ANNO XV Novembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 23 Febbraio 2017 07:07

Perché parliamo di Unar e cosa c'entra il sesso a pagamento

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Francesco Spano si è dimesso da direttore dell'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio. Travolto dalle polemiche dopo un servizio tv de Le Iene dal quale emergerebbe un uso improprio dei fondi assegnati da Palazzo Chigi;

il 39enne avvocato toscano, da un anno alla guida dell'Unar, si è prima incontrato a Palazzo Chigi con la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, e poco dopo ha annunciato le dimissioni.


I protagonisti: 


Ma che cosa è l'Unar e qual è lo scandalo che ora ne minaccia l'esistenza?

Che cosa è l'Unar

L'Ufficio, istituito nel 2003 in base a una direttiva comunitaria, opera nell'ambito del Dipartimento per le Pari Opportunità. Ha la funzione di garantire, che venga rispettata la parità di trattamento fra le persone, di vigilare sull’operatività degli strumenti contro le discriminazioni e di contribuire a rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l’origine etnica 

  • fornisce assistenza alle vittime di comportamenti discriminatori anche nei tribunali. 
  • svolge inchieste su fenomeni discriminatori 
  • promuove l’adozione di progetti di azioni positive in collaborazione con le associazioni no profit;
  • diffonde la conoscenza degli strumenti di tutela
  • formula raccomandazioni e pareri sulle questioni connesse alla discriminazione 
  • redige due relazioni annuali, rispettivamente per il Parlamento e per il Presidente del Consiglio dei Ministri;
  • promuove studi, ricerche, corsi di formazione e scambi di esperienze, in collaborazione anche con le associazioni e le organizzazioni non governative che operano nel settore

Che cosa è l'Anddos

E' nata nel luglio del 2012 con lo scopo di affermare una positiva immagine dell’omosessualità nella società e contribuire all’affermazione dei diritti civili e delle libertà delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali ed eterosessuali. Nei circoli "si possono condividere esperienze, trovare accoglienza e protezione, manifestare appieno la propria dimensione sessuale"

  • 204.070 iscritti al 31 dicembre 2016 (192.601 uomini e 11.469 donne)
  • 71 circoli affiliati
  • 12 a Roma (con 50.414 soci) 
  • 416 dipendenti (gay, lesbiche, etero, trans e intesex)
  • 1.000 volontari (tra cui medici, psicologi e avvocati)
  • 2.600 persone ogni giorno nei circoli 

"Nei circoli sesso a pagamento". Come è nato lo scandalo

Il 17 febbraio, durante la trasmissione di Italia Uno, era andato in onda un servizio che accusava l'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni) di finanziare un'associazione gay che ospiterebbe nei suoi circoli rapporti sessuali a pagamento. Secondo 'Le Iene', l’Ufficio avrebbe finanziato con soldi pubblici “un’associazione di imprenditori del mercato del sesso gay“, come spiega una fonte anonima e come mostrano le riprese mandate in onda. Durante l'inchiesta giornalistica, il direttore Spano - che secondo la fonte anonima intervistata è socio di questa associazione - si era difeso spiegando che l’Unar concede finanziamenti sulla base di “quello che ci dichiara lo statuto delle associazioni”. Sull'indiscrezione che lo vedeva direttamente coinvolto, non ha però commentato.  

"Mi dimetto per rispetto del lavoro dell'Ufficio" 

Le dimissioni - si legge nella nota diffusa - vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l'Unar, istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in recepimento alla direttiva comunitaria n. 2000/43 CE contro ogni forma di discriminazione". "La Presidenza del Consiglio, per quanto non si ravvisino violazioni della procedura prevista e d'accordo con il dott. Spano, disporrà la sospensione in autotutela del Bando di assegnazione oggetto dell'inchiesta giornalistica, per effettuare le ulteriori opportune verifiche. I relativi fondi, comunque, non sono stati ancora erogati". 

