ANNO XX Gennaio 2026.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 28 Marzo 2017 00:00

Domenica del cieco nato e della gioia

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IV Domenica di Quaresima Primo libro di Samuele 16,1b.4a.6-7.10-13.  In quei giorni, il Signore disse a Samuele: "Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re". 

Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando Iesse e i suoi figli gli furono davanti, egli osservò Eliab e chiese: "È forse davanti al Signore il suo consacrato?". 
Il Signore rispose a Samuele: "Non guardare al suo aspetto né all'imponenza della sua statura. Io l'ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore". 
Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi". 
Samuele chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele ordinò a Iesse: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui". 
Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: "Alzati e ungilo: è lui!". 
Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi.

 



Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 5,8-14. 
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 
il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 
Cercate ciò che è gradito al Signore, 
e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 
poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 
Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 
Per questo sta scritto: "Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà". 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 9,1-41. 
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita 
e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 
Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 
Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 
Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 
e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 
Alcuni dicevano: «E' lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». 
Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?». 
Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista». 
Gli dissero: «Dov'è questo tale?». Rispose: «Non lo so». 
Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: 
era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 
Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 
Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c'era dissenso tra di loro. 
Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «E' un profeta!». 
Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. 
E li interrogarono: «E' questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?». 
I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; 
come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso». 
Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano gia stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. 
Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età, chiedetelo a lui!». 
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 
Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo». 
Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». 
Rispose loro: «Ve l'ho gia detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». 
Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! 
Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». 
Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 
Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. 
Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. 
Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». 
Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori. 
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 
Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 
Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 
Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi. 
Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». 
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». 
Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato riman

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Mi ero alzato alle 4,20.

Voi dovete sapere che io sto scrivendo il mio Cinquanta anni di maturità. Sono al decimo capitolo, avendo iniziato il 17 marzo con la volontà di dir tutto in questa primavera. Vi trasferisco quel che avevo già scritto:

*

Domenica 26 marzo 2017, san Emanuele, ore 5,46.

Ho fatto la misurazione in poli-sonnografia ed ho ben dormito dalle 19,55-4,20.

Ho chiuso ieri sera dopo la lezione di papa Francesco a san Siro con i bimbi cresimandi: uno spettacolo carismatico di comunicazione pedagogica in un contesto di stadio! Godo da fedele, da sociologo, da cristiano. Cose da papa, zumero:

pa-pah

cella, inner sanctum of temple (loanword from Akk. papahu(m); cf., Orel&Stolbova#1926, *pah- “close, lock”) .

In zumero stretto è ba-bah, attesa la p accada che vira da b.

Ciò porta, dunque, ai grafi ba-bah.

ba

  n., share, portion; rations, wages [BA archaic frequency].

  v., to give; to divide, apportion, share, distribute, split, alliot; to pay; to extract (interchanges with bar) .

bahar2

  potter [vasaio] (BAHAR2  archaic frequency: 50, concatenates 3 sign variants].

Questi ‘tre segni varianti’, espressi strettamente in connessione a significare l’antico ‘vasaio’ offrono uno spettacolo formidabile. Devo calmarmi per descriverlo bene. I tre segni mostrano:

-l’intermedio h connettivo con l’Aldilà hubur!

hubur

netherworld (hab, ‘to rot, stink’, + ur2, ‘root; base’).

-il finale ar2 = ara2:

ar2 re (-es)

  praise (‘praise’ + phonetic complement + ‘much’).

  adj., praiseworthy.

ara2, ar2 [UB]

n., praise, glory, fame; mound.

  v., to praise, glorify.

(na4)ar3, 5, ar3, ur5 [HAR]

  n., millstone, quern [macina]; millet, grinder; watercourse (cf., har/hara, kin2, kikken, ur5) (hara –many small esplosions + sliding motion) [UR5 archaic frequency].

  v., to coarsely grind; to destroy; to make groats or crushed flour, to chew (in redup. form, read ar3-ar3).

  Adj., ground, milled, crushed, pulverized, small; young.

-l’iniziale ba (reciproco di ab):

ba

  n., share, portion; rations, wages [BA archaic frequency].

  v., to give; to divide, apportion, share, distribute, split, alliot; to pay; to extract (interchanges with bar) .

Ab

  windou; opening; niche, nook (cf., aba) [AB archaic frequency] (sign also used as -es3  and aba- for this reading in Fara period, see Kreebernik, Beschworungen].

ab- (-ba)

  (cf., aba).

gis ab-ba

  (cf., gis-ab-ba (-k)).

*

Io non sapevo che la liturgia contemplasse nella IV domenica di Quaresima la Gioia.

Osservo come gioia corrisponda a zum. hp.: ig.uia, ‘porta ap. Cielo.sentiero.terra’.

Il Vasaio espresso dal connettivo h di unione di Cielo e Terra, chiaro in an.th.ar.ish, è dio Padre. Lo ricordo dalla lettura di Khaled Fouad Allam, Marco Alloni, Leggere il Corano nel Deserto, R.E., Aliberti compagnia editoriale, 2015: 18-19.

“E’ un versetto straordinario, davvero, pazzesco. Inoltre, in arabo, come sai, la parola ‘mare’ o ‘oceano’ viene designata con la parola bahr. E se fai l’anagramma della parola bahr –anche trascritto in lettere latine- quel che ne scaturisce è un’altra parola: harb, che significa ‘guerra’. Al di là della costruzione lessicale della singola parola bahr, in questo versetto è contenuto tutto ciò in cui possiamo dunque sperare e in cui non possiamo sperare.

Personalmente, approvo le parole di Khaled e preciso che la lettera h è esattamente quanto dobbiamo esplorare, ovvero l’egizio Ankan.

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