ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Diniego Ministero all’Ambiente: noi Verdi lo abbiamo sempre affermato, i cinque chilometri dalla costa vincolano lo scarico in mare dei reflui.Per noi Verdi, il progetto non era emendabile solo nella parte riguardante la destinazione finale dei reflui, ma andava rigettato in toto, a cominciare dalla sua localizzazione.

Published in Taranto

Riceviamo e pubblichiano nota della La federazione provinciale di Taranto dei Verdi

 

L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea ridà fiato e lena a tutti quei partiti che dell'insofferenza verso le istituzioni europee  hanno fatto il loro cavallo di battaglia, additandole come principali responsabili della crisi che attanaglia le popolazioni di vari Stati del continente.

Noi Verdi crediamo invece che occorra riformarle, quelle istituzioni, per riportarle ad essere coerenti con i principi ispiratori dell'Unione, che mossero l'Italia ad esserne tra i Paesi fondatori: primo fra tutti, la creazione di quella Europa dei popoli, inclusiva e solidale, di cui parlava Alexander Langer.

L'Europa attuale, pur con tutti i suoi gravi limiti, raccoglie non a caso il gradimento dei giovani, che colgono in essa l'opportunità di studiare, lavorare e fare impresa anche fuori del proprio paese.

C'è bisogno di più Europa, di rafforzare il ruolo del suo Parlamento, di unificare la legislazione dei singoli Stati in vari settori della vita economica e sociale. Occorre soprattutto che le decisioni dell'esecutivo non siano più frutto di compromesso, in cui gli interessi dei singoli governi vengano anteposti all'interesse comune.

Da questo punto di vista troviamo contraddittorio e fuorviante l'atteggiamento di alcuni esponenti del M5S che proclamano di voler istituire un referendum per far uscire l'Italia dalla zona euro, pur continuando a far parte dell'Unione Europea. Soprattutto perché nella Costituzione italiana vigente non è previsto l'istituto del referendum propositivo, ma solo abrogativo. Nel momento in cui i pentastellati chiedono il ricorso alla democrazia diretta per uscire dall'euro, stanno di fatto avallando la riforma costituzionale di Renzi e auspicando la vittoria del SÌ, in quanto proprio questa riforma prevede all'art. 71 l'introduzione del referendum propositivo e di indirizzo. Oltre tutto, l'applicazione dell'art. 71 è subordinata all'approvazione di un regolamento attuativo che è esso stesso legge costituzionale, quindi sottoposta ad un iter complesso e dai tempi incalcolabili.

Concentrare l'attenzione degli elettori su un percorso di uscita dall'euro quanto mai aleatorio e che presuppone di accettare la riforma costituzionale voluta dal governo non ci sembra un modello di linearità e chiarezza, in quanto finisce col rafforzare le ragioni del SI.

Noi Verdi della provincia di Taranto, al contrario, pensiamo che gli sforzi vadano concentrati nellaIMG per agorà difesa della Costituzione vigente attraverso tutte quelle attività di informazione degli elettori sui limiti, le contraddizioni e i veri e propri obbrobri della riforma, peraltro approvata da maggioranze variabili e a colpi di voti di fiducia, così ben illustrati il 25 giugno dal Procuratore di Torino, dott. Armando Spataro.

Ribadiamo il nostro NO alla riforma costituzionale e l'adesione al comitato per il No.

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore
Sostengo Agorà Magazine
Published in Taranto

Arezzo – Anche quest’anno l’estate aretina si mostra ricca di eventi musicali di grande livello che avranno corso fino al 18 agosto, l’Associazione Culturale Opera Viva ha dato spazio a professionisti e dilettanti per portare musica di grande qualità nelle “Terre D’Arezzo”. Un programma ricchissimo per appassionati di ogni forma d’arte musicale.

