Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore: "Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi".
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa.
Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa; nessun impuro la percorrerà e gli stolti non vi si aggireranno.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.
Lettera di san Giacomo 5,7-10.
Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l'agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d'autunno e le piogge di primavera.
Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte.
Prendete, o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i profeti che parlano nel nome del Signore.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,2-11.
Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:
«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».
Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:
I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,
e beato colui che non si scandalizza di me».
Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?
Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!
E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta.
Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te.
In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui
Domenica 11 novembre 2016.
Ho letto le parole apocalissate [: tolte dall’apocalisse del Figlio dell’uomo ed offerte all’uomo moderno perché le metta nel potere di chi lo ha sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che il Padre gli ha dato [Gv., 17, 2]].
Siamo nella Via santa; la strada è appianata, dalle parole di Giovanni Battista, secondo la profezia di Isaia 35,1-6a.8a.10. Nessun impuro la percorrerà e gli stolti non s’aggireranno.
Che venga –am il Signore En su questa uia, ‘sentiero-i- (tra) CieloU e Terraa’: am-En.
-Che cosa siete andati a vedere nel deserto (del mondo)?- chiede Ges.ub, ‘albero (del) Cielo’; -una canna, gi, sbattuta dal vento, lil, in zumero?.
gi, ge
reed; lenght measure, reed = 6 cubits = 3 meters (circular + to sprout) [GI archaic frequency][1].
Questa canna, oggi, può dar saggezza: ge + su2:
zu, su2
n., wisdom, knowledge.
v., to know; to understand; to experience; to be familiar with; to inform, teach (in maru reduplicated form); to learn from someone (with –da-); to recognize someone (with –da-); to be experienced, qualified.
possessive suffix, your (singular).
pron., yours[2].
Io ti chiamo, verme della terra, ad-am!
Ad-am
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Adamo è il primo uomo della Bibbia: Ad-am:
Adamo (in ebraico: אָדָם, in in arabo: آدم, ʾĀdam; ...) è il nome, secondo l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam, del primo uomo e significa "umanità", "uomo", "uomo terreno", "terroso", o "della terra rossa".[3]
Un’altra lettura, in zumero: ad, padre, -am, ‘ritorno al grido del padre’[4].
Data l’importanza del nome, Adamo merita un approfondimento: la radice zumera di Adam è tuttora ignota!
ad
n., shout; voice; song (cf., ada) [AD archaic frequency][5].
am3 [A. AN]
writing of coniugation prefix /a-/ with ventive element /-m/ in NS and OB texts – compared with im-ma[6].
Che venga l’uomo al Padre!
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Abraham, Abramo.
Il 13 aprile abbiamo visto: Amen, ‘che venga il Signore’: è il progetto che Dio ci ha lasciato col pane della vita.1
La parola ‘religiosa’ più nota al mondo, connotata di un significato assolutista –così sia-, non religioso –provoca il conflitto con chi, badando al senso, non è d’accordo; merita di venir indagata nel significato relazionale –che venga il Signore-, discutibile. Io voglio che venga ed amo discutere con chi crede che non possa venire perché il Signore non ci sarebbe. Soprattutto, amo convenire su di un significato che sembra perdurare da più di 4000 anni.
Ora osserviamo: la sillaba zumera –am = ‘che venga’:
am3 [A. AN]
writing of coniugation prefix /a-/ with ventive element /-m/ in NS and OB texts – compared with im-ma[7].
in Abraham.
Genesi narra l’alleanza Dio-Abramo con la vicenda dell’alleanza sancita con la circoncisione al passo 17:
Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
-Eccomi:
la mia alleanza è con te
e sarai padre di una moltitudine di popoli.
Non ti chiamerai più Abram
ma ti chiamerai Abraham
perché padre di una moltitudine
di popoli ti renderò. Genesi, 17, 3-5.
