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Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Una ministra danese posta vignetta su Maometto, hacker turchi le oscurano il sito

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Inger Støjberg, titolare del dicastero per l'Immigrazione, ha pubblicato su Facebook una delle 12 caricature del Profeta che nel 2005 scatenarono violenze e boicottaggi nel mondo musulmano

 

Il sito web del Ministero per l'Immigrazione e l'Integrazione danese è stato oscurato da un cyberattacco dopo che la titolare del dicastero, Inger Støjberg, ha diffuso sul suo profilo Facebook un post con una caricatura di Maometto.

Si tratta di una vignetta pubblicata il 26 settembre scorso, che riproduce, quale sfondo dell'iPad, il profeta dell'Islam con il capo coperto da un turbante a foggia di bomba. La caricatura fa parte di una famosa e controversa dozzina di vignette pubblicate nel settembre 2005 dal quotidiano conservatore danese 'Jyllands-Posten'. L'iniziativa scatenò le ire nel mondo musulmano contro il Paese scandinavo, con attentati alle sedi diplomatiche e boicottaggi commerciali da parte di alcuni Paesi musulmani. Un precedente alla reazione sanguinosa che, sempre innescata dalla satira, provocò l'attacco terroristico alla redazione del settimanale francese 'Charlie Hebdo' il 7 gennaio 2015 con l'eccidio di 12 persone.

Una ministra danese posta vignetta su Maometto, hacker turchi le oscurano il sito
JOHN THYS / AFP 
Inger Stojberg (afp) 

L'attacco informatico è stato rivendicato da un gruppo di hacker turchi denominato Aslan Neferler Tim, anche se le autorità danesi non hanno confermato la paternità del sabotaggio, cominciato alle ore 15 del 27 settembre e non ancora debellato. Si tratta di un attacco di tipo DDoS (Denial of Service): si sviluppa attraverso la saturazione del server, spesso per il tramite di numerosi pc "inconsapevoli", e impedisce agli utenti della rete l'accesso al sistema bersagliato. Un analogo attacco è stato portato anche al sito web del Ministero degli Esteri danese, che ha tuttavia ripristinato l'operatività dopo un paio d'ore di blocco.

"Siamo una società libera"

La ministra Støjberg non ha voluto speculare sui moventi del cyberattacco, anche se ne ha sottolineato "la coincidenza" temporale con il post, che ha generato reazioni disparate. Lei dice di averlo concepito come risposta al danese Museo Skovgaard di Viborg che si è rifiutato di esporre le vignette, tra cui quella pubblicata su Facebook dalla Støjberg, in una mostra su religione e blasfemia. La ministra ha invece affermato che le 12 vignette del 2005 contribuirono a riaffermare la Danimarca "come una società libera" e furono importanti "nella lotta per incoraggiare la democrazia nel mondo", per cui se ne è detta "orgogliosa" ma smentendo di avere intenti provocatori.

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