Fra le numerose iniziative sarà di scena anche la formazione corale, Firenze Vocal Ensemble” (http://www.firenzevocalensemble.it/)  sempre seguita dal  Maestro Ennio Clari, che con la sua passione e competenza ha ottenuto successi notevoli  portando i coristi ad un livello molto interessante ed apprezzato in Firenze ed in tutte le città ove si sono tenuti i concerti. Attualmente Il nuovo gruppo corale con la nuova denominazione   conta circa trentacinque  elementi. Il suo repertorio si è arricchito nel tempo e si arricchisce ogni anno di musiche di generi diversi, moderne e contemporanee, sacre e profane, di cori lirici, eseguiti in lingua originale, a cappella, con accompagnamento strumentale o sinfonico. L’Ensemble sarà presente quindi anche in questa edizione aretina del festival con Verdi e Puccini, nella splendida cornice del cortile del castello di Valenzano in località Subbiano.

La manifestazione si terrà il 13 Luglio alle ore 21.15 all’interno del castello di Valenzano, in programma la pregevole opera giovanile di Giacomo Puccini, Missa di Gloria, Princel’accompagnamento e affidato  al  duo pianistico composto dai Maestri Andrea Trovato e Francesco Romano; le voci soliste sono del tenore Luca Canonici e del baritono Carlo Morini. Il concerto terminerà con l’esecuzione del Va pensiero di Giuseppe Verdi. Direttore Maestro Ennio Clari.

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore
Sostengo Agorà Magazine
Published in Arezzo

Riceviamo e Pubblichiamo

I Verdi della provincia di Taranto aderiscono alla terza edizione del Gay pride Puglia, che si svolgerà a Taranto domani, sabato pomeriggio 2 luglio, con un corteo dal parco delle mura greche fino al centro cittadino.
Invitiamo i tarantini a partecipare a questa iniziativa che, nell'intenzione degli organizzatori, "sarà un modo per rivendicare tutti quei diritti che ci appartengono, come esseri umani: il diritto al lavoro, alla salute, ad autodeterminarci, alla libertà, all’amore. Insieme siamo più forti, insieme dobbiamo continuare a lottare per cambiare le cose, affinché nessuno si senta escluso e tutte e tutti possiamo avere gli stessi diritti."
 
Ricordiamo che tra i principi del nostro statuto vi è scritto:
 
"Verde è chi riconosce il valore e la ricchezza di genere e promuove l’effettiva rappresentanza di donne e uomini ad ogni livello organizzativo ed elettivo, riconoscendo il valore e la ricchezza della differenza di orientamento sessuale e di identità di genere all’interno della Federazione come nella società, e ritenendo cardine dello sviluppo di una piena coscienza ecologista la valorizzazione della differenza in ogni sede di elaborazione e decisione."

Troviamo francamente discutibili tutte le polemiche che sono state fatte contro la presenza dei referenti delle istituzioni locali e regionali alla manifestazione. Sarebbe stato ancora più grave se l'amministrazione comunale e quella regionale non avessero dato il patrocinio morale al Gay pride o se addirittura lo avessero ostacolato dal punto di vista organizzativo, come è successo altrove da parte di amministrazioni di destra. Dopo di che, il nostro giudizio politico sulle persone che presiedono tali amministrazioni è basato sulle loro scelte e lo abbiamo già espresso.
 
Noi saremo al corteo dei diritti senza inutili distinguo. 
La federazione provinciale di Taranto
Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore
Sostengo Agorà Magazine
Published in Taranto

