ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 08 Agosto 2015 05:47

Sogno l’innominabile e lo vinco: ecco com'è

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Sognarlo non dipende da me, spesso nei sogni siamo eterodiretti e questa presenza s'intrufola nel mio sogno in modo dispettoso e tenta di rovinarmi quello che sto sognando. Lo fa, per fortuna, non tanto sovente.

Il sogno rappresentava il trasloco di una associazione. Il gruppo delle persone che sogno, siano prese dalla vita reale, presente o passata, non ricordo, nel sogno ho la piena consapevolezza che siano miei amici. E’ una attività febbrile, cerchiamo di prendere tutto e non scordare nulla.

A un certo punto avverto che il mio viaggio, insieme a quello di un ragazzo che è vicino a me, è turbato da una presenza inquieta. Che ci costringe a fuggire; voliamo e veniamo avvolti da una piacevole nebbia  a strisce colorate; non avverto paura, anzi sento di essere più forte, di avere più potere in me; prego, a gran voce dico che da Napoli sta arrivando un esorcista, ma c’è una frase che pronuncio che diventa fondamentale e cambia tutto. Quando dico con forza: “la Madonna ti perseguiti”, a quel punto la nebbia scompare e siamo di nuovo con i piedi per terra e io vedo un essere spaventato che si materializza proprio davanti, molto vicino a me.

E’ poco alto, magro, capelli ricci e mossi e un po’ femminili, rivolge verso di me una faccia contorta in una inumàna espressione di spavento, prima di girarsi di nuovo e correre a perdifiato verso la strada.

Il suo corpo è nudo e ricoperto da una pelle ruvida e grigia come quella di un asino, non vedo le forme della parte posteriore, né code, però riesco a notare che ha degli zoccoli al posto dei piedi. Una macchina si ferma e quell’essere immondo vi si catapulta dentro. La persona che è all’interno della macchina, è coperta da un drappo rosso e giallo e dice senza farsi vedere: “Non vi preoccupate a lui ci penso io” E va via sgommando. Mi sveglio.

Mi riaddormento e sto ancora con il mio giovane compagno di viaggio e raggiungiamo la nuova sede dell’associazione, ma avvertiamo che il presidente è posseduto. Lo avvertiamo dal suo guardare di sbieco come qualcuno che nasconda qualcosa. Allora rammento l’essere nascosto dell’auto. Era un suo collega?

A quel punto arriva davvero l’esorcista, ma è una figura bianca e assai luminosa, appare fluttuante con una testa grande come un cucchiaio e il corpo sottile e sinuoso che volteggia intorno a noi. Diventa sempre più grande e si aprono enormi ali. E un arcangelo. La casa viene scossa fin dalle fondamenta come in un terremoto, dopo tutto si quieta, l’innominabile non c’è più. Mi sveglio davvero. 

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