ANNO XVI Settembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 06 Aprile 2017 15:46

Armi chimiche usate come pretesto per destituire il presidente Assad

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La Siria diventa sempre più affollata di unità speciali estere presenti. In Siria albergano uomini della Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giordania e Israele. I russi e gli americani sono in più presenti con i loro eserciti. Tutti avevano il potere di  distruggere l'enorme arsenale chimico presente in Siria, ma nessuno lo ha fatto. Le accuse lanciate dagli stessi paesi presenti in Siria, sono fuori luogo, sapevano e potevano ma non hanno agito. Gli stessi che accusano sono le stesse persone responsabili di negligenza tattica. Intanto continuiamo a contare i morti e ci indignamo, il numero dei morti a Kkhan Sheikhoun è salito a 162 e tra questi tanti piccoli bambini morti in un'agonia straziante, mentre tantissimi sono i feriti curati negli ospedali e in luoghi di fortuna.


Ci indignamo ma ne Mosca e ne Washington e neppure Ankara intendono risolvere una volta per tutte la presenza di fusti chimici presenti e alla portata di tutti in Siria. I morti in 6 anni di guerra sono oltre 600.000 per lo più civili, e gli sfollati 12 milioni. Un intero stato da ricostruire danni per bn di $. Una intera generazione di giovani che non c'è più. Un paese da ricostruire dalle macerie e cosa fanno gli Stati, si rivolgono al paracadute ONU pur di deresponsabilizzasi. E cosi assistiamo alle solite sessioni convocate in seduta straordinaria all'alba di ogni disastro. Anche se sanno che non portano da nessuna parte, perchè diciamola tutta, non c'è volontà di risolvere il problema. Per qualche giorno ci diletteremo a dividerci tra pro e contro Assad, ma lasciamo che in Siria la gente continua a morire. Le nostre colpe partono da lontano, tutti sapevano della presenza di notevoli quantità di gas chimici, noi ne parlammo nel settembre 2011 appena arrivammo ad Aleppo, quando la città ricca di fasti, non era ancora stata toccata dalla guerra civile. Una città splendida dove si viveva all'occidentale, sormontata dalle mura della "Cittadella" un tesoro dell'Umanità, che l'uomo barbaro ha distrutto. Già allora quotidianamente con lo pseudonimo di Carlesimo, per motivi di sicurezza, scrivevo quello che accadeva in questa splendida terra. Qualcuno di voi, tra i più vecchi del gruppo, ricorderanno la preoccupazione che esprimevo nel sapere che in una terra in mano a bande armate, l'esercito siriano non facesse nulla per mettere in sicurezza i tanti centri di stoccaggio di armi chimiche e batteriologiche dell'esercito siriano. Spesso accantonate in strutture isolate nei dintorni di Aleppo, dove qualsiasi gruppo armato poteva prenderne possesso. L'occidente sapeva del pericolo ma non fece nulla per supportare la Siria a trasferire quelle armi in luoghi sicuri, visto il perdurare del caos ad Aleppo. Ora si ritorna a parlare di armi chimiche, mai che siamo disposti a prenderci le nostre responsabilità, è più facile lapidare chi è lapidato da 6 anni, e nonostante tutto continua ad essere amato dal suo popolo. Dobbiamo smetterla di imporre la nostra democrazia con le armi in paesi sovrani rompendo quegli equilibri che tengono unito uno Stato. Gli esempi sono tanti, lo abbiamo visto in Jugoslavia, Iraq, Libia, Tunisia, Egitto e presto nei 2018 paesi del Baltico. Non si può pensare di occidentalizzare il mondo, quello che ci ritorna poi è sotto gli occhi di tutti, morti e fiumi di profughi in fuga. Impariamo ad essere meno cinici e cominciano a tendere la mano a chi ci chiede aiuto, un mondo è perfetto quando allontaniamo da noi pregiudizi religiosi, razziali, e non guardiamo dall'altra parte quando qualcuno vuole esporci il proprio problema, prima o poi toccherà anche noi e i rimpianti saranno tanti per non averlo voluto affrontare al momento giusto. Ora la Siria ha un grosso problema, che non può certo risolverlo l'ONU, un inutile carrozzone al servizio delle 5 famiglie che governano il mondo. In Siria ci sono 12 grossi bunker pieni di armi batteriologiche presidiate dagli ispettori dell'ONU. Vi rendete conto, pulci a guardia di elefanti. Immaginate solo per un momento cosa possa accadere se finiscono in mano a terroristi, potranno essere usate nelle nostre città, cazzo, ma ci poniamo o no il problema. La stampa ha grandi respinsabilità, in questo momento non c'è bisogno di continuare a mettere benzina sul fuoco ce ne e gia tanta, quello che serve è la moderazione e l'intelligenza di capire per risolvere il grave pericolo.
