ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 05 Agosto 2015 13:36

Il Papa, "no scomuniche per i divorziati, serve un'accoglienza reale"

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Città del Vaticano - No alle scomuniche che indebitamente vengono date dalle comunita' cristiane "verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del loro matrimonio: queste persone non sono affatto scomunicate, e non vanno assolutamente trattate come tali. Esse fanno sempre parte della Chiesa". Lo ha affermato Papa Francesco nella catechesi all'Udienza Generale di oggi. Verso di loro, ha scandito il Pontefice, serve "un'accoglienza reale".


  "Fratelli e sorelle buon giorno! Dopo aver parlato, l'ultima volta, delle famiglie ferite a causa della incomprensione dei coniugi, oggi - ha esordito Papa Francesco nella sua Udienza generale numero 100, la prima dopo la pausa estiva - vorrei fermare la nostra attenzione su un'altra realta': come prenderci cura di coloro che, in seguito all'irreversibile fallimento del loro legame matrimoniale, hanno intrapreso una nuova unione. La Chiesa sa bene che una tale situazione contraddice il Sacramento cristiano. Tuttavia il suo sguardo di maestra attinge sempreda un cuore di madre; un cuore che, animato dallo Spirito Santo, cerca sempre il bene e la salvezza delle persone". "La Chiesa non abbia mai la porta chiusa verso nessuno", ha scandito piu' volte il Papa che si e' soffermato sulla necessita' di "manifestare apertamente e coerentemente ai divorziati risposato la disponibilita' della comunita' ad accoglierli e a incoraggiarli, perche' vivano e sviluppino sempre piu' la loro appartenenza a Cristo e alla Chiesa con la preghiera, con l'ascolto della Parola di Dio, con la frequenza alla liturgia, con l'educazione cristiana dei figli, con la carita' e il servizio ai poveri, con l'impegno per la giustizia e la pace". Secondo Bergoglio, "l'icona biblica del Buon Pastore riassume la missione che Gesu' ha ricevuto dal Padre: quella di dare la vita per le pecore. Tale atteggiamento e' un modello anche per la Chiesa, che accoglie i suoi figli come una madre che dona la sua vita per loro". "La Chiesa - ha ripetuto - e' chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre Niente porte chiuse. Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunita'. La Chiesa e' la casa paterna dove c'e' posto per ciascuno con la sua vita faticosa". "Allo stesso modo - ha poi concluso il Pontefice - tutti i cristiani sono chiamati a imitare il Buon Pastore. Soprattutto le famiglie cristiane possono collaborare con Lui prendendosi cura delle famiglie ferite, accompagnandole nella vita di fede della comunita'. Ciascuno faccia la sua parte nell'assumere l'atteggiamento del Buon Pastore, il quale conosce ognuna delle sue pecore e nessuna esclude dal suo infinito amore!". (AGI)

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