ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno il gruppo di giovani “ciceroni” faranno da guida ai visitatori per raccontare - in italianoinglese e spagnolo – l'antico complesso delloSpedale dei Poveri, voluto da Francesco Sforza e ideato da Antonio di Pietro Averlino, detto il Filarete, per ospitare un luogo di cura all'avanguardia per la storia cittadina e non solo.

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La nave Vittorio Veneto potrebbe restare a Taranto. E’ una delle novità emerse, ieri pomeriggio, dall’incontro del tavolo interistituzionale per Taranto tenutosi a Roma e proposta, in fase di discussione, dal consigliere regionale Gianni Liviano, al tavolo in rappresentanza, insieme all’assessore  Curcuruto e al dirigente dott. Pasquale Orlando, della Regione Puglia.

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Le organizzazioni di ricerca esortano il Parlamento Europeo a incoraggiare nella società ilrispetto per le consulenze scientifiche indipendenti e a condannare unanimemente e incondizionatamente i recenti attacchi all'EFSA (European Food Safety Authority), rinnovando il supporto alla ricerca e all'investigazione scientifica indipendente e promuovendo misure di prevenzione degli attacchi indirizzati a scienziati e strutture di ricerca.

L'iniziativa - lanciata il 1° luglio dall'EPSO, organizzazione accademica indipendente che rappresenta più di 226 istituti, dipartimenti e università di ricerca di oltre 30 paesi europei - è stata sottoscritta in prima istanza da 35 organizzazioni e sta raccogliendo adesioni in tutto il mondo.

L'adesione dell'Università Statale di Milano compare già nel primo aggiornamento della lettera aperta, che verrà pubblicato l'11 luglio sul sito dell'EPSO.

L'appello di ricercatori e scienziati prende le mosse dagli attacchi subiti di recente dall'EFSA, organismo per le consulenze scientifiche indipendenti sui rischi connessi all'alimentazione, che il 7 giugno ha ricevuto, nella sede di Parma, un pacco contenente materiale esplosivo indirizzato a uno dei suoi scienziati.Prince

firmatari della lettera aperta vedono in questo e in altri attacchi simili, che si stanno verificando in vari paesi nel mondo, unpericoloso atteggiamento di ostilità alla Scienza e per questo hanno deciso di reagire con forza appellandosi al Presidente del Parlamento Europeo, perché difenda l'apertura e la trasparenza dei processi scientifici e intellettuali.

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Torna il Premio di Laurea "Ermanno Olmi", dedicato dall'Università Statale di Milano al grande regista del cinema italiano e riservato alla migliore tesi di laurea magistrale sul nostro cinema discussa presso una delle Università lombarde.

Il premio di studio - del valore di 3 mila euro - è destinato a tutti i laureati negli anni accademici 2014-2015 o 2015-2016, con tesi discussa entro il 31 luglio 2016.

Il termine per candidarsi è il 30 settembre, mentre l'assegnazione del Premio "Ermanno Olmi" si terràin novembre, durante la serata conclusiva della rassegna "Statale Cinema" in partenza in ottobre.

Il premio - istituito dall'Università Statale nel 2015 - è un piccolo segno di gratitudine per l'opera poetica del Maestro Ermanno Olmi, legata a Milano fin dagli esordi e "che ha arricchito e nonna iolandaarricchisce - si legge nelle motivazioni - non solo il cinema ma anche le nostre vite di spettatori e di cittadini, cogliendo con partecipazione morale e con levità espressiva i profondi mutamenti del Paese e posando il suo sguardo poetico sulla dignità e sul coraggio degli uomini e delle donne".

Tutte le informazioni e il modulo per partecipare sono disponibili nella pagina dedicata ai 'Premi di studio' del portale unimi.it.

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nonna iolandaFIRENZE - Cambiano le regole per le borse di studio destinate agli universitari, sia per quelle in denaro che per quelle in servizi.

Saranno il presidente della Regione, Enrico Rossi e la vicepresidente con delega all'università, Monica Barni, ad illustrare le novità in materia nel corso di una conferenza stampa che si tiene oggi, lunedì 4 luglio, alle ore 11.00, presso la sala stampa Maria Grazia Cutuli in Palazzo Strozzi 

 

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Presso il dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università Statale di Milano nasce il Laboratorio di Benessere animale, Etologia applicata e Produzioni sostenibili.