Taranto è una delle città italiane che sono state sfregiate dall'industria pubblica e privata. La creazione di una No Tax Area è il modo per risarcire le popolazioni locali e rilanciare l'economia e restiamo interdetti nello scoprire dai media nazionali che il Governo sta valutando la fattibilità di crearne due, a Milano e a Bagnoli, per attirare multinazionali che probabilmente intendono spostare gli uffici di Londra verso un Paese rimasto nell'Unione europea.
Nel ricordare che la No Tax Area era prevista già nel programma della coalizione di liste civiche ed ecologiste "Taranto respira" candidatasi alle amministrative 2012 e in tutte le proposte successive, chiediamo al Governo di inserire anche la nostra città nei siti destinatari di interventi di fiscalità agevolata.  L’Unione europea li può autorizzare su proposta del governo interessato e nel rispetto di due limiti: uno temporale e l’altro territoriale. Noi torniamo a chiedere al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la No Tax Area con riferimento al territorio cittadino di Taranto e per una durata di cinque anni, prorogabile a dieci, per creare le condizioni per attrarre investimenti internazionali utili a creare nuovi posti di lavoro che compenserebbero, anche se solo in parte, i gravi danni ambientali e di perdita di chances provocati dalle industrie di Stato e non negli ultimi 50 anni.
Nel momento in cui il Parlamento sta convertendo in legge il decimo decreto che da una spallata all'ordinamento giuridico, ci sembra poco seria l'ipotesi di creare due no tax area altrove, mentre qui l'economia muore.
Ricordiamo inoltre al Governatore della Puglia che anch'egli può richiedere alla Presidenza del Consiglio del ministri e a quella della Commissione europea di attivare quanto prima il regime della “No Tax Area” per Taranto, poiché creerebbe opportunità che
Taranto non può perdere!

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore
Sostengo Agorà Magazine
Published in Taranto
Sabato, 12 Settembre 2015 17:03

Verdi Puglia: " Emiliano indigesto per Renzi?"

 In una lettera firmata I commissari regionali Simona Internò – Maurizio Parisi dei Verdi intervengono sull'assenza di Renzi alla fiera del Lavante avendo preferito assistere alla finale mondiale rosa italiana di tennis, targata anch'essa Puglia. Ecco il testo 

"Renzi non si presenta all'inaugurazione della fiera del levante preferendo volare a New York per assistere alla finale degli US Open tra le due tenniste pugliesi pennetta e vinci.

E dopo Berlusconi ecco Renzi snobbare la Puglia e le sue tante criticità economiche sociali e ambientali.

Che a Renzi non piacciano le contestazioni è ormai accertato ma che potesse fare uno sgarbo istituzionale di tale portata neanche il presidente Emiliano poteva immaginarlo.

Ma se il neo presidente Emiliano è sempre pronto a giustificare il comportamento del presidente del consiglio noi Verdi riteniamo tale comportamento una vera e propria provocazione.

Sappia caro Renzi che quella Puglia che oggi è su tutti i giornali del mondo per la straordinaria impresa della brindisina Pennetta e della tarantina Vinci è la stessa Puglia che quotidianamente combatte contro l'ilva e la centrale a carbone di Cerano contro la tap e l'eradicazione degli ulivi secolari in Salento, contro gli inceneritori e le trivellazioni che il suo governo ha voluto con il decreto sblocca Italia.

E fuggire a New York non le servirà ad evitare che si possa arrivare al referendum abrogativo dell'art 35 del decreto sviluppo del 2012 e degli art 37 e 38 del decreto Sblocca Italia grazie alla decisione presa all'unanimità nella conferenza dei presidenti e dei consigli regionali i quali, accogliendo la proposta referendaria del “movimento no triv” hanno deciso di chiamare a deliberare sulla stessa tutti i consigli regionali.

Partecipare ai successi di due atlete pugliesi non le servirà, caro Renzi, a far dimenticare, a tutti i Pugliesi che l'attendevano, lo sgarbo di oggi".

Published in Bari
Giovedì, 03 Settembre 2015 07:09

Verdi Manduria: depuratore, anno zero?

La notizia che alcuni Consiglieri regionali della fascia Jonica si incontreranno venerdì prossimo a Bari con i vertici dell’Assessorato ai L.L. Pubblici e di Aqp per approfondire la questione del depuratore di Manduria, se da un lato ci rassicura circa l’interesse che i suddetti Consiglieri nutrono per la vicenda, dall’altro non può non destare in noi molte perplessità.

