ANNO XVI Agosto 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 14 Novembre 2016 00:00

Tra No e Sì scoppia caso del dominio "bastausi.it"

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Roma - L'errore nell'indicazione del sito internet del Comitato referendario "Basta un sì", contenuto nella lettere inviata agli elettori italiani all'estero dal segretario del Pd, Matteo Renzi, è diventato un'arma per il fronte opposto.

Il Comitato per le ragioni del No "Costituzione Bene Comune", guidato dall'ex missino e ora esponente di FI, Altero Matteoli, ha colto la palla al balzo acquistando il dominio dell'indirizzo web in calce alla lettera, ovvero: "www.bastausi.it". Il dominio, intanto non risulta più disponibile come si può verificare sul sito che registra i quasi tre milioni di domini ".it".
Lo sbaglio era stato individuato nei giorni scorsi dal leghista Roberto Calderoli e quelli del Comitato di Matteoli hanno sfruttato le possibilità offerte dal web, facendo in modo che gli italiani all'estero interessati ad approfondire le ragioni del Sì al referendum, se digiteranno l'indirizzo contenente l'errore, saranno automaticamente reindirizzati sul loro sito web, che riporta, invece, tutte le ragioni del No viste da destra.


La lettera inviata dal Pd a 4 milioni di italiani, che spiega come la riforma costituzionale sia un "tassello per rendere più forte l'Italia", aveva già creato polemiche. I comitati del No avevano chiesto un incontro urgente al Presidente della Repubblica e al ministro degli Esteri. Secondo il vice presidente del Comitato per il No, Alfiero Grandi, "man mano che emergono i particolari, la lettera inviata da Renzi agli elettori italiani all'estero pone problemi seri e preoccupanti. Il ricorso alla magistratura in tutte le sedi possibili è a questo punto inevitabile per cercare di ottenere giustizia". Mentre il leader M5S, Beppe Grillo, in un un tweet aveva invitato i destinatari a "distruggere la lettera", considerandola come spam. Da quanto si apprende da fonti di Basta un Sì, il comitato referendario starebbe per attivare una iniziativa giudiziaria per rientrare in possesso dell'indirizzo, al di là dell'errore contenuto nella lettera.

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