ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Il consigliere comunale Angelo Di Lena interviene nuovamente sulla situazione di degrado in cui versa la pista ciclabile di Pulsano oltre le case nei pressi di Montedarena confiscate alla mafia :

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Pista ciclabile, presentato un progetto di ampliamento ieri alle 16,00 a Palazzo De Falconibus. Le considerazione del consigliere Angelo Di Lena.

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Partendo dalle sorgenti del Piave, in provincia di Belluno, la ciclabile ti porta fino al mare Adriatico, vicino Jesolo in provincia di Venezia. Un percorso che va dai 1.700 metri di quota al livello del mare

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Nuovo importante tassello della rete ciclabile cittadina - 

E' stato ultimato il collegamento pedociclabile tra S.Giacomo e Bolzano.

Lavori di realizzazione al via lunedì 24 ottobre. Lunedì 24 ottobre avranno inizio i lavori di realizzazione del marciapiede e della pista ciclabile in via Maso della Pieve.

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Mirko Tutino Assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni del Comune di Reggio Emilia interviene rispondendo ai rilievi posti dalla cittadinanza sul perchè e sul come si sta realizzando una pista ciclabile

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Dopo la conversazione di ieri sera con il consigliere Capriulo circa i milioni che il Comune di Taranto sta spendendo per la "pista ciclabile di Viale Magna Grecia" alla sua affermazione che per quanto riguarda il verde tra vecchi e nuovi alberi non ci sono riduzioni, mi sono permesso di vedere su google hert e fare i giusti raffronti.

E qui non c'è nessun paesaggista che potrà smentirmi se dico che togliere un albero adulto di 50 anni non è la stessa cosa rispetto alla piantumazione di una pianta giovane.

 


Quelle giovani sono piante, che lo scrivente ricorda ai primi anni 60, quando con la sorella più grande passeggiava per Viale Magna Grecia, mi fa dire a quale generazione stiamo consegnando questo paesaggio? Vale la sottrazione massiccia di verde urbano per una pista ciclabile che al massimo sarà utile per passeggini? Inciderà questo, secondo quanto previsto dalla legge per una diversa mobilità?
Domande aperte che trovano già qualche risposta.
Qualunque ciclista, da me interpellato, ha detto che una pista spezzettata ogni duecento metri con la gimcana tra il traffico con tre attraversamenti per rientrarvi che porta alla fine ad oltre venti attraversamenti difficoltosi in una strada al alto scorrimento non serve a nulla, è stressante e persino pericolosa. Meglio, a questo punto un più tranquillo  percorso lineare al lato della strada, come sempre. 
Poi le aiuole poste al lato, pur belle come arredo urbano, creano un serpentone lungo che dovrà avere una costante e continua manutenzione. Abbiamo già esperienza di tante installazione di verde poi abbandonate all'incuria e al degrado, non era meglio un marciapiede sconnesso e tanto verde? Chi frequenta Roma vede anche in periferia alberi centenari e marciapiedi sconnessi ma il paesaggio, il microclima, l'assorbimento di Co2 ripaga anche scarpe rotte.


Le foto sono emblematiche dello svuotamento operato. Mi chiedo le organizzazioni del paesaggio che vogliono fare? Le associazioni ambientali che vogliono dire? La foto con la quale chiudo questo sfogo iniziale è inequivocabile: ecco cosa si sta perdendo (questa parte ancora visibile su google) (rdg)

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Cuneo Si chiama “Via del mare” ed è il progetto di pista ciclabile delle Langhe per recuperare a scopi turistici l’ex sedime ferroviario della Bra-Ceva. La Regione Piemonte lo ha inserito tra i 32 studi di fattibilità appena approvati, finanziandolo con 49.700 euro. E’ il primo passo concreto per ottenere dall’Europa le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera (circa 1,6 milioni di euro).

Il progetto prevede di recuperare il percorso dell’ex ferrovia Bra-Ceva per farne una lunga pista ciclabile da Pollenzo fino a Ceva e poi ancora oltre, per collegarsi alla già esistente pista Imperia-Sanremo con diverse diramazioni, tra cui la Mondovì-Bastia. La pista ciclabile ha ottenuto il consenso di 40 Comuni della Granda, oltre ad enti e associazioni ed il sostegno della Regione Piemonte. La Provincia, tramite il consigliere provinciale delegato al Turismo Rocco Pulitanò, è l’ente coordinatore del progetto che si avvale anche del sostegno del’europarlamentare Alberto Cirio e del presidente del Calso, l’acquedotto delle Langhe sud Occidentali, Marco Botto.

L’ipotesi progettuale, già definita dall’Ufficio Tecnico della Provincia fin dal 2008, è stata integrata con l’inserimento della tratta Ceva-confine Piemonte, confermando il percorso del Tanaro come dorsale ciclabile tra Alba, Cherasco, Ceva e Ormea. Il documento cuneese è stato  inserito nel più ampio “Progetto di rete ciclabile di interesse regionale”. dai sindaci per condurre le trattative con Fs, proprietarie del sedime. Mancano, però, i soldi per un investimento da un milione e 600 mila euro. Così i 14 Comuni dell’ex ferrovia hanno un «piano B»: proporre alle Fs un comodato d’uso gratuito, per ottenere in concessione, almeno 50 anni, il sedime.

“Se ne parla dal 1994 – ha detto Pulitanò – e in un anno siamo riusciti a mettere insieme i Comuni su questo progetto che vuole promuovere e valorizzare il territorio a livello turistico. Sono contento del risultato non solo per questo studio di fattibilità, ma anche per quello delle altre ciclovie, riconosciute come un elemento di sviluppo economico e turistico insieme”.

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Appello di Pignatelli: Necessario diffondere la cultura della bicicletta ed educare al rispetto delle norme stradali

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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