ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 12 Dicembre 2016 16:23

Reggio Emilia - A Reggiolo taglio del nastro per la Casa protetta e il Centro diurno

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Rinate dopo il sisma, sono state inaugurate in seguito alla ristrutturazione che ha migliorato e reso più funzionali gli spazi

Una Casa protetta e un Centro diurno “rinati” dopo il sisma 2012. E riconsegnati ufficialmente oggi alla comunità, dopo i necessari interventi di ristrutturazione che li hanno resi migliori e ancora più funzionali. Giornata di festa oggi a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia: all’inaugurazione della casa protetta, intitolata al professor Ermete Fontanili, e del centro diurno “Amarcord”, erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, e il sindaco, Roberto Angeli.

La Casa protetta, struttura a carattere residenziale di proprietà dell’amministrazione comunale e gestita da Coopselios, assicura trattamenti socio-assistenziali e sanitari di base, ed è destinata ad anziani che non possono essere assistiti nel proprio ambito familiare. IlCentro diurno è un servizio semiresidenziale gestito dal Comune di Reggiolo, e offre all’anziano ospitalità durante il giorno, assistenza socio-sanitaria, trattamenti riabilitativi, insieme ad attività ricreative e occasioni di socializzazione.

I lavori di ristrutturazione sono costati 618mila euro, con un finanziamento della Regione di 288mila euro e, per la quota rimanente, da risorse comunali, dal risarcimento assicurativo per i danni provocati dal sisma e da importanti donazioni private. Dopo l’inaugurazione la festa è proseguita con il grande pranzo: più di 100 persone a tavola, e un menù scelto dagli anziani delle strutture. 

Il commento

“Una inaugurazione doppiamente importante- ha sottolineato Bonaccini-. Primo, perché testimonia ancora una volta l’impegno e la caparbietà della nostra terra nel risollevarsi dal terremoto, per ripartire più forte di prima, con scuole, imprese e strutture pubbliche più belle e sicure. Secondo- ha proseguito il presidente della Regione-, perché queste realtà, la Casa protetta e il Centro diurno, mostrano l’attenzione riservata ai servizi messi a disposizione nei territori, servizi in grado di coniugare qualità e quantità. Tutto questo in un welfare, quello dell’Emilia-Romagna, dove nessuno è lasciato ai margini, nessuno è lasciato solo. E ai più deboli – come in questo caso, persone anziane in situazione di fragilità o non autosufficienza – vengono garantite risposte precise e puntuali, in spazi confortevoli e accoglienti”.

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