Published in News Ambiente

Le trivelle nei mari pugliesi non sono più solo una minaccia ma una realtà, documentata dalla foto che riprende mezzi navali all'opera nel mare antistante il comune di Rotondella, apripista in questa dannata corsa all'oro nero nello Ionio. Intanto ai proclami dei Presidenti delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria e Abruzzo non hanno sinora fatto seguito passi concreti.

Nessuna di queste regioni, infatti, ha ancora deliberato la proposta di referendum abrogativo dell'art.35 del Decreto Sviluppo del 2012, quello che esclude le ricerche entro le 12 miglia marine, TRANNE CHE PER LE ISTANZE IN CORSO DI ISTRUTTORIA. E’ necessario che la proposta referendaria, come richiesto formalmente dal “Coordinamento Nazionale No-Triv”, venga depositata entro il 30 settembre affinché si possa votare entro la primavera 2016, prima cioè che decorrano i 180 giorni previsti per il completamento dell'iter autorizzativo.

Invitiamo pertanto il Presidente della Regione Puglia, se non lo ha ancora fatto, a convocare al più presto il Consiglio regionale per deliberare in merito. La proposta referendaria, se avanzata da 5 regioni, non richiede la raccolta delle 500.000 firme, che rappresenta data la ristrettezza dei tempi, un traguardo irraggiungibile.

Ma anche agli Enti Locali chiediamo di fare la loro parte, nei limiti delle loro prerogative. Il Comune di Trebisacce (Provincia di Cosenza) ci prova attraverso un'ordinanza emessa dal suo sindaco, tutta incentrata sul principio di precauzione. In considerazione dell'impatto ambientale devastante di questo tipo di attività, il Sindaco Francesco Mundo, ipotizzando pericoli per la salute e la sicurezza dei cittadini, invoca il principio di precauzione, sia pure in presenza di una minaccia solo potenziale. Vieta, pertanto, ogni lavoro o istallazione di macchine e ogni attività connessa alla ricerca di idrocarburi.

Il Sindaco fa riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n.4227/2013, ma ancora recentemente, con sentenza n.2495 del 28.5.2015, la Sezione V del Consiglio ha affermato l'obbligo per i pubblici poteri di agire nel senso della prevenzione anticipata "anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali".

I presupposti giuridici dunque ci sono per un'azione di contrasto che tutti i Comuni della fascia costiera ionica dovrebbero intraprendere di concerto, così come richiesto e proposto dai noi Verdi sin dal 2010, al Consiglio Comunale di Manduria (TA).

Silvia Biasco e Gregorio Mariggiò, Co-portavoce dei Verdi di Manduria.

 

Scheda 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

Sentita la relazione del Presidente;

Sentiti gli interventi dei consiglieri;

considerato che sul sito web del Ministero dello Sviluppo Economico-Direzione per le risorse minerarie ed energetiche:http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it risultano le seguenti istanze di concessione di coltivazione in mare e istanze di permesso in mare come di seguito generalizzate

d 1 G.C-.AG Eni Edison 171,7 A sud di Pantelleria Totale

d 2 G.C-.AG Eni Edison 142,6 Canale Sicilia Parziale

d 6 F.C-.AG Eni 76,69 Mar Jonio, Calabria Totale

d 23 A.C-.AG Agip 58,32 Mare Adriatico Veneto Parziale

d 26 B.C-.AG Eni 58,48 Mare Adriatico Abruzzo Parziale

d 30 B.C-.MD RockHopper Italia 109,2 Mare Adriatico Abruzzo Totale

d 39 A.C-.EA Eni 103,6 Mare Adriatico Emilia-Romagna Parziale

d 29 G.R-.NP Northern Petroleum Ltd Petroceltic Italia Canale di Sicilia Parziale

