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Venerdì, 24 Luglio 2015 04:02

Iraq: dall’Italia supporto alle donne Yazide vittime dello Stato Islamico

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Baghdad (Iraq) - Alla presenza di funzionari dell’Ambasciata italiana a Baghdad, sono stati inaugurati a Dohuk, nella regione del Kurdistan iracheno, la Pediatric Intensive Care Unit (Picu) all'interno dell'ospedale cittadino “Hevi” e il centro Jinda per la riabilitazione sociale e psicologica di giovani donne yazide vittime di violenze da parte dello Stato islamico.


La Pediatric Intensive Care Unit è il risultato di un progetto congiunto sviluppato dalla collaborazione tra il Dipartimento della Sanità di Duhok, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l'Università di Sassari e l'Ong Aispo, questi ultimi particolarmente attivi sul territorio nell'esecuzione di iniziative della Cooperazione italiana.
Le autorità locali hanno sottolineato il significativo contributo da parte italiana, sia in termini di finanziamenti che per il trasferimento di “know-how” (continuerà infatti l'affiancamento di personale specializzato italiano a personale curdo), evidenziando che si tratta di un progetto fortemente voluto dal governatorato ed il cui successo risiede anche nell'aver potuto impiegare standard internazionali nella realizzazione dei lavori.
Il Jinda center è la struttura che Unicef, in collaborazione con il partner locale Wadi e utilizzando il finanziamento italiano di 500 mila euro appositamente stanziato, ha creato per fornire uno spazio di accoglienza alle giovani donne yazide rapite e poi liberate (o messe in salvo) dallo Stato islamico. Il centro si propone di offrire uno spazio di accoglienza e un punto di riferimento per l'organizzazione di attività di formazione (“vocational training”) a beneficio delle ragazze che hanno subito traumi psicologici a seguito di maltrattamenti, violenze e abusi a sfondo sessuale. (aise) 

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