ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 21 Ottobre 2017 00:00

Al Walled off, l’Hotel di Banksy nei Territori occupati

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ROMA – Un busto greco circondato dallo smog, un quadro che mostra una distesa di giubbotti di salvataggio su una spiaggia al tramonto, videocamere di sorveglianza e un’icona del Cristo con il mirino puntato in mezzo alla fronte: ogni centimetro del Walled Off Hotel serve a criticare la società e le sue storture, e le emergenze sia reali che percepite.

Il Walled off, “l’hotel murato”, è stato aperto da Banksy a Betlemme, a marzo scorso. Lo street artist tra i più famosi al mondo ha deciso di rendere ancor più concreto il suo impegno politico fondando “l’albergo con la peggior vista al mondo”, dato che l’edificio sorge davanti alla barriera di separazione che divide i Territori palestinesi dallo Stato d’Israele.

Il muro in cemento armato alto otto metri lascia penetrare appena 25 minuti al giorno di luce solare diretta. L’esterno come l’interno e’ completamente decorato in stile inglese, un chiaro richiamo all’epoca del mandato britannico: “Cento anni fa – ha detto Banksy stesso – l’Inghilterra è arrivata e ha iniziato a rimettere a posto i mobili, qui in Palestina. Ma ha fatto un gran casino. Non so perché, ma sento che è un buon momento per riflettere sulla terribile decisione che prese allora senza rendersi conto fino in fondo delle conseguenze”.

Cento anni fa Lord Balfour firmava una dichiarazione con cui la Corona di fatto acconsentiva alla nascita di uno Stato ebraico in territorio palestinese. Balfour è presente nell’hotel: è un manichino, e basta premere un bottone e inizierà a simulare la firma dell’atto.

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