Si noterà come Abram sia diverso da Abraham per l’inserimento di ah. Il lemma binario
ra-ah
to strike repetitively [with hoe]; to shake; to gnash (‘to strike’ + h , ‘many, numerous’)[8].
in zumero corrisponde a ‘scuotimento’. In prima battuta lo scuotimento delle mani è il simbolo di ogni patto concluso tra due parti.
Abram compone il circolo AB-mar = ‘Padreab-verme della Terramar’, come:
ab-ba; ab-be2; ab [AB –nota-]; abba2 [ABXAS]
father; elder; high-ranking official; ancestor [loanword from Akk. abu(m)[9].
mar; mur
worm; earthworm[10].
Il Capodanno zumero, kar.mur sarebbe “forza kar del verme della Terra”, l’uomo!
Abram era stato il ‘verme del Padre’ secondo la concezione del Padre-padrone del tempo, radicata nell’ordine, lat. ordo, zum. urdu, ‘schiavo maschio’[11].
‘Verme del Padre, emblema nell’episodio di Isacco dato in sacrificio a Dio,
diventa Ab-ra-ah-am:
‘-che venga il Signore-am ‘ –con scuotimento-ra-ha- il Padre ab con tanti figliah-.
Ah è lo sputo e lo sperma
ah(6)
spittle (cf., uh2, ah6; uh, ah; uh3)[12].
Religiosamente, lo sputo era il lascito del dio esautorato che cede al subentrante, con uno ‘stacco di connessione’ infra-dinastico.
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Ar-am.
Se -am En, ‘che venga il Signore’-: Ar-am, altura tra il Tigri e l’Eufrate[13], oppure oltre (: monti Zag-ros).
Esaminato Ad-am[14] dopo Abraham[15], conviene osservare Ar-am, nipote di Abraham.
Io leggo zumero Ar-am ‘che venga ar’.
(na4)ar3, 5, ar3, ur5 [HAR]
n., millstone, quern [macina]; millet, grinder; watercourse (cf., har/hara, kin2, kikken, ur5) (hara –many small esplosions + sliding motion) [UR5 archaic frequency].
v., to coarsely grind; to destroy; to make groats or crushed flour, to chew (in redup. form, read ar3-ar3).
Adj., ground, milled, crushed, pulverized, small; young[16].
ara2, ar2 [UB]
n., praise, glory, fame; mound.
v., to praise, glorify[17].
ara4 [UD.DU]; ar; ra3
v., to shine; to blaze; to appear[18].
-Ar-am: che venga la preghiera- combina religiosamente –am- En, che venga il Signore-.
Aram diede vita al popolo degli Aramei[19]. Questo fatto, confermata l’origine in Ur di Abramo,
vista la
"Tavola dei popoli" (Genesi, X, 22-23), secondo la quale Aram progenitore degli Aramei è figlio di Sem e quindi prozio di Eber progenitore degli Ebrei, quanto dalla lista genealogica di Genesi, XXII, 21, indipendente dalla "Tavola", secondo la quale le 12 tribù aramaiche (il numero, che ricorda quello delle tribù d'Israele, non è naturalmente da ritenersi esatto) sono rappresentate dai figli di Nāḥōr, fratello di Abramo [20]
Visto il passo biblico di Numeri 23, 7
Proferendo, allora il suo carme [Balaam] disse:
Da Aram mi ha condotto mi ha condotto Balac,
dai monti dell’Oriente il re di Moab:
-Vieni, maledicimi Giacobbe;
vieni, maledicimi Israele-.
Dunque, è esatto l’etimo di wikipedia!: il divinatore Balaam –che vengaam Ba-al- veniva da Aram.
am En, ‘che venga il Signore’, da Ar-am, altura tra il Tigri e l’Eufrate.
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Balaam, il divinatore.
il divinatore Balaam –che venga (am) Ba-al– veniva da Aram[21].
Sabato 18 giugno, abbiamo osservato la lettura zumera del nome di Aram, capostipite degli Aramei, eponimo della lingua aramaica.
