ANNO XVI Settembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 14 Dicembre 2016 09:00

Per Visentini è irresponsabile andare subito al voto. Ecco perché

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Bruxelles - Il "no" al referendum costituzionale italiano, così come il voto per la Brexit e più in generale il successo dei partiti populisti ed antieuropei sono le reazione di chi "non ha lavoro, o ne ha uno schifoso, o non arriva a fine mese, o ha paura di perderlo: insomma, perché il salario e le condizioni lavorative della gente non sono sufficienti a garantire un futuro decente per sé e per i propri figli".

Luca Visentini, segretario generale dell'Etuc, la Confederazione dei sindacati europei che rappresenta 45 milioni di lavoratori di 35 Paesi, sostiene in un'intervista all'Agi che solo una politica economica e sociale progressista, con l'aumento degli investimenti pubblici per incentivare quelli privati e l'aumento dei salari può combattere efficacemente il populismo in Europa.

Molto preoccupato per la possibile deriva populistica dei tre appuntamenti elettorali  del 2017 (Paesi Bassi, Francia e Germania), il segretario dell'Etuc respinge come "irresponsabile" la possibilità di elezioni politiche anticipate in Italia. Il nostro Paese, dice Vicentini, "ha bisogno di un governo, non di elezioni: non solo per fare a legge elettorale, ma perché il paese non sprofondi nella crisi economica e sociale. La priorità è l'economia, e per affrontarla ci vuole un governo progressista, non tecnico né tantomeno di larghe intese, che porti a termine la legislatura con la maggioranza esistente". Secondo il segretario dei sindacati europei, questo dipende esclusivamente "dalla volontà di Renzi e del Pd", che hanno quindi "una responsabilità assoluta" in questa delicata fase politica. 

Chi è Luca Visentini

La storia di Visentini, uno degli italiani che contano di più a Bruxelles, è tutta sindacale: 47 anni, friulano di Udine, ha mosso i primi passi a Trieste, nella Uil della sua regione, ma si è presto occupato di questioni internazionali per approdare nel 2001 alla Confederazione europea. Ora è segretario generale Etuc fino al maggio 2019, ed è rieleggibile per un secondo mandato. Il suo ufficio è al sesto piano di un moderno edificio nel quartiere direzionale di Bruxelles, nella parte del quartiere di Scherbeek che si trova vicino alla Gare du Nord e al canale navigabile. "E' sbagliato usare i 19 miliardi ottenuti con la flessibilità Ue per ridurre le tasse - dice riferendosi alle scelte di politica economica del governo italiano uscente - tutte le evidenze macroeconomiche degli ultimi 100 anni dimostrano che i soldi delle minori tasse vengono messi da parte o usati per speculazioni finanziarie". Secondo Visentini, "l'unico modo per aumentare la domanda è far crescere i salari, e l'unico modo per far crescere l'economia è che lo Stato investa denaro pubblico per attivare gli investimenti privati". E' questo, ragiona il sindacalista, il solo "ragionamento sensato" che un governo progressista dovrebbe "fare con le imprese e con i lavoratori: in questo modo, perché dovrebbero votare per la destra pensando che li protegge meglio?".

"Rivedere il patto di stabilità"

Spingere sugli investimenti pubblici è però in contrasto con le regole del patto di stabilità e crescita europeo: e infatti Visentini è convinto sostenitore della riforma dei trattati e in particolare dell'Unione economica e monetaria. Il Parlamento europeo sta mettendo a punto un rapporto, che sarà sottoposto prossimamente ai 28, con l'obiettivo di avere nel 2018 una convenzione per la riforma dei trattati, e poter arrivare alle elezioni europee dell'anno seguente con le nuove regole. "Invece dei rigidi vincoli attuali, il deficit al 3% del Pil, il debito al 60% - afferma Visentini - ci sarebbero livelli minimi e massimi da non superare, grazie a incentivi e non a sanzioni. Ci sono tutte le condizioni politiche e macroeconomiche per rivedere il Patto, che è anche l'unico modo per rendere effettivo il piano Juncker di investimenti".

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