ANNO XV Settembre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 28 Febbraio 2017 08:15

«Una nuova prospettiva per l’umanità, un progetto di rinascita per Taranto»

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Riceviamo e pubblichiamo - Il circolo Peppino Impastato a congresso. Sabato 25 febbraio si è celebrato il congresso del circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione Comunista di Taranto. Al termine della discussione è stato eletto il direttivo, che ha confermato Giovanni Lippolis nella carica di segretario.

 

Importanti aspetti di novità sono evidenziati dalla composizione del nuovo gruppo dirigente. Accanto alla tradizionale componente operaia legata al siderurgico, si rafforza la presenza di lavoratrici e lavoratori, stabili e precari, attivi in altri settori (telecomunicazioni, professioni, ricerca, ristorazione, pubblica amministrazione ecc.). Inoltre, migliora nettamente il rapporto fra i sessi: circa il 40% del nuovo direttivo è composto da donne. Questi elementi segnalano la vitalità del circolo Impastato e la sua crescente presenza nei luoghi di lavoro e nelle situazioni di conflitto locali. Queste basi assicurano un punto di partenza significativo per l’iniziativa politica dei prossimi anni.

Nel documento politico, approvato all’unanimità dall’assemblea congressuale, si legge che “il circolo Impastato individua nella fase attuale una crisi strutturale del sistema capitalista, le cui manifestazioni sono sotto gli occhi di tutti: disoccupazione di massa, aumento dello sfruttamento nei luoghi di lavoro, crescente aggressione dell'ambiente naturale. Queste condizioni pongono l'intero genere umano di fronte a rischi catastrofici: l'economia globale è in panne, e il tentativo dei diversi paesi di imporsi sui mercati internazionali alimenta tensioni sul piano commerciale e politico, accendendo vecchi e nuovi conflitti; le guerre, la crisi e gli sconvolgimenti ambientali sono alla base di migrazioni di enorme portata; movimenti populisti di destra, cavalcando il malessere e le paure della gente comune, vanno imponendosi in diversi paesi, trasferendo il conflitto sociale sul piano della "guerra fra poveri" fra lavoratori locali e lavoratori stranieri. Da questa spirale potenzialmente distruttiva si esce solo con un'alternativa di sistema. Mai come oggi l'alternativa "socialismo o barbarie" è attuale.”


“L'Italia – continua il documento –  vive con particolare intensità gli effetti della crisi. Interi pezzi di territorio, nel Mezzogiorno in particolare, sono abbandonati a se stessi; la povertà si diffonde anche in ampi strati di lavoratori; milioni di giovani vedono disperse le proprie esistenze. Le classi dominanti cercano di gestire questa situazione attraverso una crescente torsione autoritaria che attraversa non solo le istituzioni politiche, ma gli stessi luoghi di lavoro e di studio. Di questo parlano il tentativo di modifica della Costituzione, respinto attraverso una straordinaria mobilitazione di popolo, e le controriforme del lavoro e della scuola.”


Venendo al contesto locale, il circolo Impastato rileva che “il territorio ionico rappresenta in maniera emblematica alcuni elementi della crisi che stiamo attraversando: intere fasce di popolazione sono sprofondate in condizioni di miseria disperate; l'emigrazione e la disoccupazione giovanile hanno assunto carattere cronico; il tessuto economico locale va desertificandosi - e anche gli stabilimenti maggiori rischiano pesanti ridimensionamenti. Su tutto questo continua a gravare una situazione di inquinamento ambientale e di rischio sanitario insostenibile. La situazione di Ilva dimostra l'inadeguatezza del capitalismo ad affrontare i problemi fondamentali della società. Il fine del profitto impedisce di perseguire in maniera organica l'obiettivo del risanamento ambientale, ribadendo la contrapposizione fra salute e lavoro.”


“Di fronte a tutto questo – afferma il documento – è necessaria un'iniziativa politica di ampio respiro. Rifondazione comunista ha il compito di sfidare il “pensiero unico”, proponendo una lettura della crisi basata sull'analisi concreta dei processi storico-sociali, che focalizzi l’attenzione sull’aggressione del capitale al lavoro e alla natura. Rifondazione Comunista deve contribuire alla crescita dei movimenti di contestazione locali e nazionali, ponendo con forza il tema della cooperazione fra segmenti e realtà diverse. Rifondazione Comunista deve intensificare gli sforzi per la costruzione di un soggetto politico unitario, alternativo al blocco che ha fatto proprie le politiche

di austerità e precarizzazione imposte dal capitale finanziario.”

Nelle conclusioni la nota del circolo Impastato torna sulla situazione di Taranto. A questo proposito, “Rifondazione Comunista si impegna ad accrescere la propria presenza nei luoghi di lavoro e di studio, ad estendere l’attività sociale e a rilanciare la formazione dei militanti. Sulla drammatica situazione ambientale della città, Rifondazione Comunista ribadisce la propria posizione: è necessario un reale controllo pubblico di Ilva che persegua prioritariamente la risoluzione definitiva della situazione di rischio sanitario, adottando tutte le misure necessarie ad abbattere la nocività delle produzioni; perché nessun posto di lavoro vada perso, va sperimentata in maniera sistematica la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.”

“In vista delle prossime elezioni amministrative – conclude il documento –, Rifondazione Comunista ritiene necessario aggregare le forze progressiste della città, chiaramente alternative al blocco che ha governato Taranto negli ultimi anni, per individuare una candidatura autorevole, che si sia distinta nella difesa del territorio, in netta discontinuità con i gruppi e le personalità compromesse con la giunta Stefàno.”

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Circolo “Peppino Impastato” – Rifondazione Comunista Taranto

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