ANNO XVI Gennaio 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 07 Aprile 2017 00:00

Taranto - Zona economica speciale secondo giorno di lavoro del gruppo operativo

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L’Agenzia di sviluppo, i cui soci sono la Camera di commercio, il Comune e la Provincia di Taranto, potrebbe giocare un ruolo importante nell’ambito della individuazione per Taranto di una Zona economica speciale.

E’ questa una delle novità emerse nel corso del secondo incontro del gruppo operativo riunitosi nel pomeriggio di mercoledì a Bari, nell’aula Consiglio del Rettorato dell’Università degli Studi, vista anche la disponibilità della Camera di commercio ionica, rappresentata dal dott. Antonio Marinaro, a rendere utilizzabile questo strumento di lavoro.

Zes avanti tutta, dunque. L’importanza di dotare Taranto di questo importante strumento di fiscalità di vantaggio è stata ribadita sia dal consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del gruppo di lavoro,  che dai componenti il gruppo: il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio, il prof. Domenico Laforgia, direttore del dipartimento Sviluppo economico Regione Puglia, il prof. Giuliano Volpe, archeologo e presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali del Mibact, il prof. Nicola Barbuti dell’Università di Bari e coordinatore del Polo pugliese per l’innovazione digitale del patrimonio culturale, il dott. Francesco Solofrizzo, dirigente sezione Finanze Regione Puglia, il dott. Franco Milella, consulente Ocse, il dott. Antonio Marinaro in rappresentanza della Camera di commercio di Taranto, il prof. Aldo Berlinguer, ordinario di Diritto comparato all’Università di Cagliari, che per l’occasione era in collegamento skipe.

E proprio all’Agenzia di sviluppo il prof. Laforgia ha proposto la redazione di uno studio che punti a capire “quanto vale, in termini economici, l’investimento per il recupero del patrimonio culturale della città di Taranto” in modo da invogliare l’insediamento di piccole e medie imprese nel tessuto sociale tarantino puntando, però, “ad una Zes che preveda esenzioni fiscali almeno decennali per cui - ha aggiunto Laforgia - servono proposte di sviluppo che bene si innestino in un contesto di insviluppo”. Insomma, sì ad una connotazione prettamente culturale per la Zes ionica “ma pensiamo - ha concluso Laforgia - a qualcosa di piu’ grande e piu’ completo” soprattutto in previsione, hanno sottolineato tutti i presenti all’incontro, di un gran numero di lavoratori in uscita dalla grande industria.

Ma l’impronta culturale può essere il vero grimaldello capace di scardinare la porta, per il momento ancora chiusa, di una Zes che, nei progetti e nelle proposte di altre realtà italiane (Messina, Regione Calabria e Regione Lombardia), si limita all’aspetto della defiscalizzazione. “Insistere sul profilo culturale significa dare valore aggiunto alla proposta che partirà da Taranto e dalla Regione Puglia unito alle tematiche ambientali e al recupero della città vecchia che costituiscono ulteriori elementi di considerazione”, ha sottolineato il Magnifico rettore Uricchio.

Resta il fatto che, a proposito della fiscalità di vantaggio, va indagato attentamente, come ha rilevato il prof. Volpe, se “i vantaggi sono realmente significativi, se sono davvero attraenti o se vanno incrociati con altri aspetti incentivanti” per cui è necessario lavorare “per capire a quali imprese vogliamo rivolgerci e che tipo di supporto possiamo garantire al di là degli incentivi fiscali”. Uno strumento, ha fatto presente il prof. Volpe, potrebbe essere la sperimentazione di un progetto del quale il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali è fautore: ovvero la sperimentazione a Taranto “dei Policlinici dei Beni culturali e paesaggistici, cioè una struttura mista Università pugliesi, Soprintendenza, e nel caso specifico MarTa, collegato con le imprese per fare un’operazione avanzatissima di alta formazione con il sistema delle imprese. Una struttura sperimentale di formazione, ricerca, innovazione alta e quindi ricadute sul campo dell’occupazione e del trasferimento tecnologico in questo settore”. Vanno, però, pensate forme nuove di servizi aggiuntivi da affidare a imprese locali radicate e piu’ vicine alle esigenze sociali, prevedendo anche bandi che aprano alle imprese profit, perchè “il coinvolgimento  sociale - ha chiosato Volpe - è elemento dal quale non si può prescindere”.

Altro elemento di discussione è stato costituito dalla necessità di capire, ha evidenziato Franco Milella, se può esserci “una interazione tra Taranto area di crisi complessa e Zes” mentre il prof. Barbuti ha sottolineato che “l’incentivazione fiscale non costituisce per le microimprese un elemento determinante perchè è necessario avere un contesto  logistico che invogli” unito al fatto che l’esigenza delle microimprese e degli spin off è quella “di avere personale formato ma non necessariamente di tipo universitario”.

Cosa serve allo stato attuale? Serve, ha spiegato il direttore del settore Finanze Regione Puglia, Francesco Solofrizzo, “una cornice di tutta l’attività che si vuole fare per l’ottenimento della Zes puntando sulla specializzazione dell’aspetto culturale, sulla defiscalizzazione, sulla gerarchizzazione di ciò che è importante e di ciò che non lo è valutando sempre quale deve essere la strumentazione di intervento piu’ idonea”.

“Non posso che essere soddisfatto di quanto scaturito dall’incontro di questo pomeriggio”, è il commento del consigliere regionale Gianni Liviano, coordinatore del gruppo di lavoro. “Non sfugge a nessuno - ha aggiunto Liviano - che è fondamentale liberare risorse attraverso un quadro normativo appropriato. Ciò che emerge da questo incontro è che è opportuno e importante  un percorso di fiscalizzazione di vantaggio sul territorio ma che, da solo, non è sufficiente a garantire l’insediamento di attività economiche; capire bene se dobbiamo puntare ad una Zes esclusivamente tematica oppure ad un mix che apra la Zona economica speciale  anche a tutte le imprese che vogliano insediarsi; strumenti che puntino alla defiscalizzazione del costo di lavoro dal momento che c’è da pensare a quanti, nei prossimi anni, usciranno dalle imprese della grande industria e dell’indotto in crisi aiutandoli a reinserirsi nel mondo del lavoro”.

Il gruppo di lavoro tornerà a riunirsi, sempre nell’aula Consiglio del Rettorato dell’Università degli studi di Bari, martedì 18 aprile alle ore 15.  

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