ANNO XV Maggio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 05 Ottobre 2017 00:00

Tra dubbi e certezze giornata di riflessione sulla Legge per Taranto

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È stato un confronto franco, leale e schietto quello di martedì 3 ottobre sulla legge regionale speciale per Taranto nell’ambito dell’ultimo appuntamento della “Tre giorni di fine estate”.

Chiamati a  parlarne dall’associazione “Le città che vogliamo” e dal consigliere regionale Gianni Liviano, all’appello hanno risposto presente i consiglieri regionali Cosimo Borraccino di Sinistra italiana e Francesca Franzoso di Forza Italia, assenti gli altri consiglieri tarantini così come i rappresentanti di Regione e Comune, nonché Franco Milella, esperto di sviluppo locale e già consulente Ocse, e Rino Montalbano, docente di architettura al Politecnico di Bari, questi ultimi due hanno collaborato attivamente, insieme al gruppo di lavoro, alla stesura della legge e della relazione tecnica di accompagnamento. A moderare l’incontro il direttore di Studio 100Tv, Walter Baldacconi, il quale ha offerto molti stimoli e suggestioni al dibattito.

Legge Taranto, dunque, uno strumento ormai prossimo a sbarcare in Consiglio regionale per la sua definitiva approvazione non appena sarà esaurito l’iter nelle commissioni consiliari (al momento ad occuparsene è la IV commissione Attività produttive) e che non sta mancando di suscitare prese di posizioni pro o contro.

Come nel caso della consigliera regionale Francesca Franzoso che, pur riconoscendo al collega Liviano l’impegno e la caparbietà nel provare a costruire uno strumento che potrebbe diventare utilissimo sulla strada del rilancio della città di Taranto, ha ribadito le sue perplessità circa “la mancata previsione di una norma sulla dotazione finanziaria senza la quale il rischio è che la legge resti una dichiarazione di semplici intenti". L’esponente di Forza Italia ha poi focalizzato l’attenzione sul punto relativo al patto di stabilità. “La previsione della deroga al patto di stabilità per le amministrazioni locali non è un atto o un provvedimento che può essere adottato con legge regionale dal momento che può essere solo il frutto di una trattativa tra Stato e Unione europea". Perplessità la consigliera Franzoso ha mostrato anche sul punto relativo al,potenziamento dell’offerta sanitaria. “Se davvero la Regione vuole potenziare,  per legge, l’offerta sanitaria perché, allora, ha approvato un piano di riordino ospedaliero che, di fatto, penalizza il territorio ionico?”.

Del fatto che la legge Taranto non può essere considerata “la panacea ai problemi della comunità ionica” ne è convinto il consigliere regionale Cosimo Borraccino che, però, ha anche aggiunto che “la legge Taranto è uno strumento importante perché, finalmente, si mette in campo un progetto strategico, organico e scevro da interventi tampone. Certo - ha poi concluso - alla legge a mio avviso va affiancata una pianificazione regionale più  che abbia al suo interno Taranto dal momento che il suo territorio deve fare i conti con tre grandi discariche, due inceneritori che potrebbero addirittura diventare quattro, un aeroporto, l’Arlotta, che ancora non viene aperto ai voli civili. E, comunque, la legge potrà avere davvero efficacia se sessanta giorni dopo la sua approvazione potrà realmente contare su una dotazione finanziaria".

Ed è proprio sulla questione della dotazione finanziaria che Liviano, prima, e Milella e Montalbano, dopo, sono intervenuti. “La legge Taranto, e il piano strategico che la riempirà di contenuti - ha detto il consigliere Liviano - vogliono essere uno strumento di medio e lungo periodo. Lo scopo è quello di essere costruttori di una realtà che possa contare su strumenti alternativi, per esempio, alla monocultura industriale, di valorizzare spazi di partecipazione soprattutto in fase di redazione del piano strategico. Certo, c’è da lavorare molto sulla tempistica. È necessario, infatti, accorciare i tempi e fare in modo che la legge possa essere subito approvata dal Consiglio regionale. E, comunque, - ha concluso Liviano - la legge non è un contenitore da riempire di soldi. La dotazione finanziaria deve restare uno strumento per raggiungere un obiettivo è non un fine”.

Concetto, quest’ultimo, ripreso dal dott. Milella e dal prof. Montalbano i quali hanno ribadito come Taranto disponga di cospicue risorse finanziarie (“Taranto è la città che più di altre ha usufruito di finanziamenti statali ed europei ma non ha mai saputo utilizzarli”, ha detto Milella) per cui l’obiettivo è dare ad un territorio, fragile ma non povero, che i soldi ce li ha, un’idea, una visione strategica operativa. Un compito che è la vera mission della legge regionale speciale per Taranto.

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