sono numerosi i suoi collezionisti in California, Florida e a New York.statue che gemono ad ogni sussurro del vento, pietre che sfidano le intemperie, vortici che si incuneano nei pensieri.

 

Con estrema naturalezza, Alberto Baumann ha giocato con le forme e i colori, interpretando vari ruoli. I contendenti – rincorsi o rincorrenti – rappresentano episodi di passione, ma anche di malavita, e  tentano tutti di deviare il corso degli eventi, strappandolo da una realtà spesso crudele ed “incollandolo” o “materializzandolo” in segno di liberazione.

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Potremmo titolare così quello che andrete a vedere visitando la mostra che si terrà, dal 9 al 24 luglio, presso il Complesso Monumentale di San Severo al Piedino in via Duomo, 286 a Napoli. 
".... una passeggiata nell'arte da ieri ad oggi....

Con tre ex allievi del Palizzi";  due artisti "Salentini", Patrizia Angelozzi ceramista e Giovanni Rollo scultore polimaterico, insieme a Domenico Rea, valente pittore napoletano, dopo aver scoperto di avere in comune la passione per l'arte, di aver frequentato da studenti l'Istituto d'Arte "F. Palizzi" di questa città, danno  luogo a questo evento unico e straordinario.

Tale incontro serve, a rievocare le loro radici formative e  a presentare alcuni dei momenti  più significativi della loro personale attività sviluppatasi nel corso degli anni e non priva di grandi soddisfazioni e riconoscimenti. Possiamo dire che questa mostra racchiude in sé tre momenti diversi: "nostalgia di gioventù", un momento di antologica personale e una riflessione sui risultati raggiunti.

lion per agorà
Si approfitta della presente per ringraziare sentitamente il Comune di Napoli, nella persona del Sindaco e tutti coloro che hanno collaborato in maniera fattiva al coronamento con successo di questo sogno.

La mostra è aperta al pubblico nei giorni dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle ore 19,00.

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Domenica, 20 Settembre 2015 09:04

Parma - Ponte Navetta, 87 idee in mostra

Si inaugura lunedì 21 settembre alle ore 17,30 al Workout Pasubio in via Palermo la mostra dei progetti in concorso per il futuro ponte della Navetta.

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La canapa, conosciuta e utilizzata da sempre in ogni parte del mondo, ha visto nell'ultimo secolo un lento abbandono, tanto nella produzione quanto nella diffusione. Solo recentemente sta tornando a farsi spazio, attraverso un rinnovato interesse sociale ed economico e grazie all'opportunità che dà al piccolo produttore di ovviare alla crisi con coltivazioni a basso costo.

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La Regione Emilia-Romagna inaugura martedì 8 settembre la mostra “Alberto Manzi. Un maestro nell'Italia che voleva crescere”.

L'inaugurazione della mostra antologica dedicata alla figura del maestro bolognese si terrà alle ore 13.00, alla presenza della Presidente dell'Assemblea Legislativa Simonetta Saliera, nella sede regionale di Viale Aldo Moro 50 a Bologna. L'esposizione, realizzata da Segreteria e Gabinetto del Presidente dell’Assemblea legislativa, in collaborazione con il Centro Alberto Manzi, sarà visitabile fino al 8 ottobre 2015.

Il maestro Manzi è passato alla storia per la trasmissione televisiva degli anni Sessanta “Non è mai troppo tardi” - attraverso la quale ha insegnato a scrivere e a leggere ad almeno un milione di italiani – ma, nella sua lunga attività, ha insegnato anche nelle carceri, tra gli indios del Sud America e per gli extracomunitari immigrati in Italia.

Per saperne di più

Azioni
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ROMA - In occasione della XVI edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, intitolata “Ponti & AttraversaMenti”, l’Accademia d’Ungheria in Roma presenta la mostra personale di Eva Fischer “Mare Nostrum - Ponti e Architetture Mediterranee”.
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Fino al 31 ottobre sarà possibile seguire un percorso alternativo a quello classico nelle sale di Palazzo Te: il Banchetto degli dei Dei.

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Giovedì, 27 Agosto 2015 15:56

Mostra - Massimo Turlinelli "Di-Visioni"

Curatore, Gerardo De Simone

Galleria  NUVOLE VOLANTI, via Castello, CASTELFALFI  (Montaione, Fi)

Inaugurazione, sabato 29 agosto, ore 17:30

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 Cuneo E’ stata inaugurata martedì 25 agosto, nella Sala Mostre della Provincia, la mostra d’arte “Il corpo visitato” di Fabrizio Boffelli che sarà visitabile fino al 2 settembre.

Published in Cuneo

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