Il Laboratorio - presente in Rete con un proprio sito web - riunisce un gruppo di docenti,ricercatori e tecnici di area veterinaria della Statale, che da oltre 40 anni si occupa a 360° della"cura" di animali da compagnia, selvatici e di allevamento, con al centro delle proprie attività di ricercadidatticaformazione e divulgazione il benessere animale.

Priorità che vede il Laboratorio - referente dell'Ateneo e unico membro italiano del Network University LINKs UFAW (University Federation for Animal Welfare) - capofila o partner di progetti nazionali e internazionali nell'ambito dell'etologia applicata, della valutazione del benessere degli animali di interesse zootecnico e da compagnia, delle produzioni animali in relazione all'ambiente, della fauna selvatica.

Attività di ricerca che si è tradotta non solo in libri e pubblicazioni scientifiche, ma anche in una serie di mezzi e momenti di divulgazione - video, eventi divulgativi, seminari e workshop - per diffondere i risultati del proprio lavoro e che sono facilmente consultabili sul sito del Laboratorio di Benessere animale.

Rilevante anche l'impegno del Laboratorio in attività di forte ricaduta per il benessere animale, come la creazione nel 1998 dell'Ambulatorio per i problemi comportamentali del cane e del gatto, con visite e diagnosi condotte da veterinari specializzati, o l'introduzione di metodi e protocolli innovativi per valutare dolore e benessere di capre, pecore, cavalli, asini e tacchini (su cui sono state sviluppate anche delle app) nell'ambito del Progetto europeo Awin (Animal welfare indicators).

Ottima ricerca si traduce in ottima didattica e in percorsi di formazione qualificata anche per operatori del settore (veterinari, tecnici, allevatori).

Oltre ai corsi di laurea triennale e magistrale nell'ambito della Medicina veterinaria e delle Scienze delle produzioni animali, il Laboratorio è impegnato in corsi di formazione post-laurea, come una scuola di specializzazione e numerosi corsi di perfezionamento con focus su etologia applicata, benessere animale, medicina comportamentale, produzioni animali e cooperazione allo sviluppo.

Il Laboratorio, infine, è l’unico in Italia a ospitare programmi di residency per preparare il medico veterinario all'ottenimento del Diploma ECAWBM (European College Animal Welfare and Behavioural Medicine).

Per informazioni
Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Medicina Veterinaria
Laboratorio di Benessere animale, Etologia applicata e Produzioni sostenibili
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Martedì, 28 Giugno 2016 16:19

Il clima del pianeta nelle polveri fossili

Le previsioni del clima futuro sono anche questione di sfere Grazie a un nuovo metodo di analisi delle particelle conservate nei ghiacci dell’Antartide i ricercatori di Statale e Bicocca hanno ottenuto stime più precise per interpretare meglio l’effetto delle polveri naturali sull’effetto serra e sul riscaldamento globale.  

 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Milano, 16 giugno 2016 ‐ Grazie ad una innovativa tecnica di misurazione e a una “storica” carota di ghiaccio estratta negli anni 70 dalle profondità dell’Antartide orientale – mai studiata finora ‐  un gruppo di ricercatori di Statale e Bicocca ha potuto studiare le proprietà delle microparticelle delle polveri minerali intrappolate negli strati di ghiaccio, ricavandone informazioni sul loro impatto sul clima del Pianeta. Il risultato è stato davvero rilevante: l’effetto della non‐sfericità delle particelle influisce sulla radiazione trasmessa alsuolo attraverso l’atmosfera con variazioni fino al 30 per cento.

 