d 30 G.R-.NP Northern Petroleum Ltd Canale di Sicilia Parziale

d 33 G.R-.AG Eni Edison Canale di Sicilia Parziale

d 59 F.R-.NP Northern Petroleum Ltd Mar Ionio, Calabria Parziale

d 61 F.R-.NP Northern Petroleum Ltd Mare Adriatico, Puglia Parziale

d 67 F.R-.AG Eni Mar Ionio, Golfo di Taranto Totale

d 68 F.R-.TU Transunion Petroleum Italia Nautical Petroleum Mar Ionio, Golfo di Taranto, Basilicata e Calabria

d 73 F.R-.SH Shell Italia EP Mar Ionio, Golfo di Taranto, Basilicata e Calabria Totale

d 74 F.R-.SH Shell Italia EP Mar Ionio, Golfo di Taranto, Calabria Totale

d 148 D.R-.CS Apennine Energy Mar Ionio, Golfo di Taranto, Basilicata Totale

d 149 D.R-.NP Northern Petroleum Ltd Mare Adriatico, Puglia Parziale

d 151 D.R-.EL-Petroceltic Italia Mar Ionio, Golfo di Taranto, Calabria Parziale

d 168 A.R-.PV o Valley Operat.Pty Limited Mare Adriatico, Delta del Po Parziale

d 358 C.R-.EL Northern Petroleum Ltd Petroceltic Italia Canale di Sicilia Parziale

d 361 C.R-.TU Transunion Petroleum Italia Nautical Petroleum Canale di Sicilia Parziale

d 363 C.R-.AX Audax Energy Canale di Sicilia Parziale

  • d 494 B.R-.EL Petroceltic Italia Mare Adriatico, Abruzzo Parziale.

Tenuto conto che i predetti permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in mare interessano ampie zone del Mar Ionio, del Mare Adriatico e del Canale di Sicilia.

Considerato che con il Decreto legislativo n. 128 del 2010, meglio identificato come Decreto Prestigiacomoèstato previsto che distanze minime tra la costa e le aree dattivitàpari a 5 miglia marine costituiscono limite per le prospezioni.

Atteso che lart. 35 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83- Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi- convertito con Legge del 7 agosto 2012 n. 134, meglio identificato come Decreto Sviluppo statuisce quanto segue:

  1. Larticolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3  aprile  2006, n. 152, èsostituito dal seguente: ambiente e dellecosistema, allinterno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in  virtùdi leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dellUnione europea e internazionali sono vietate le attivitàdi ricerca, di prospezione nonchédi coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della  legge 9 gennaio 1991, n. 9.  Il divieto èaltresìstabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo lintero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonche' l'efficacia dei titoli abilitativi gia' rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita' di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell'ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi

Preso atto che lart. 35 del Decreto Sviluppo ha, di fatto, ampliato il divieto di esercizio delle attivitàpetrolifere estendendolo per tutta la fascia costiera italiana, alle 12 miglia;

Considerato che lart. 35, comma 1, del Decreto Svilupponellintrodurre il divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi entro il limite delle 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno alle aree marine e costiere protette, tuttavia ha fatto salvi, dal predetto divieto, tutti i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, con ciòconsentendo il riavvio dei procedimenti per linnanzi interrotti dalDecreto Legislativo  n. 128 del 2010.

Tenuto conto che i 25 procedimenti ricadenti entro le 12 miglia marine e in corso alla data di entrata in vigore del decreto Prestigiacomo interessano gran parte del Mar Ionio, del Canale di Sicilia e del Mar Adriatico, cosìcome rileva dalla pubblicazione sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Considerato che i predetti procedimenti, e come sopra meglio generalizzati nel numero che li identifica, potranno determinare ricadute direttamente sulle Regioni della Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, Marche e Abruzzo.