Da Fratelli d'Italia a Codacons, tutte le proteste

Tutte le opposizioni avevano chiesto le dimissioni di Spano, a partire da Giorgia Meloni: "Fratelli d’Italia presenterà oggi stesso un’interrogazione urgente al Governo per chiedere la chiusura immediata dell’Unar e le dimissioni del suo direttore Spano", ha scritto su Facebook. "E' vero che Palazzo Chigi finanzia la prostituzione omosessuale? - Si chiede il senatore Maurizio Gasparri in una nota -. Se fossero confermate le notizie di stampa in proposito sarebbe un fatto di una gravità assoluta oltre che di rilevanza penale. Gentiloni chiarisca subito se è vero che attraverso l'Unar, il cosiddetto ufficio della Presidenza del Consiglio contro le discriminazioni, si foraggia per oltre 50mila euro un circolo di Roma che avrebbe tra le sue peculiarità anche la possibilità di ottenere sesso gay a pagamento. Siamo alla follia. Vogliamo le dimissioni di chi è alla guida dell'Unar e la netta presa di distanza del Presidente del Consiglio. Si sta superando il limite della decenza e della tollerabilita'. Gentiloni spieghi subito". 

Il Movimento 5 Stelle invece, ha chiesto spiegazioni direttamente al sottosegretario Boschi: “Ha qualcosa da dire su questo? È stata ‘promossa’ a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle pari opportunità. L’avrà visto questo servizio? Il M5s nelle prossime ore depositerà un’interrogazione parlamentare”, ha scritto Alessandro Di Battista su Facebook.

Anche il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, in cui chiede di aprire un’indagine sull’utilizzo dei fondi pubblici da parte dell’Unar. "Difficile immaginare che ‘azioni positive’ di questo genere possano includere, in qualsivoglia misura, attività che includano la prostituzione. Se il servizio delle Iene trovasse rispondenza alla realtà – ha sottolineato Codacons – si solleverebbero dubbi non solo sullo spreco di denaro pubblico ma sull’illecito utilizzo dello stesso, oltre a gettare una luce inquietante su tutta l’azione dell’Unar".

Chi è Francesco Spano: da Berkeley al Maxxi

Nato nel 1977. Dopo aver frequentato il Liceo classico, si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi Siena ed ha avuto un dottorato di ricerca alla Scuola superiore “Sant’Anna” di Pisa. Ha studiato anche all’“Institut catholique de Paris” e la “School of Law” della University of California di Berkeley.

Ha insegnato diritto, politica e religione presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Siena e presso il Master in Religioni e mediazione culturale dell’Università “La sapienza” di Roma. È stato coordinatore della Consulta giovanile per il pluralismo religioso e culturale istituita dai ministri Amato e Melandri; collaboratore del ministro dell’Interno Giuliano Amato e consulente di importanti istituzioni, come l’Unicri ed il Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia, per le questioni relative alla tutela delle minoranze, al dialogo inter religioso ed alle politiche di contrasto alla radicalizzazione. È stato Segretario generale della Fondazione Maxxi. Era alla guida dell’Unarl’11 Gennaio 2016.

Sulla vicenda registriamo un intervento dell'Arci Gay

Il corpo, inteso come strumento politico, è il vessillo della Libertà

«L’attacco all’Unar è un attacco all’esercito di pace che da decenni in Italia combatte contro ogni forma di discriminazione, in difesa della libertà di tutti e tutte. Ed io, fiero soldato di questo esercito, partecipo della ferita inferta.»

Luigi Pignatelli, attore e poeta, fondatore e presidente del Comitato Territoriale Arcigay Taranto e militante lgbtiq e non solo, interviene sulla querele aperta a seguito della messa in onda del servizio deLe Iene, aprendo una finestra sulla propria sfera privata e focalizzando l’attenzionesulla concezione del corpo (che oggi più che mai è uno strumento politico, vessillo della conquista della libertà)e del sesso.Luigi Pignatelli

«Se a diciottanni avessi avuto un rapporto meno conflittuale col mio corpo e fossi stato meno timorato di Dio, oggi sarei ricco e famoso. Le mie doti attoriali avrebbero prestato il fianco ad unanatomia che fa gola anche a me stesso (sì, oggi mi amo, mi desidero, mi rispetto). Per prostituirsi o girare film porno occorrono coraggio e forza. Spero con tutto me stesso che alcune anime poco sensibili comprendano che sotto ogni abito di pelle cè una storia. Io ho gettato la maschera molti anni fa. Potrebbe sembrare fuori tema la mia confindenza, ma il sesso, a mio avviso, rappresenta uno dei primi strumenti di crescita e affermazione personale e sociale.

