ANNO XX Febbraio 2026.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 20 Luglio 2017 00:00

0: il top del sacro

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Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare». 

Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. 
L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 
Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". 
Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". 
Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!". 
E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. 
Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 
Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". 
Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?". 
Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte". 


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-27. 
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare

Il vangelo di oggi sta nella benedizione del Padre: Padre nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in Cielo così in Terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Non abbandonarci in tentazione, ma liberaci dal male.

A me hai rivelato lo zero, come zum. ze.ru, ‘follìa del sacro’. Una dolce follìa.

zirru [MUNUS.MUNUS.ZI.d.NANNA]

  high priestess of the moon god.

Il Dio dell’Oreb, da leggere Ebro, si è rivelato nel roveto ardente, ardente rubetu.

Zum. ru.be.tu, ‘sacroru. Vento/Spiritotu (dell’)Esserebe’ [Dio, ti ringrazio!]. Si è rivelato a Mosè, Musha in arabo, che postula lcz Shamu, l’isola greca dove teneva le sue armi Giunone, Juno, etr.: Gi Uni, ‘luce dell’Uno, Saturno, Dio padre’.

Il sacerdote di Ma.di.an rivela zum. ‘cieloan (che) legama (a) Diodi’.

A te, GESH.UB, è piaciuto di rivelarti così a me in questi venticinque anni.

Mi hai rivelato lo zero zumero come il top del sacro, il terreno dell’Oreb da leggere Ebro.

Il rosso, ruber, rubra, rubrum, è zum. ‘camminoer (del) bur’. Tu, o GESH.BU, guidi questo cammino in URUBURU ad attraversare il serpente oroboro. Tu puoi questo perché sei risorto dopo la morte in Croce. E vivi in noi. Lasciami dentro la tentazione stando con me. Non lasciarmi solo. Impotente senza di te. 

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