Agoramagazine mi ha già dato tanto spazio sul caso. Il 12° processo all’ex governatore della Lombardia ha avuto un’indagine preliminare lunghissima perché l’indagato aveva imparato tutte le accortezze per non lasciar tracce; oltre a ciò ha potuto godere di tutte le tutele che vengono date ad un senatore della repubblica.
Senza conoscere le carte alzo lodi ai magistrati che non si sono arresi, hanno continuato ad indagare ed il processo ‘Maugeri’ è arrivato a sentenza.
I giudici gli sequestrano 6,6 milioni. A Formigoni i giudici hanno confiscato beni per 6,6 milioni di euro: tra questi c'è il cinquanta per cento della celebre villa in Sardegna, il cui acquisto è stato uno dei punti centrali dell'inchiesta; nella sentenza si stabilisce il trasferimento dell'altra metà delle quote della proprietà ad Albergo Perego, amico e coinquilino nella residenza dei Memores Domini. Perego, invece, è stato assolto. La confisca più alta è quella disposta, però, per Pierangelo Daccò: oltre 23 milioni di euro. Per Simone la confisca è pari a 15,9 milioni, per l'ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri Costantino Passerino la confisca è per beni pari a 8 milioni. In totale i beni confiscati agli imputati hanno un valore di oltre 53,8 milioni.
Personalmente osservo che l’iter processuale continuerà col ricorso del condannato.
Dunque, la strada è stata lunga e sarà lunga altrettanto.
Perciò, osservo al lettore: se avessimo finalmente la legge sui partiti, che configurerebbe il delitto politico, i giudici non potrebbero procedere più veloci?
Avremmo decine di migliaia di uomini politici in carcere ed i pochi ladri di polli fuori per lasciar loro posto!
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