Abbiamo assistito a Ginevra solo a proclami, strette di mano tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov sotto mille riflettori per festeggiare il negoziato della risoluzione delle armi chimiche in Siria. Era il 2014 siamo al 2017, dopo 3 anni torniamo al punto di partenza, io dico avremmo fatto degli errori, perché non si è partiti da questi per trovare le strade giuste per distruggere quelle armi? Mi viene da pensare che non si voglia fare per avere la giustificazione delle pressioni sulla Siria. Ma qui c'è in gioco l'esistenza del genere umano. Pensate solo per un momento che accadrebbe se una di queste fiale viene rilasciata in una grande città tipo New York, un disastro umanitario indefinibile. Basta con negoziati farsa vogliamo concretezza, impariamo ad essere più cartesiani e pretendiamo da chi ci governa il rispetto dell'UOMO.
DICO BASTA a organismi tipo OPCW Agenzie dell'ONU, scatole vuote che fanno gli interessi di pochi. Un richiamo all'Iran di finirla con le consegne di bombe al cloro. Non a caso l'aeroporto T4 vicino Palmyra è stato bombardato da Israele 2 settimane fa, in quell'aeroporto atterravano aerei cargo iraniani con bombe al cloro prodotte negli stabilimenti militari iraniani dirette agli Hezbollah. Di questo hanno grossa responsabilità sia gli americani che i russi che non hanno impedito queste "consegne".
Credo che lo abbiano fatto per non rendere più difficile di quello che è, il rapporto con l'Iran. Però mi domando come lo sappiamo noi di queste forniture in arrivo dall'Iran pensate non lo sapessero i terroristi? In Siria dove la legalità è saltata, anche tra i civili, il bisogno trasforma i comportamenti umani e 6 anni di guerra cruenta dove manca di tutto, capite da soli, come è facile comprare il silenzio. Pensate che l'ennesima Commissione di inchiesta internazionale voluta dall'ONU serva a risolvere la responsabilitá delle origini delle armi chimiche che hanno avvelenato e ucciso centinaia di persone nei pressi Idlib? Saranno sole parole date in pasto alla stampa indottrinata che non aspetta altro per i loro titoloni a tutta pagina, già li immagino, Assad il tiranno ci riprova..., il regime massacra la sua popolazione, Assad prosegue il massacro protetto dallo scudo di Mosca e cosi via. È ora di finirla bisogna che tutti i paesi che stanno combattendo i terroristi in Siria, trovino una strategia comune per localizzare e distruggere gli stock di armi chimiche presenti in Siria.
Si deve approntare una unità speciale di terra che le scovi e le metta sotto protezione prima di muovere le forze di terra per liberare città come Raqqa, Idlib e altre in mano ai terroristi. Un bombardamento nel cuore dell'ISIS è estremamente pericoloso, nessuno può sapere se nei palazzi sono nascosti e quanti fusti chimici ci sono. Meglio allungare i tempi per la liberazione delle città in mano all'ISIS. Non è il caso di scatenare un attacco con bombe, l'alto rischio che qualche silos venga colpito e gli agenti chimici si propaghino nell'aria provocando decine di migliaia di morti in poco tempo e altri successivamente per il favore del vento dovrebbe far ripensare alla missione in fase di pianificazione. Il famoso proverbio meglio l'uovo oggi che la gallina domani, in questo caso dovrebbe essere riformulato anteponendo i soggetti stante le condizioni logistiche sul territorio.

Maurizio Compagnone
Opinionista

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