Luogo di azione: le province di Brindisi, Taranto e Matera. Territori da dove, ancora oggi, si muove una massa enorme di braccianti verso il metapontino, il barese. E qui entrano oggi anche come schiavi molti immigrati nelle raccolte pesanti di patate e pomodori.
Lo spunto per questa ripresa editoriale è la cronaca di questi giorni. Si fa il bilancio di fine anno 2016 dopo la legge che intende stroncare il fenomeno. Nel racconto si comprende realmente cosa è il caporalato, attraverso il vissuto di personaggi presi dalla vita reale pur con nomi di fantasia. Oggi che è diventata, dopo trent’anni, legge quello che era il desiderio di tutti coloro che erano sul fronte della lotta al caporalato, forse leggere Cira potrà far comprendere da dove nasce questo fenomeno, come si è evoluto nel tempo passando dall’arcaico caporale-maestro per finire nella malavita organizzata.
Cira è un libro spesso citato anche come testo anti-violenza – la prima edizione fu dedicata ad Annamaria Torno, una bracciante tarantina di 18 anni che morì in un pulmino di caporali. Lo scrivente ringrazia l’artista Maria Grazia Marrulli di Rimini che in una mostra sulla violenza sulle donne, ha fotografato il libro accanto a «Una donna» di Sibilla Aleramo.
Per questo il libro è stato spesso letto nelle iniziative di Libera contro le forme di malavita che sfruttano e schiavizzano le persone. La ristampa cartacea è ora possibile grazie al sistema previsto da Strettlib, una srl milanese che si occupa di editoria.
Difatti basta collegarsi alla pagina del libro https://stores.streetlib.com/it/roberto-de-giorgi/cira-e-le-altre-braccianti-e-caporali/ e qui si ha la possibilità: di leggere un’anteprima, di acquistarlo al costo di un caffè, per leggerlo sui propri device o tablet o smartphone oppure, come si legge nelle opportunità elencate, di acquistare il libro stampato che arriva a casa in un paio di settimane, ovvero passa dal virtuale alla tipografia e l’allestimento e spedizione. E’ l’editoria del futuro? Forse. Ma certamente offre davvero la possibilità a chi vuole ancora il libro cartaceo fra le mani, da sfogliare, leggere e tenere in biblioteca e che non sarà mai destinato a morire con lo sviluppo del digitale.
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