Sul serviziofatto da(così si firmanoLe Iene, ma, italiano, amore mio, ti salverò!) un paio di inquisitori si è detto di tutto. Anche io ho rilasciato delle dichiarazioni per conto della realtà che rappresento, non coinvolta nella vicenda. Determinate immagini, malgrado il poco divertente gioco a scomparsa dei bollini, violano la privacy di tutti gli individui intervistati con linganno. Furbescamente è stata camuffata soltanto la voce delteste, ilpentito” ripreso di spalle (topos immancabile) eassurto a salvatore del decoro e dellosservanza trasparente della legge. Ingiustificabile l’outing di Francesco Spano (per giunta lungamente deriso), ex direttore dell’Unar, al quale va la solidarietà mia e del Comitato Territoriale Arcigay Taranto. Video rubati e montati con sapiente maliziae infinite illazioni cesellate nel pieno rispetto dei tempi teatrali, gettano ombre sullinterà comunità arcobaleno italiana, da decenni impegnata nella lotta contro MTS, omotransfobia e diseguaglianza sociale.

Questo servizio, la cui visione è usufruibile sul sito di Mediaset a persone di ogni età, genera ulteriori angosce e paure nell’animo già poco sereno diquegli adolescenti che stentano a fare coming out in famiglia e a scuola, poiché gli stereotipi e i pregiudizi (altamente celebrati e rinvigoriti dalla pruriginosa confezione della narrazione in sequenze e commenti ispirati ai più goliardici luoghi comuni) tardano a morire.

Al di là dellinvestimento dei soldi pubblici (che secondo alcune fonti in verità neppure sarebbero giunti e secondi altre sarebbero congelati in attesa della partenza di progetti finalizzati allapertura di CAV), chi ha sbagliato (e ad oggi ancora non lo sappiamo) è giusto che affronti la giustizia.

Ciò precisato, collegandomi anche ad uno dei temi affrontati con il gruppo delle sensibilità femminili Voce del Verbo Donna, interno alla realtà che presiedo, e con il collettivo locale di Non Una Di Meno, ora parla Luigi, non il presidente di una associazione lgbti, ma il ragazzo dall’età indefinita, a lungo consideratomorigerato e casto, il giovane uomo che anni fa ha chiuso un bellissimo capitolo della propria vita perché... perché (e qui urge la prima persona singolare, perché quando si fa ammenda occorre assumersi tutte le responsabilità) non capivo, perché malgiudicavo, perché per me il sesso non poteva essere slegato dallamore e determinate aperture appartenevano“alle leggi del demonio. Ero cieco e bigotto.

Oggi so che alcune associazioni (le stesse che demonizzavo perché supponevo avessero fagocitato mente e cuore dellaltro protagonista del capitolo chiuso) offrono spazi protetti e ogni tipo di precuzione. Ma, per quanto tutti e tutte ci impegniamo in campagne di informazione e sensibilizzazione e siamo concordi nel ribadire quotidianamente che il condom è il più importante strumento di prevenzione, la libertà va rispettata e difesa.

Ognun* è liber* di fare quello che vuole, anche di non usare il preservativo (come dichiarato candidamente nel servizio da alcuni avventori) con la piena consapevolezza delle possibili conseguenze. Non sto giustificando persona alcuna, ma se io un giorno vorrò prostituirmi o fare bareback, pissing, fisting o girare un film porno, saranno cavoli miei e basta, perché la sfera privata non inficia il mio ruolo nella società e l’apporto che la mia persona può dare alla collettività. Finché la mia volontà non sarà subalterna a quella di qualcun altro e finché io non annullerò il libero arbitrio di qualcun altro, nessun* avrà il diritto di giudicarmi. Finché sarò padrone del mio corpo – quello stesso corpo che mi ha dato la natura, Dio, la combinazione casuale dei cromosomi, o il nuovo corpo che avrò scelto di riassegnarmi per affrontare una eventuale disforia di genere – potrò farci quel che mi pare.

Cè sempre una storia dietro, ricordiamocelo prima di giudicare.»

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