Io ringrazio il Gran Giocattolaio che mi ha suggerito il passo tratto da Numeri per supportare il tema Aram, come riferisco di nuovo:
Visto il passo biblico di Numeri 23, 7
Proferendo, allora il suo carme [Balaam] disse:
Da Aram mi ha condotto mi ha condotto Balac,
dai monti dell’Oriente il re di Moab:
-Vieni, maledicimi Giacobbe;
vieni, maledicimi Israele-.
Concludevo il ragionamento su Aram:
Dunque, è esatto l’etimo di wikipedia!: il divinatore Balaam –che vengaam Ba-al- veniva da Aram.
am En, ‘che venga il Signore’, da Ar-am, altura tra il Tigri e l’Eufrate.
L’informazione –il divinatore Balaam significa: che vengaam Ba-alBala.- e contiene per inciso delle ‘novità’ che cerco di illustrare.
Probabilmente, avrò toccato il nome teoforico del divinatore Balaam già dieci anni fa perché io medito sul passo biblico Nm, 22-31, da moltissimo tempo (e solo ora ho chiarito! Del tutto?).
La seconda lettera di Pietro mi ha indotto a rimeditarlo dal:
Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaam di Bosòr, che amò un salario di iniquità, ma fu punito per la sua malvagità: un muto giumento, parlando con voce umana, impedì la demenza del profeta. 2 Pietro, 2, 15-16
Pietro sta osservando le abitudini prevalenti soprattutto (in) coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore 2,10. Invita a stare o tornare nella retta (in e.ti.ka. ‘casa.vita. anima) via, che l’asina di Balaam voleva far percorrere al suo cavaliere (L’asina, vedendo l’angelo del Signore che stava sulla strada con la spada sguainata in mano, deviò dalla strada e cominciò ad andare per i campi. 22, 23).
L’appellativo ‘Balaam di Bosòr’ qualifica Balaam in un modo che non trova conferma nel testo attuale della Bibbia, che riferisce ‘Balaam figlio di Beor [baseur dell’Esserebe], a Petor che sta sul fiume, nel paese dei figli di Amau’.
La nota al testo di Nm, 22, 5 specifica:
Petor (che sta sul Fiume, cioè sull’Eufrate) e il paese di Amau, Ammaw (con il TM ‘ammo [o con accento circonflesso], contro ‘Ammon’ di sam., sir., volg.) sono conosciuti dai testi cuneiformi.
prova lo scrupolo di coloro che si sono permessi il lusso di cancellare il patronimico ‘di Bosòr’, che evidentemente non capivano. Il testo letto da Pietro era diverso da quello che possiamo leggere oggi!
Io ti ringrazio, Gran Giocattolaio: tu mi consenti di apprezzare lo scrupolo dei correttori, di dar ragione del testo originale e di ristabilire l’am En, ‘che venga il Signore’! perdonami la presunzione di osare questo discernimento! Il fatto è questo:
zurzub(2), ursub(2), urrub(2)
a container provided with teat-shaped protuberances (zur4; ‘to spout, flow’, + sub, ‘to suckle’; Akk. sursuppu, ursuppu, hurhuppu)[22].
zurzub-ga
a milk container (‘a container provided with teat-shaped protuberances’ + ‘milk’)[23].
Questo contenitore comprende l’asina, la pecora, la vacca (che ci hanno lasciato il nome de la Via Lattea).
Va letto chiarissimamente dal fondo per sillabe: il secondo lemma della prima fila ursub fa apparire ‘busur’ vel ‘bosor’ con una lettura circolare per sillabe. Il teonimo zumero buzur riferisce il demone zumero delle miniere profonde dove Balaam sarebbe finito già aderendo al proposito di Balak.
L’asina di Balaam impedì al divinatore di maledire Israele, come chiedeva il re committente della divinazione Balak, figlio di Zippor, re di Moab, altro nome della Palestina nella quale Israele stava tornando dall’Egitto.