Atteso che il Ministero dellAmbiente ha giàriconosciuto, con decreto, la compatibilitàambientale di numerosi progetti di ricerca di idrocarburi in mare e, tra questi, anche del progetto di coltivazione Ombrina Mareper il quale il soggetto proponente ha richiesto al MISE la conversione del titolo di ricerca giàvigente in titolo concessorio unico, concepito dallo Sblocca Italia per consentire, ad un tempo, la ricerca elestrazione, oltre alla compatibilitàambientale della d 79 F.R. della Enel Longanesi (Mar Ionio) e di ben 9 istanze nel mar Adriatico al largo delle coste della Puglia;

Ritenuto che sussiste la concreta possibilitàche, oltre alla giàmanifesta gravitàdella situazione in ordine al numero dei procedimenti in corso di autorizzazione, si possa anche determinare un aumento del numero dei procedimenti autorizzatori per progetti di estrazione/coltivazione offshore entro il limite delle 12 miglia marine dalle linee di costa e che leffetto del              D.L. n. 133 del 12 settembre 2014, meglio identificato come Sblocca Italia, convertito nella legge n. 164 del 11.11.2014, èlaccelerazione dello stato di avanzamento degli stessi che arriveranno a definizione non oltre 180 giorni dalla richiesta di conversione del titolo di ricerca in titolo concessorio unico;

Preso atto cheal summit di Termoli del 24 luglio 2015,  presenti le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Puglia e Molise, pur confermando la via del dialogo con il Governo, le stesse si sono dichiarate pronte a valutare la praticabilità, quale estrema ratio, di tutti gli strumenti previsti dallOrdinamento;

Preso atto che al summit di Termoli ha fatto seguito, cinque giorni piùtardi, un secondo incontro tra il Sottosegretario Vicari ed i Governatori delle Regioni Puglia e Basilicata, e con lAssessore allAmbiente della Regione Calabria, nel corso del quale, come riferisce il MISE,

i rappresentanti delle Regioni hanno manifestato la loro contrarietàallavvio delle attivitàdi prospezione e ricerca offshore nello Ionio e nellAdriatico in quanto contraddittorie rispetto alle politiche avviate dalle stesse Regioni, chiedendo al Governo una moratoria di questi programmi. Il sottosegretario Vicari, ascoltate le posizioni delle Regioni, si èimpegnata ad approfondire questi temi con il ministro Federica Guidi e con la presidenza del Consiglio annunciando un nuovo incontro con le Regioni da convocare entro la prossima settimana. In mancanza di chiarezza, o comunque se non si trova un'intesa, i consigli regionali che lo riterranno - queste le parole del Presidente della Regione Puglia - potranno avviare, come previsto dalla Costituzione, la procedura del referendum contro le norme che consentono le trivellazioni".

Preso atto che nessun provvedimento èstato adottato dal Governo in risposta alle legittime richieste delle Regioni di Puglia, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Molise e Marche e che le popolazioni delle predette regioni hanno chiaramente espresso fortissima contrarietàai progetti di ricerca e di estrazione di idrocarburi in mare;

Atteso che le Regioni possono deliberare, ai sensi dellart. 75 della Costituzione e nel rispetto del procedimento disciplinato dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, la promozione di un referendum abrogativo;

Considerato che la proposta referendaria puòessere proposta e deliberata entro e non oltre il 30 settembre 2015;

Tenuto conto chelabrogazione dellart. 35 non èauspicabile perchési andrebbe ad abrogare anche il divieto di ricerca e di estrazione del gas e del petrolio entro le dodici miglia marine e che, in considerazione di quanto sopra, da eliminare èla sola previsione della non applicabilitàdel divieto ai procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo  29 giugno 2010 n. 128, destinati a concludersi con il rilascio del titolo minerario.

Tenuto conto che da sottoporre a referendum con unico quesitooltre alla parte dellart. 35 del decreto Sviluppo che esclude dal divieto i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonchél'efficacia dei titoli abilitativi gia' rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita' di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell'ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, èanche la disposizione dellart. 35 che dispone quanto segue: Le predette attivita' sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attivita' di cui al primo periodo ((, fatte salve le attivita' di cui all'articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, abrogazione necessaria perchéla disciplina della valutazione di impatto ambientale ècollegata alla disposizione sui procedimenti in corso.

