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Giovedì, 13 Agosto 2015 10:47

Archeologia di guappo

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Ringrazio Luigi Casale per la sua ricerca storica sul termine napoletano guappo, oggi in http://www.agoramagazine.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2102:guappo&Itemid=713

Ha condotto l’indagine correttamente tra i discendenti di origine napoletana in America. La memoria dei fuoriusciti è più affidabile della nostra perché conserva cristallizzazioni gergali perdute in patria.

La sua ricerca rinvia ad altri nidi linguistici, con la certezza di aver individuato bene la fonte della parola guappo nella guapperia napoletana.

Siamo fortunati: possiamo sillabar facile con gu-appo ed abbiamo La storia di Appu in La mitologia ittita, a cura di Franca Pecchioli Daddi e Anna Maria Polvani, Bescia, Paideia editrice, 1990: 163-176.

La sillaba è lat. syllaba, sum. syl-ba-la, ‘sole-anima-va oltre’. Il termine sumero va letto secondo lettura circolare, ovvero (syl) –ba-la diviene (syl) –la-ba.

Albagìa è il termine italiano col significato di ‘presunzione di essere un baal –vel ‘anima alta’, o l’Altissimo. Esce immediatamente da alba, il chiarore del mattino che annuncia il sorgere del Baal, sole.

Gu-e, letto a circolo, è e-gu, lat. ego, ‘io’.

Halloran lo riferisce, con una comprensione parziale:

-gu10 [MU]

  1 sg. possessive suffix, my[1].

Va anteposto e = casa, preghiera ed abbiamo la ‘mia casa’, egu. Si osservi anche il collegamento gu-um che propone mu-ug, mug, ‘vulva’:

-gu10-um

    1 sg. Possessive suffix plus enclitic copula –am3 (example: masda2-gu10-um, ‘he is my dependant’)- [2]

[MU] è importantissimo, perchè è il nome che dà nome a tutti I nomi.

mu

   n., name; word; year –where the words that follow could be a year-formula; line on a tablet, entry; oath; renown, reputation, fame (cf., gu10) [MU archaic frequency].

   v., to name, speak (cf., mug).

   prep., because; to; toward; in.

   Emesal dialect form for gis2, 3/ges2, 3/us, man, male, penis. [3]

Inoltre, è il rinnovamento:

mu2-mu2

      always being reborn (such as the moon) (reduplicated ‘to ignite, to sprout, appear’)[4].

Gu-appu diventerebbe facilissimo procedendo in sillabe gu-ap-pu, dove ap = ab = sole, pu = bu = conoscenza. Guappo sarebbe ‘mia conoscenza del sole’.

Il troppo facile scontenta, e la teonomasiologia, studio comparato dei nomi degli dèi, è una mia specialità non diffusa.

Affrontiamo, dunque, la narrazione delle Daddi e Polvani:

La Storia di Appu è una composizione piuttosto ampia, pervenutaci su più esemplari redatti nel XIII secolo [a.C. nds], ma risalenti alla tradizione antico-ittita.

Il testo si apre con un breve proemio a carattere innico, che anticipa in forma teorica il tema del racconto: vi si esalta il Sole che nella sua qualità di divinità protettrice della giustizia premia i buoni e annienta i malvagi [Questo concetto è poi sviluppato nella narrazione, dove alla contrapposizione uomini buoni-uomini malvagi del proemio corrisponde la contrapposizione fratello Buono – fratello Cattivo.

La parte narrativa racconta la storia di Appu, uomo molto ricco, ma privo di figli, che viveva nella città di Sudul. Il dio Sole, probabilmente con l’aiuto del dio della tempesta, lo soccorre e ad Appu nascono due figli, ai quali vengono dati i nomi di Cattivo e Buono. Quando Appu muore, i figli si dividono senza problemi la parte dell’eredità costituita dai beni immobili del padre; ma al momento di spartire il bestiame Cattivo cerca di ingannare il fratello prendendo per sé l’animale buono – il bue da aratro – e lasciando a Buono una vacca sterile. Il dio Sole interviene per ristabilire la giustizia e la vacca di Buono diventa feconda.

Il racconto sulla prima tavoletta si interrompe a questo punto, ma da frammenti appartenenti ad altre tavolette sappiamo che la controversia fra i due fratelli continua e che essi si rivolgono agli dèi per dirimerla.

La fine della tavoletta è perduta; si può supporre che, in accordo col proemio, essa prevedesse la vittoria di Buono e la punizione di Cattivo.  



[1]John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 107.

[2] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 107.

[3] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 176.

[4]John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 179.

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