«Apprendiamo con piacere l’archiviazione del procedimento nei confronti dei colleghi Luca Scatà e Cristian Movio che, lo scorso dicembre, hanno aperto il fuoco contro l’attentatore di Berlino Anis Amri a Sesto San Giovanni» a dichiararlo è Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap).
«Era evidente che si trattasse di legittima difesa, considerato che era un terrorista in fuga, era armato e ha fatto fuoco contro i miei colleghi per ucciderli, colpendone uno – continua ancora Tonelli – ciò che ci stupisce è che ci siano voluti otto mesi per mettere il punto a quello che è stato un procedimento penale che non avrebbe dovuto esserci. Questo evidenzia le carenze di un sistema che non sa dare risposte immediate, anche quando gli eventi sono lapalissiani, facendo sì che la fiducia nello Stato da parte dei cittadini, venga percepita come entità oppressiva e avversa. Questi casi in cui è riconosciuto l’uso legittimo delle armi – prosegue - dovrebbero avere la precedenza come per le situazioni di emergenza, evitando i lunghi tempi di un procedimento in capo a colleghi che, quella sera con professionalità e determinazione, hanno evitato una replica della terribile strage di Berlino, qui in Italia».
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