Ritenuto che labrogazione non può, invece, riguardare i titoli abilitativi giàrilasciati stante il limite della tutela del legittimo affidamento che la discrezionalitàdel legislatore incontra, cosìcome non puòessere oggetto di referendum abrogativo, in virtùdel limite della non reviviscenza della norma abrogata, lultima parte dellart. 35 del Decreto Sviluppo che dispone quanto segue:

  

Dallentrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma èabrogato il comma 81 dellarticolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i titolari delle concessioni di coltivazione in mare sono tenuti a corrispondere annualmente laliquota di prodotto di cui allarticolo 19, comma 1 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, elevata dal 7% al 10% per il gas e dal 4% al 7% per lolio

Ritenuto che il questi referendario non puòincludere neanche la disposizione dellart.35 del decreto Sviluppo che dispone quanto segue:

Il titolare unico o contitolare di ciascuna concessione ètenuto a versare le somme corrispondenti al valore dellincremento dellaliquota ad apposito capitolo dellentrata del bilancio dello Stato, per essere interamente riassegnate, in parti uguali, ad appositi capitoli istituiti nello stato di previsione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello sviluppo economico, per assicurare il pieno svolgimento rispettivamente delle azioni di monitoraggio e contrasto dellinquinamento marino e delle attivitàdi vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare.

Considerato che labrogazione referendaria dellart. 35, comma 1 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83- Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi- convertito con Legge del 7 agosto 2012 n. 134, nella parte che dispone quanto segue:

fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonche' l'efficacia dei titoli abilitativi gia' rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita' di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell'ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi.

Le predette attivita' sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attivita' di cui al primo periodo ((, fatte salve le attivita' di cui all'articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare riveste carattere di necessità  e indifferibilità

Visto lo Statuto Comunale

con i seguenti voti

con limpegno di portare in tempi celeri la proposta allattenzione del consiglio comunale e che il presente atto viene adottato stante lurgenza e la necessitàdi intervenire senza indugio sugli organi della Regione________

Delibera che la premessa èparte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

Di impegnare il Presidente della Regione______________ a deliberare, ai sensi dellart. 75 della Costituzione e nel rispetto del procedimento disciplinato dalla legge 25 maggio 1970, n. 352, la promozione di un referendum abrogativo delle seguenti disposizioni dellart. 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Decreto Sviluppo), come convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134:

fatti salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, nonche' l'efficacia dei titoli abilitativi gia' rilasciati alla medesima data, anche ai fini della esecuzione delle attivita' di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell'ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi.

Le predette attivita' sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attivita' di cui al primo periodo ((, fatte salve le attivita' di cui all'articolo 1, comma 82-sexies, della legge 23 agosto 2004, n. 239, autorizzate, nel rispetto dei vincoli ambientali da esso stabiliti, dagli uffici territoriali di vigilanza dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse, che trasmettono copia delle relative autorizzazioni al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

Di inviare copia di tale deliberazione al Presidente della Giunta Regionale di_____________per gli atti conseguenti

il Sindaco propone la immediata eseguibilità

Visto lesito della votazione resa palesemente  e per alzata di mano:

il consiglio comunale

dichiara il presente provvedimento immediatamente eseguibile

 

Published in Taranto

Un nuovo rischio ambientale sta per abbattersi sulla provincia di Taranto: Rifiuti radioattivi alla discarica Cisa Spa, sita nel Comune di Massafra.

Published in Taranto
Venerdì, 07 Agosto 2015 07:09

Taranto - Verdi:"Manifesta illogicità"

La situazione del porto di Taranto è la prova provata, se ancora ce ne fosse bisogno, che le scelte sulle questioni tarantine vengono fatte senza  rispettare i più elementari principi della logica e del buon senso. Il porto di Taranto è stato finora uno scalo commerciale, non turistico.
Published in Taranto

Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

Utenti Online

Abbiamo 1124 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine

 

Agorà Magazine aderisce all'appello #iostoconvanessa