ANNO XVI Dicembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 15 Marzo 2017 11:18

Taranto - Festa del falò e della tavola di San Giuseppe Pro Loco di Lama, Art Garden. Farfugghie e fanoie.

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa pervenuto da Associazione Turistica “PRO LOCO LAMA” Presidente dott.ssa Giovanna Bonivento 3285982458

La FESTA DEL FALO' della storica PRO LOCO di LAMA si svolgerà il 19 marzo 2017 dalle 18 alle 23 nel grande spazio rurale e creativo nuovo ART GARDEN di Lama di via Circonvallazione dei Fiori n. 30. Ingresso libero. Ampio parcheggio interno. La festa comprende una gara dei sapori tipici per le tavole di San Giuseppe: chi partecipa (iscrizione gratuita al momento) porterà un dolce o un salato da poggiare chiuso col cellophan  sulla maktra o tavola di San Giuseppe e sottoporre alla gara del piatto più tipico della festa; la giuria è composta da: poeta Dino Maiano, patron della spazio ART GARDEN di Lama ed ex Cinema Fiamma, dott. Raffaele Russo Responsabile Gruppo Protezione Civile del Comune di Taranto, giornalista Franco Leggieri, dott.ssa Giovanna Bonivento referente del GSL-LAMA Gruppo di Supporto Locale Rigenerazione Urbana-Ambito 7 (Lama San Vito Talsano)-Sottoambito Lama e Presidente dell’Associazione Turistica “Pro Loco di Lama”. L’archeologa, devotissima a San Giuseppe, alle ore 18,30 terrà una conversazione sul significato dell’antichissima tradizione dei falò nell’area ionica tarantina, evidenziando come anche il valorizzare le tradizioni popolari faccia parte della rigenerazione socio culturale di una comunità.Perché si fanno i falò nella festa di San Giuseppe? Perché si allestiscono le tipiche “tavole”? Falò e tavole di San Giuseppe sono legati al rinnovo della natura, all’ingresso della stagione primaverile con l’equinozio  che sarà il 21 marzo; a San Giuseppe, santo calendariale, si chiedono grazie come figura di intercessione tra terra e cielo; si lancerà anche un appello per recuperare una tipica chiesetta rurale sita nella campagna tarantina (Contrada Gennarini), dedicata al Santo, in stato di avanzato degrado ma che  conserva ancora belle pitture, espressione di profonda e radicata devozione popolare. Si riprenderà anche un aspetto particolare del falò: il rito della farfugghia, ovverosia la piallatura ricavata dalla lavorazione del legno; era un’ usanza delle botteghe dei falegnami tarantini mettere da parte la piallatura per la devozione a San Giuseppe; si tratta delle falde sottili a forma di trucioli che anche il santo falegname otteneva col suo lavoro ma la ricerca etimologica porta a furfuracula che significa tenebre e dunque il lancio dei trucioli sul falò è un gesto simbolico antichissimo per allontanare il buio e ritornare alla luce solare. A vulate d’a farfugghie che la “Pro Loco Lama” ricupera da molti anni ha inoltre relazione col vento, essenziale per allontanare le nuvole invernali, ma non centra il wind day bensì l’antichissimo rito magno greco tarantino detto Anemotas, perché i venti o Anemoi erano considerati divinità collegabili al Sole perché lo anticipano in primavera spazzando via le nuvole invernali; per questo era loro dedicato, nel territorio dell’antica Taras spartana, il sacrificio di un asino per propiziare venti buoni alla navigazione eliminando quelli freddi e burrascosi. Alla vulate d’a farfugghie si abbina il gracidare della raganella o ruezzele, invenzione di Archita, per accompagnare col cra cra il bagliore del fanòje. I falò tarantini- scrive l’archeologa Giovanna Bonivento- sono collegati al substrato magno greco e l’indicatore è la parola dialettale fanòje da fanòs faòs che significa luce, vita, apparizione della luce solare. Molti paesi del tarantino celebrano il falò con le tavole in cui si gustano zeppole, rape stufate, pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e mollica fritta, cartellate, grano, peperoni fritti, alici, taralli, cozze , bruschette, baccalà fritto, lampascioni, crostatine di marmellata d’uva o fichi, pettole, pani dalle forme tipiche, dolci votivi e primizie di stagione. Il falò di San Giuseppe allestito in tutta sicurezza all’interno dell’ampio spazio rurale di Art Garden sarà benedetto da Padre Angelo Berton della Comunità Saveriana di Lama.  Prevista la mostra San Giuseppe ed altri Santi ispirata agli affreschi bizantini nelle grotte a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Kerameion Onlus, il cui ricavato sarà devoluto a servizi di integrazione portando il benessere della creatività nei Centri Diurni e Scuole; interventi di: Emanuela Zucchetta Cafiero responsabile provinciale Associazione Nazionale Il Melograno, per i diritti civili delle persone vedove, dott.ssa Mariangela Tomado Lamanna per il Comitato 16 Novembre Onlus per la SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Disabilità Gravi e Gravissime, Patologie altamente invalidanti; Associazione Marino Abbracciavento Sport Cultura tempo Libero Sociale Amicizia Solidarietà, Gruppo Sportivo Polizia Locale Remo Giancane, Associazione La città che vogliamo. Si darà voce a poesie in italiano e dialetto e ricordi della tradizione di San Giuseppe dalla Città Vecchia al Borgo alla campagna e frazioni della periferia (Lama, San Vito, Talsano)-Poeti artisti ed associazioni di volontariato potranno esprimersi e mostrare la loro vena artistica ed attività sociale. Tradizione del falò e delle tavole di San Giuseppe a Lama dunque tra folklore,cultura e devozione popolare: un evento culturale etnologico da non perdere.

 

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