Essendo tale parametro direttamente legato al forcing radiativo, ovvero alla quantità di energia trasmessa a terra dalle microparticelle sospese, questa metodologia innovativa fornirà, una volta applicata in modo intensivo alle carote di ghiaccio polari, una più corretta stima del loro contributo alle variazioni del clima terrestre. Allo studio, i cui risultati sono appena stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature (Shape and size constraints on dust optical properties from the Dome C ice core, DOI: 10.1038/srep28162) ha lavorato una squadra di ricercatori composta dal professor Valter Maggi, dalla dottoressa Barbara Delmonte, dell’Università di Milano‐Bicocca, e dal dottor Marco Potenza dell’Università degli Studi di Milano, che ha sviluppato anche la tecnologia utilizzata per l’indagine: la SPES (Single Particle Extinction and Scattering), che ha consentito di analizzare migliaia di microparticelle in pochi minuti. «Non siamo i primi a dire che la forma di queste particelle è importante – hanno osservato Maggi, Potenza e Delmonte – ma siamo stati i primi a misurarla direttamente nelle polveri “fossili” e  a valutare il loro impatto sul clima. Le polveri tendono ad avere un effetto climatico di raffreddamento anziché di riscaldamento e, se riusciamo a capire meglio il ruolo delle polveri nell’evoluzione climatica del passato, potremo prevedere con maggior precisione i cambiamenti climatici del futuro». Presso il laboratorio EuroCold Lab, grazie alla stretta collaborazione fra l’Università degli Studi di Milano‐Bicocca e l’Università degli Studi di Milano la tecnica SPES è stata applicata con l’obiettivo di misurare le proprietà delle microparticelle “intrappolate” negli strati di ghiaccio. Dopo oltre due anni di lavoro per mettere a punto le tecniche di indagine, anche attraverso accurate simulazioni numeriche, i ricercatori hanno ricavato le proprietà ottiche di centinaia di migliaia di particelle in diversi periodi climatici che coprono gli ultimi 25 mila anni.   Tutto questo è stato possibile grazie alla carota di ghiaccio di Dome C, lunga circa 950 metri, estratta dalle profondità dell’Antartide orientale fra il 1977 e il 1978 e maistudiata in precedenza: glistudiosi Ufficio Stampa Università Statale di Milano Anna Cavagna ‐ Glenda Mereghetti tel. 02.5031.2983 – 2025 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ne hanno analizzato numerosi spezzoni dalla lunghezza di mezzo metro e dal diametro di 10 centimetri, sezionandoli per ottenere campioni di pochi grammi.  

 

Le particelle, infatti, vengono conservate negli strati di ghiaccio che, depositati anno dopo anno, raccontano la storia di ciò che si trovava nell’atmosfera nei millenni passati. Questo ha permesso di ricostruire come le polveri minerali naturali influenzassero il clima del Pianeta prima che gli esseri umani con l’industrializzazione ne modificassero il comportamento. L’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) aveva evidenziato nel 2013 come uno dei fattori di maggiore incertezza nella stima dell’effetto delle polveri sul clima – al di là della loro variabilità spazio‐temporale – fosse dato dalle proprietà ottiche delle particelle sospese in aria. Queste ultime sono legate alle dimensioni, alla forma, alla rugosità superficiale e alla mineralogia delle microparticelle stesse. Fino ad ora, solo le dimensioni erano conosciute, mentre la loro forma era genericamente accostata a quella sferica. Il metodo SPES (Single Particle Extinction and Scattering) ha permesso disuperare l’approssimazione sferica grazie alla velocità nelle misurazioni e alla misura di due parametri per volta, invece di uno solo, per ciascuna particella: extinction, l’estinzione, cioè la quantità di luce solare rimossa dalla particella, e scattering, ovvero la luce diffusa. È la prima volta che questo metodo innovativo viene applicato agli studi sul clima. Le carote di ghiaccio estratte dalla calotta dell’Antartide orientale contengono la più lunga e continua documentazione delle variazioni atmosferiche avvenute nel recente passato geologico e grazie alla perforazione “EPICA – Dome C” è noto che negli ultimi 800 mila anni la temperatura della Terra è ciclicamente variata, oscillando tra condizioni glaciali più fredde e fasi interglaciali più calde.

 

Nell’ultimo massimo glaciale, culminato 21 mila anni fa quando l’anidride carbonica era ai livelli minimi, il carico di polveri nell’atmosfera era notevolmente superiore rispetto ad ora e in Antartide il flusso di deposizione delle polveri era circa 30 volte più alto rispetto a quello dell’attuale periodo interglaciale, l’Olocene. La valutazione tramite modelli climatici dell’effetto delle diverse forme delle particelle minerali osservate è stato effettuato in collaborazione con il gruppo di ricerca guidato dalla professoressa Natalie Mahowald della statunitense Cornell University, con cui lavora il dottor Samuel Albani, laureato all’Università di Milano‐Bicocca.

fonte università di Milano

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FIRENZE – L’Università di Firenze ‘campionessa’ per gli studi sulle frane: è tra le prime al mondo per produttività scientifica nel campo della ricerca sul tema.

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Comunicare la scienza attraverso spettacoli, esperimenti, seminari e caffè scientifici. da roma e frascati a Trieste, Bologna, Milano,Ferrara, Bari, Cagliari, Pavia e Pisa

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Seminario e laboratori pratici tenuti dalla prof.ssa Antonella Poce. Il primo giorno presso il Must e gli altri presso il “Galilei - Costa” ed il “Virgilio”

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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