Il tema è la città collegata e condivisa, che è punto di riferimento, di attrazione, scollegata dall’immagine grigia dei fum dell'Ilva. Vediamo l’approccio.
Melucci il porto lo mette in prima pagina quando parla dei prossimi cinque anni che “saranno estremamente importanti per Taranto: molti nodi relativi alla presenza industriale sono arrivati ai pettine e dovranno trovare risposte; iniziano finalmente a prendere forma le potenzialità del porto e delle altre infrastrutture, derivanti dalla collocazione strategica di Taranto al centro del Mediterraneo; ritorneranno nella disponibilità della città le aree demaniali occupate dalla Marina Militare che potranno essere destinate a servizi, verde, strutture formative e culturali.»
Punta al turismo parlando del brand Taranto da rilanciare tra le destinazioni turistiche nazionali ed estere. E per l’attrattività turistica scrive che essa ”potrà essere aumentata sfruttando il nostro straordinario mare, la nostra storia, i beni archeologici, culturali e paesaggistici di cui la città è ricca, (il Martà, il Castello Aragonese, il museo dell’Arsenale, le isole Cheradì, il Mar Piccolo, la banchina torpediniere, Nave Vittorio Veneto).
Saranno realizzati degli appositi percorsi archeologici, collocando Taranto nel circuito turistico del suo territorio: coste orientale e occidentale, la Valle d'Itria, le gravine. Cammini della via Appia e delle vie Francigene.
Anche la Baldassari nel suo programma parla di rilancio del Porto di Taranto anche pensando alla maricoltura e della ricerca biologica del mare, guardando anche alla logistica gestione sistemica del mare per: Distripark, Agromed, della Stazione Marittima. - Implementazione della logica manutentiva (cantieristica navale) e realizzazione degli interventi necessari per il collegamento alle altre modalità di trasporto.
Qui si parla anche di aeroporto, pur essendo questo legato alla Regione più che al comune, nel programma è richiamato sia per il trasporto merci ma anche passeggeri con una platea interregionale ionica lucana e nord calabrese (anche attraverso la ricerca di finanziamenti ad hoc e la realizzazione della bretella di collegamento tra l’Aeroporto e la Superstrada). Regole rigide per il rilascio delle concessioni demaniali e allocazione degli impianti. Creazione di un piano per la tutela delle acque, sistemazione del mercato ittico ed individuazione del sito dove allocare il porto peschereccio.
Per la mobility ecco nel programma della Baldassari la proposta di un Centro Intermodale Integrato (piattaforma logistica) che funga da elemento satellite a servizio di ampi territori, e qui si fa riferimenti alla ZES associata al porto di Taranto ed al suo retro-porto (anche individuando eventuali aree dismesse). Ciò comporterà il rilancio dei quartieri Tamburi, Porta Napoli, Città Vecchia che necessariamente dovranno rientrare nella Zona ZES. Sviluppo della logistica portuale ed extraportuale Potenziamento e definizione dei nuovi tracciati delle infrastrutture ferroviarie, stradali ed autostradali in funzione delle nuove esigenze di trasporto.
Per quanto riguarda l’attrattività il programma della Baldassari è molto articolato e anch’essa parte dal recupero e valorizzazione delle aree e degli edifici dismessi e non che insistono sulle zone costiere (aree demaniali). Puntando sulla creazione di un Museo della Marina attraverso l’adattamento dell’ Incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto
• Isola di San Paolo: valorizzazione del fortino napoleonico.
• Banchina Torpediniere: Riqualificazione di tutta la banchina (ultimata la dismissione della M.M. in essere già da tempo) per aree destinate alle attività culturali-turistiche (concessioni per apertura di bar-ristoranti-locali) con ampie aree destinate a parcheggio Collegamento diretto con la Villa Peripato.
• Allestire i capannoni abbandonati interni all’Arsenale Militare come Museo a testimonianza delle gloriose maestranze che lo hanno animato nel corso delle due grandi guerre. Il recupero delle sue aree demaniali militari e civili è un’occasione storica per dare maggiori servizi, verde e migliore vivibilità ad una città da sempre disastrata dal punto di vista ambientale, sociale, culturale ed urbanistico (ad esempio: foreste urbane, fruizione sportiva, centri di aggregazione, piste ciclabili e bike parking, corsie preferenziali per mezzi pubblici, parcheggi di scambio).
• Recupero e valorizzazione delle aree naturalistiche costiere
• Valorizzazione della Pineta Cimino.
• Oasi WWF: rivalutazione turistico-culturale.
• Circummarpiccolo: pista ciclabile e percorsi per jogging, con aree attrezzate per le attività ginniche, ludiche, e zone relax; fiume Galeso.
• Potenziamento delle idrovie (risoluzione delle problematiche tecnico-normative per la restituzione
della balneabilità del Lungomare).
Ampliamento della tutela e creazione di una riserva marina.
Dei due programmi, simili per la questione dell’uso del demanio dismesso, si può dire che quello della Baldassarri aggiunge contenuti, se nel programma di Melucci si parla di Cheradi, la Baldassari parla di recupero del fortino napoleonico di San Paolo, se nel programma di Melucci si parla di recupero del Vittorio Veneto, qui si dice che sarà un museo della marineria. Programmi complementari si potrà dire, forse chi si mantiene nel generico dà una linea di tendenza, chi dettaglia si impegna di più. Del resto cinque anni passano in fretta.
Le cose in più nel più nel programma della Baldassarri sono: il tema dell’Aeroporto che è molto sentito da alcune associazioni, qui si dettaglia e si parla ancora di quelle strutture retro portuali come il Distripark su cui si è tornati a discutere dopo decenni nell'attenzione della Regione Puglia su Taranto. Inoltre parla di Museo della Marina e dell'Arsenale, pineta Cimino, pista ciclabile sul Circummarpiccolo, Galeso citato da tutti i grandi poeti del passato anche da Pascoli, idrovie e balneabilità del lungomare. Alla prossima tematica
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