ANNO XVIII Febbraio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 27 Settembre 2017 00:00

La ricostruzione del tempio secondo Ciro (Ki.ru)

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In quei giorni, (il re Dario scrisse ai governatori della regione al di là dell'Eufrate dicendo) "Lasciate che lavorino a quella casa di Dio il governatore dei Giudei e i loro anziani. Essi ricostruiscano questo tempio al suo posto. 

Ecco i miei ordini sull'atteggiamento che dovete tenere con questi anziani dei Giudei per la ricostruzione del tempio: dalle entrate del re, cioè dalla imposta dell'Oltrefiume, saranno rimborsate puntualmente le spese a quegli uomini, senza interruzione. 
Il Dio che ha fatto risiedere là il suo nome disperda qualsiasi re o popolo che presuma trasgredire il mio ordine, distruggendo questo tempio che è a Gerusalemme. Io Dario ho emanato questo ordine: sia eseguito alla lettera". 
Quanto agli anziani dei Giudei, essi continuarono a costruire e fecero progressi con l'incoraggiamento delle parole ispirate del profeta Aggeo e di Zaccaria figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione secondo il comando del Dio d'Israele e secondo il decreto di Ciro, di Dario e di Artaserse re di Persia. 
Si terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese di Adàr nell'anno sesto del regno del re Dario. 
Allora gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio; 
offrirono per la dedicazione di questa casa di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli; inoltre dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d'Israele. 
Inoltre stabilirono i sacerdoti divisi secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè. 
I rimpatriati celebrarono la pasqua il quattordici del primo mese, 
poiché i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme come un sol uomo: tutti erano mondi. Così immolarono la pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi. 





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 8,19-21. 
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. 
Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». 
Ma egli rispose: « Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica 

Il decreto di Ciro, figlio di Dario re di Persia, fa ricostruire il tempio di Gerusalemme.

A me preme far osservare al lettore che il nome storico di Ciro assume una valenza linguistica straordinaria con i grafi ki.ru, in zumero ‘sacroru (in) Terraki’. Tutto qua? Tutto qua! Lo Spirito me l’ha soffiato. Nessuno fa questa operazione. Dunque, la lettura è una mia ipotesi. Se qualcuno viene colpito dalla possibilità che i nomi avessero un significato, che noi moderni abbiamo perduto, allora il numero di 845 accessi all’articolo del discernimento di Nibiru da Nibru crescerà

http://www.agoramagazine.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=20232:discernimento-di-nibiru-da-nibru&Itemid=713  

Con questo abbrivio il nome del padre di Ciro, Dario diventerà interessante: Dar-iu.

dar

  v., to slice, split; to shutter (reduplication class) (da, ‘sides’, + ur4, ‘to shear, reap) [DAR archaic frequency).

  n., a building at a canal .

dara4, dar4

n., blood (cf., dara2, sanitary towel’) [DARA4 archaic frequency].

adj., red; dark; dim; high (compare dirig [ponte].

Dar = ‘immagine attiva’ più in generale, il costruttore di canali, nel primo lemma, il pontiere, nel secondo, il pontefice più generico.

Dunque, ki.ru è ‘sacro in Terra’, Dar-iu, Ponteficedar canalei (con) tuttou.

State meglio così ‘significati’?

Se mi dite di sì mi tonificate.

Ieri, ho parlato con l’editore. Il distributore non si è preso l’impegno di diffondere il mio li.bru., ‘gioialicontenitorebru’ perché la stranezza dell’archeologia del linguaggio è completamente ignota. L’ignoto ha questa caratteristica: non è conosciuto. Non è conosciuto perché non è cercato.

La Bibbia gira dalla nascita della stampa. Nessuno, finora, ha letto in zumero bib.bi.a, ‘semea -del fuoco-bib-bi. Questo, se è vero che il più antico nome di Ebla è Ibla: ‘oltrela (col) fuocoib’.

Ed i siciliani monti iblei prendono significato col fuoco, ib.

Ravvivate il mio fuoco segnalando il vostro interesse al mio editore.

Dite la vostra curiosità su li.bru, ‘gioia. contenitore’ a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">'+addy_text59228+'<\/a>'; //--> .

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