Io leggo Bakal su Balak: animaba eccelsakal come
ba
n., share, portion; rations, wages [BA archaic frequency].
v., to give; to divide, apportion, share, distribute, split, alliot; to pay; to extract (interchanges with bar)[24].
kal- (l)
v., to esteem, value; to be rare; to make dear, endear; to be appreciated (cf., kalag) (ka, ‘mouth’ + la, ‘youthful beauty, abundance’) [KAL archaic frequency].
Adj., excellent; precious, valuable (cf., kalag)[25].
Propongo anche il –lak:
lag, laka, lak [SID]
piece; lump, gob; clod; block, counterweight block of the shadouf; bulk size, collected mass; eczema (abundance + round)[26].
Val la pena di ricordare il paleonimo della terra di Zumer:
kalama, kalam [UN]
the land (of Sumer); nation (of Sumerians) (kal, ‘excellent’, + eme, ‘speech, speaking’ ?) [KALAM archaic frequency)[27].
Che traduco: ‘che vengaam l’Eccelsokal’!.
Io leggo Moab vel Muab: ‘animaba col nome che nominamu’, come:
mud6, mu2 [SAR]
to sing; to blow; to ignite, kindle; to make shine; to grow (tall); to sprout, appear; to be angry, aggressive, mad, rabid; to be swollen, inflamed (reduplication class) (mu, ‘word’, + ed2, ‘to go out’)[28].
mu
n., name; word; year – where the words that follow could be a year formula; line of a tablet, entry; oath; renown, reputation, fame (cf., gu10 -kin, kig2, message) [MU, archaic frequency].
v., to name, to speak (cf., mug –chisel-).
Prep., because; to; toward; in.
Emesal dialect for gis/ges. Also with additional Emesal meanings: sky; instructions; fire; house; great. Also Emesal dialect form for gis2,3/ges2,3/us, man, male, penis[29].
Il paese dei figli di Amau (da cui proveniva Balaam) si legge: ‘che vengaam l’unione terra-cieloau.
La vita di Balaam, raccontata in Nm22-31 , rivela un intreccio di episodi dove prevale la devozione in Baal Peor (Israele aderì al culto di Baal-Peor e l’ira del Signore si accese contro Israele. 25, 3 fino alla guerra contro Madian [ma.di.an, ‘generazione. Dio. cielo] [Uccisero anche, oltre i loro caduti, i re di Madian Evi, Rekem, Sur, Ur e Reba cioè i cinque re di Madian; uccisero anche di spada Balam figlio di Beor 31, 8
Balaam, ‘che venga Ba.al’, è il teonimo spiegato da una vita.
Osservo anche il prossimo barag vicinissimo a balaam:
barag, bara2, bar2, para10, par6 (per nds); bara5,6 [30]
n., throne dais; seat of honour; ruler, cult platform, base, socle; sanctuary, chapel, shrine; stand, support; crate, box; cargo; sack; sackloth, penitential robe; chamber, dwelling, abode (container plus ra (g), ‘to pack’) [BARA archaic frequency, ZATU].
v., to comb out; to filter; to recover dehulled sesame seed kernels from the surface of saltwater with a comb, sieve, or coarse sackcloth.
Adj., combed, filtered (said of wool, goat hair, sesame perfumes, flax).
La lettura laba del sumerogramma bala è
anche la prova linguistica che la parola italiana ‘sillaba’, che discende dalla latina syllaba rinvia alla zumera SYL BALA, ‘solesyl animaba va oltrela’ che va letto SYL LA BA.
[1] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 77.
[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 316.
[3] Wikipedia.
[5] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 14.
[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 18.
[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 18.
[8] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 217.
[9] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 13.
[10] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 168.
[12] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 16.
[13] Come afferma wikipedia.
[16] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 23.
[17] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 23.
[18] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 23.
[20] Treccani. Nahur, ‘uomo aquila’ in zumero.
[22] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 316.
[23] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 316.
[24] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 26.
[25] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 134.
[26] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 155.
[27] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 135.
[28] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 :179.
[29] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 176.
[30] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 31.

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