ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 07 Febbraio 2017 11:10

La Cascata racconto di Ruth Pérez Aguirre

Written by  Ruth Pérez Aguirre
Rate this item
(0 votes)

Traduzione di Maria Rosaria Longobardi Marylon 

Benché fossi stanco, sarei dovuto uscire con mia moglie per un appuntamento; decisi di farmi un bagno mentre lei si preparava. Feci la barba lasciando scorrere l´acqua del rubinetto per temperarla. Con la porta della doccia semiaperta le mie gambe si bagnarono leggermente.

Si era formata una lieve umidità che mi faceva entrare in una condizione di delizioso sopore. L´acqua, sul mio corpo, mi dava una sensazione molto piacevole.

Mi avvicinai a poco a poco al gettito dell´acqua lasciandomi assordare dal suo suono, mantenendo i miei occhi chiusi per godere della sua freschezza. Nel sentire grida e risate, li aprii con la curiosità di vedere cosa succedeva. Una donna era stata spinta dall´uomo che la accompagnava da cadere quasi nelle mie braccia. Mi apprestai subito a soccorrerla come un disperato.

Fu tutta una confusione incontrare le sue scarpe e gli occhiali da sole che portava sui capelli. Ci toccammo molte volte fino ad incontrare tutte le parti del suo corpo. Non capivo bene, perché lei parlava una lingua diversa dalla mia ma poi mi resi conto che mi diceva grazie quando glielo sentii pronunciare, era l´unica parola che conoscevo.

Si trattava di una ragazza molto giovane, bionda, con grandi occhi blu. Li aiutai ad uscire piano piano sul selciato mentre lui scattava qualche foto mentre, senza fretta, scendeva la scala. Lei mi sorrise in maniera avvincente, ma non era un sorriso di gratitudine, era così suggestivo da far vibrare tutte le cellule del mio corpo. Entrai in acqua mentre li vedevo allontanarsi verso le piccole case di legno situate ai piedi della cascata, così vicine, che sembravano quasi fossero dentro di essa. A poco a poco il sole tramontava ed anche i turisti si ritiravano.

Quando si accesero le luci, in quel luogo non era rimasto nessuno. Restai lì ancora un poco, riposando su di una roccia osservando ed udendo, in assoluta contemplazione, quel torrente.

Più tardi indirizzai i miei passi fino alla mia capanna dove era entrata una brezza dolce e ristoratrice; mi cambiai gli indumenti per riposarmi, perché mi ero rilassato molto con la freschezza dell´acqua. La visione dalla mia finestra era incredibile: io completamente di fronte a quella meraviglia liquida.

Uscii per andare a cena nell´unico ristorante che c´era in quel luogo, salendo per un dolce sentiero tra la vegetazione selvaggia e tropicale che mi faceva sentire il padrone della selva. Lei e il suo compagno cenavano tranquilli ed in silenzio; quando mi videro, lei mi saluto con la mano e per tutto il tempo mi ossequiò con alcuni sorrisi dandomi l’impressione che volesse parlare con me.

Al ritorno mi coricai per leggere fino a lasciarmi vincere dal sonno. Riuscii a sentire che qualcuno toccava la mia porta con qualcosa, ma in una maniera lieve, molto piano, in un modo quasi impercettibile, forse con qualche piccola pietra di quelle che si trovano nella strada.

Chiesi chi era. Mi stupii quando lei disse il suo nome. Di scatto mi alzai dal letto e aprii con molta rapidità. La invitai ad entrare. Lei era affascinante così avvolta in un bellissimo vestito di seta molto diverso da quello che indossava nel ristorante, probabilmente era una lunga camiciola, io non potevo distinguerlo bene per la poca luce che filtrava dal luogo della cascata. Noi prendemmo un caffè mentre cercavamo di comunicare; lei conosceva qualche parole nella mia lingua sebbene non fosse necessario saperne tante per amarci.

La finestra rimaneva aperta e la tenda di garza sventolava con la lieve brezza che rinfrescava il piccolo posto. La sua pelle era tanto morbida, soave e satinata come la sua camicia di notte e le sue indimenticabili carezze; quei vellutati occhi incantarono i miei. Fu una notte indescrivibile. Io le chiesi di restare con me per sempre, o almeno fino alla mattina seguente mentre pensavo a cosa avremmo potuto fare. Lei rifiutò dicendomi che doveva andar via per ritornare dall´uomo con il quale viveva.

Non mi permise di accompagnarla; io mi fermai a guardarla dalla finestra fino a che lei fu entrata nella sua capanna. Ero impaziente, presto sarebbe arrivata l´alba ed avrei potuto rivederla. Così, quando sorse il sole io mi diressi alla cascata. In quel momento arrivavano alcuni inopportuni turisti, ma lei non era arrivata ancora. Io non mi tuffai in acqua finché non cominciai ad ardere dal desiderio di salire la scala per vedere la sua capanna. Piano piano, dissimulando, così arrivai lassù, alla fine degli scalini dove si apriva la grotta.

Dopo avere aspettato per un po’, deluso avevo deciso di scendere tuffandomi nell´acqua, questa volta era gelida. Ciò nonostante, io mi avvicinai alla caduta del getto sentendo come l´acqua si spargeva sul mio corpo. I miei piedi calpestarono un oggetto e mi tuffai per cercarlo. Era un portacipria; sicuramente, il suo.

Mi voltai guardando verso le capanne; io li vidi tornare abbracciati. Tra le mani portavano roba per nuotare e scesero in acqua senza pensarci molto. Io approfittai per avvicinarmi e mostrare la mia scoperta; lei, in maniera indifferente, come se non volesse nessun contatto con me o non mi conoscesse, disse che non le apparteneva.

Più tardi, mentre loro nuotavano, lei mi sorrideva ogni tanto facendomi capire che gradiva la mia compagnia, senza dissimulare niente; lui, rendendosi conto, cominciò a guardarmi con sospetto. Questa situazione invece di essere piacevole per me mi faceva sentire in imbarazzo. Uscii per andare a cenare poiché stavo quasi morendo di fame.

Arrivato al ristorante mi incontrai con lei che si sedette subito accanto a me; mi disse che lui era restato a nuotare nella cascata. Decidemmo di andare subito alla mia capanna e, senza preamboli, ci amammo un´altra volta.

All´improvviso alcuni lievi colpi alla porta mi svegliarono; guardai da ogni lato del letto: lei già non c´era più. Corsi ad aprire sperando di ritrovarla un´altra volta, però fui talmente sorpreso nel vedere mia moglie che protestava perché io aveva già da un´ora la doccia aperta. Si sorprese nel vedermi completamente asciutto.

Io non mi ero bagnato!

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore

Sostengo Agorà Magazine
Read 1284 times

Utenti Online

Abbiamo 875 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine